Land of the free

“We are fast approaching the stage of the ultimate inversion: the stage where the government is free to do anything it pleases, while the citizens may act only by permission; which is the stage of the darkest periods of human history, the stage of rule by brute force.”
Ayn Rand

Per anni le sinistre di tutto il mondo hanno osannato Obama come il grande messia di cui l’America aveva bisogno. Un uomo che avrebbe dovuto riportare gli USA all’era pre-Bush. Eppure questo Obama fa rimpiangere il vecchio George W. Bush soprattutto per quanto riguarda le libertà civili. Quelle di cui, in teoria, sarebbe dovuto essere il paladino.

Il recente caso Assange fa capire quanto Obama sia un pericolo per le libertà civili tanto quanto, se non di più, Bush. L’avevamo già visto in azione con l’idea di far dotare gli USA di un bottone per spegnere il web a sua (il suo governo) discrezione.

Nelle ultime ore è cominciata la caccia all’uomo più ricercato al mondo, colui che ha aperto il vaso di Pandora dei segreti di stato, ovvero Julian Assange. Il governo Obama ha intimato Amazon, Paypal, Mastercard di isolare Wikileaks. Ha fatto pressioni su tutti i governi amici per stanare quest’uomo.

Il governo americano non potendo distruggere le migliaia di copie dei file sparsi per il mondo o colpire direttamente Wikileaks sta pensando di denunciare il New York Times per diffusione di documenti segreti.

E le intimidazioni contro la stampa libera sono già in fase avanzata se come riporta il Guardian oggi nessuno giornalista ha osato chiedere a Obama su Wikileaks:

7.51pm: Last question being taken at Obama’s press conference – and not a single journalist raised WikiLeaks or the US embassy cables. But why ask about the biggest story of the year when you can instead talk inside baseball about Republicans versus Democrats?

Il Time stava proponendo un sondaggio online per votare l’uomo delll’anno e Assange era in testa con centinaia di migliaia di voti. Ora nel sondaggio il suo nome è scomparso. Come se non fosse mai esistito. In pochi mesi di Assange rimarrà solo un vago ricordo come uno dei tanti prigionieri dissidenti cinesi o iraniani.

Sembra una barzelletta uscita male ma proprio oggi il Dipartimento di Stato americano ha organizzato il World Press Freedom Day 2010 proprio nel giorno più oscuro della storia americana recente, cioè l’arresto di Assange. Vi ricordate l’orwelliana La Pace è Guerra, La libertà è schiavitù? Sì esattamente, siamo in 1984 e non ve ne siete ancora accorti.

E se la cosa va avanti così credo che vi rendiate conto che l’intera rete internet sia in pericolo. Qualsiasi piattaforma come Google, Facebook, WordPress, qualsiasi server o sito possono essere chiusi da un momento all’altro e i loro proprietari perseguitati dai governi di tutto il  mondo. No, non sto parlando di Cina e Iran. Parlo dell’Occidente e degli USA.  Non c’è scampo, non esiste via d’uscita. Prepariamoci alla fine del mondo come lo conosciamo: ci aspettano tempi bui.

 

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3 risposte a Land of the free

  1. Kirbmarc ha detto:

    L’accusa con cui lo hanno incastrato è la ciliegina sulla torta per la sua assurdità: “sesso a sorpresa”, ma che razza di reato è? Dovrebbero arrestare i tre quarti della popolazione maschile.

  2. fabristol ha detto:

    Ci pensi che se Assange fosse stato cinese o iraniano e avesse fatto scoprire i segreti di questi due stati ora tutto il mondo lo celebrerebbe come un eroe? Il Nobel per la pace sicuro, uomo dell’anno sul Time ecc.

  3. Snem ha detto:

    Se fosse stato cinese o iraniano sarebbe morto. Nobel per la pace post mortem.
    Ci aspettano tempi bui se non ci sforziamo di accendere la luce. E’ sempre stato così.

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