Un ottimo Penn Jillette – come sempre – che ci dice che non tutti gli atei sono socialisti come Dawkins o Sam Harris.
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Nemmeno tutti i libertari sono atei. O no?
No, infatti. Anche se devo dire che almeno in Italia la maggior parte dei libertari che conosco lo sono. In genere, nella mia esperienza, la maggior parte dei libertari credenti sono legati al mito dell’america dei padri fondatori/tea party o legati al minarchismo di matrice Friedmaniana o randiana. Gli hardcore rohtbardiani o misesiani in genere sono non credenti. Ma sarebbe interessante fare un sondaggio sull’argomento.
Sì, che la maggior parte dei libertari non siano credenti risulta anche a me. Volevo però riflettere su una cosa: se libertà è anche libertà di credere a qualsiasi minchiata, cosa obiettare ai credenti? (A parte un rispetto delle proprie libertà, ma lì si entra in un terreno scivoloso, visto che a loro le mie bestemmie infastidiscono quanto a me il loro suono di campane…)
@–>Davide
Semplicemente che la loro libertà (di credere) finisce dove inizia la mia (di non credere).
I credenti, sulla base delle loro superstizioni, pretendono d’imporre scelte che valgono per tutti,particolarmente in materie quali l’aborto, il divorzio, la fecondazione assistita, l’eutanasia,i rapporti sessuali, ecc.
Un po’ come se qualcuno pretendesse d’importi di non fare sesso con la tua fidanzata o con il tuo fidanzato, perché altrimenti provocheresti l’ira dei feroci abitanti del pianeta Romulus, della cui reale esistenza lui è profondamente convinto e ai quali è rivolta la sua devozione.
Se loro si offendono se bestemmio, io m’offendo (non è così, ma potrebbe) nel vedere il crocifisso appeso in tutti luoghi pubblici, nel dover assistere alle varie “benedizioni” in occasione di inaugurazioni, mostre, fiere, ecc., e soprattutto nel sentire le idiozie che predicano, le quali, da sole, offendono qualunque mente raziocinante per il solo fatto di venir pronunciate.