La standardizzazione dell’istruzione

Una delle più belle lezioni che abbia mai seguito e che spiega in modo semplice e convincente quanto il nostro sistema educativo sia solo una fabbrica per standardizzare i nuovi cittadini e per evitare che pensino e che creino. Se non sapete l’inglese e quindi non potete capire il video, be’ è tutta colpa del sistema educativo…

“I have never let my schooling interfere with my education.”

Mark Twain

Hat tip: Scacciamennule.

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15 risposte a La standardizzazione dell’istruzione

  1. Asmenos ha detto:

    Bellissimo.

  2. Eccezionale!
    E grazie per il link al blog scientifico nel post precedente (uso il blog personale nella firma, perché per commentare sia su questo blog, sia sull’altro, ho usato sempre questo).

  3. fabristol ha detto:

    In effetti questo video è bellissimo. Peccato che è solo in inglese e molti non potranno ca(r)pirne la bellezza.

  4. Pingback: La standardizzazione dell’istruzione « Fabristol

  5. knulp ha detto:

    Grazie per la segnalazione! Sir Robinson ha scritto un libro sull’argomento, (che non credo sia stato tradotto in Italiano anche se meriterebbe). Eccolo su Amazon:

    http://www.amazon.com/Out-Our-Minds-Learning-Creative/dp/1841121258/ref=ntt_at_ep_dpi_2

    Non l’ho ancora letto, penso sarà il mio prossimo acquisto.

  6. IdeeWeb ha detto:

    Per chi non lo sapesse, c’è una versione sottotitolata in italiano, la trovate a:

  7. Vaaal ha detto:

    ottimo video.

  8. Vaaal ha detto:

    che soluzioni proponi, comunque? La privatizzazione delle scuole?

  9. fabristol ha detto:

    La privatizzazione delle scuole non risolverebbe il problema della standardizzazione dell’educazione. Quello che dice il video è che è sbagliato il metodo dell’istruzione, non l’istituzione che deve dare l’istruzione.
    1) Dividere le classi per anno di nascita è ridicolo per esempio, perché ognuno di noi è diverso. Gli esseri umani crescono a ritmi diversi e l’istruzione dovrebbe essere basata sulle capacità di ognuno.
    2) Lavoro e studio di gruppo, non del singolo!
    3) spezzare il credo ottocentesco secondo cui esiste un sapere tecnico e uno teorico!
    4) spezzare il credo secondo cui esistono le scienze da una parte e le materie umanistiche dall’altra. Esiste una sola conoscenza e una sola natura da studiare.
    5) lo studente deve essere attivo, non un ricevitore passivo di nozioni imparate a memoria.
    6) home schooling.
    7) evitare la standardizzazione dell’istruzione: ci devono essere scuole (pubbliche o private) con materie e corsi differenti.
    8) abolizione del valore legale del titolo di studio.
    9) competizione tra scuole, università. Dinamismo, muovere persone, insegnanti e menti attraverso il territorio.
    10) niente più programmi decisi a tavolino dai governi dello stato centrale. Indipendenza completa degli istituti pubblici e privati. Saranno le famiglie a decidere quale è meglio per loro.
    ecc.
    ecc.

  10. ilferrista ha detto:

    bellissimo
    ora sono ancor più in crisi per la mia novenne che vedo sempre rattristata e annoiata dalla bolsissima scuola elementare. mi sento un po’ carnefice.
    eh, che fare?

  11. fabristol ha detto:

    Potresti farle fare un po’ di dopo-scuola: tu sei hai tempo oppure se hai qualche amico oppure se hai qualche soldino in più…
    Sì lo so è difficile, ma quando avrò dei figli cercherò di dare una seconda istruzione parallela a casa. Sarà difficile ma ci proverò.

  12. il ferrista ha detto:

    eh, per ora la accompagno a giocare a rugby il venerdì e continuo a sostenerla nello studio del violino per il quale, a detta del maestro, pare ben versata.
    sono combattuto tra il fornirle altri stimoli (il loro cervello è ancora una spugna, ne è avido) e il timore di sovraccaricarla di pesi, di presunte aspettative genitoriali (l’intento è quello invece di prospettarle quante più scelte possibili perché apra gli occhi al mondo e trovi quel che davvero la interessa), and so on.

  13. fabristol ha detto:

    Il segreto, a mio parere, è quello di dare spunti e indizi su vari argomenti e osservare come reagiscono e cosa interessa di più. Alla fin fine la cosa più importante da insegnare è il modo di pensare, il tipo di logica, non che cosa pensare o che cosa ricordare. Poi il resto viene da solo.

  14. il ferrista ha detto:

    il metodo e l’esempio.

  15. Snem ha detto:

    Bel video, bellissima animazione.
    Alcuni commenti.
    Molte cose affermate nel video sono peculiari del sistema educativo americano. Gli Stati Uniti non rappresentano l’intero pianeta. Se il problema sono le medicine che rendono zombie, non credo sia necessario riformare il sistema educativo, ma cambiare la mentalità ed il rapporto che hanno con i farmaci.
    Parlando di mentalità, sempre negli Stati Uniti l’educazione è considerata come un “investimento” per il lavoro (tanto che le università hanno un piano di ROI: l’università costa tanto però mi permette un lavoro che mi paga tanto) e per questo la filosofia e l’arte non sono tanto considerate come il diritto e la medicina.
    Con queste premesse, come si può pretendere un sistema diverso?

    La classificazione delle discipline e dei corsi per età sono pur concetti “industriali”, però abbattono i costi dell’educazione rendendola accessibile ed uguale (test standard, corsi omologati) per tutti. E’ un male? Per me si, perì come per molte cose negli USA, chi può permetterselo paga per quello che crede essere meglio: home schooling, scuole private, corsi privati, attività complementari e sicuramente ci sarà qualcuno che segue i principi espressi nel video.

    Le conclusioni tratte dallo studio sui bambini sono totalmente soggettive: non è dimostrato (nemmeno è stato oggetto di studio) che i bambini perdano questa capacità per causa del sistema educativo, potrebbe essere anche un processo naturale. Ed a mio parere e con ironia, non so se sia un male che la maggior parte perda questa capacità: immaginate il 98% delle persone dedicata a risolvere problemi in modi non convenzionali (non so come definirlo) o con la testa fra le nuvole continuamente. Scherzandoci su, per insegnare il mestiere d’idraulico ci vorrebbero 30 anni, ci sarebbero chef d’avanguardia dovunque, ecc.

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