La storia del chicco di grano

Sicuramente una delle immagini che mi è rimasta più impressa durante la lettura di Atlas Shrugged è stata quando la protagonista Dagny Taggart scopre il nascondiglio segreto di John Galt. Lì rimarrà nascosta per mesi lavorando per mantenersi e pagando affitto, servizi e cibo. Dagny rimane sconvolta quando scopre che la sua paga è di qualche centesimo al mese. E il lettore è sconvolto altrettanto perché pensa che in un enclave libertaria, senza tassazione, le paghe siano altissime, il denaro sia onnipresente e la ricchezza sia ovunque. E invece no. La sua paga è di pochi centesimi, l’affitto ancora meno e tutti i beni costano pochissimo. E tuttavia rimangono ancora tantissimi soldi nelle sue tasche. Non solo, ma anche i lavori più umili, come il suo, sono pagati con salari mensili che basterebbero per viverci per mesi. Dagny chiede a Galt come sia possibile tutta questa ricchezza nonostante paghe così misere. La risposta è nella storia che leggete di seguito.

***

Vedete un senza tetto per strada e per solidarietà gli date del denaro, mettiamo che sia 1 euro. Il barbone ha fame e va a comprarsi del pane. Con 1 euro si fa due panini e maledice lo Stato. Lo maledice ad alta voce ma nessuno lo capisce. Pensano che sia pazzo. Ma è veramente pazzo? Cosa sarebbe successo se non ci fosse stato lo Stato?

Per rispondere bisogna tornare un po’ indietro nel tempo quando quel pane era ancora un gruppo di chicchi di grano tra le mani del contadino. Per piantare il grano il contadino ha dovuto comprare i semi del grano tassati. Ha utilizzato gli attrezzi e il trattore tassati. Ha comprato la benzina tassata. Ha poi portato il grano per farlo macinare in un’azienda i cui proventi, attrezzature e lavoro sono tassati. Il prodotto della macinazione, la farina, viene venduto al panettiere e la vendita è tassata. Il panettiere cuoce il pane nella sua panetteria tassata, coi suoi strumenti tassati e poi la vende al barbone inclusa di IVA, ovvero di una tassa.

Cosa ci insegna questa storia? Che ogni passaggio della nostra vita, ogni prodotto del nostro lavoro è tassato. E il costo del prodotto finale è migliaia di volte più alto di quanto sarebbe stato senza la tassazione. Significa che il nostro barbone, quello che in teoria dovrebbe far parte di una categoria di protetti dallo stato, è una vittima dello stato come tutti. Forse con un euro avrebbe potuto comprare una cinquantina di chili di pane. Forse anche di più. In poche parole senza lo stato saremmo tutti più ricchi, perfino chi non ha lavoro o vive in condizioni disagiate.

Questo di sopra è un gioco ma è utile per capire quanto lo Stato interferisca con la vita di tutti i giorni. La prossima volta che andate dal panettiere pensate alla lunga storia del chicco di grano, a quante traversie ha dovuto superare, quanti soldi ad ogni passaggio sono stati rubati dallo Stato. Una volta che vi è bene in mente l’odissea del chicco di grano chiedetevi dove è andato il denaro ad ogni passaggio, chi ha perso e chi ci ha guadagnato.

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6 risposte a La storia del chicco di grano

  1. Marco ha detto:

    e quando il barbone cade e si fa male e dovrebbe andare in ospedale che se ne fa di 50kg di pane?

  2. Kirbmarc ha detto:

    I prezzi potrebbero anche non essere così bassi in una società di mercato (il trasporto, per esempio, averrebbe su strade gestite da privati che giustamente esigerebbero il pagamento di un pedaggio), ma ciò che conta è che le perdite dovute a cattiva amministrazione, parassitismo e corruzione svanirebbero. Il mercato farebe piazza pulita delle imprese inutili o inefficienti.

  3. fabristol ha detto:

    Per Marco

    si sarebbe potuto comprare due panini come era sua intenzione e usare pochi centesimi per curarsi la gamba. 😀

    Quello che voglio dire è che ogni persona produce una ricchezza enorme ogni giorno che basterebbe per tutti i suoi bisogni, ma la maggior parte di questa viene rubata dallo stato che la utilizza per far mangiare i parassiti: ovvero i politici, i burocrati e tutta la macchina statale.

  4. fabristol ha detto:

    Per Kirbmarc

    Per le strade, l’esperienza di tutti i giorni ci insegna che quella del pedaggio non è l’unica soluzione. Vicino a casa mia ci sono tantissime strade private dove sono liberissimo di passare.
    Spesso poi i privati ci guadagnerebbero nel lasciare il passaggio libero a tutti. Pensa al fatto che il privato ha una serie di negozi lungo la strada, hotel o servizi ecc.
    Poi esisterebbero anceh strade della comunità: ovvero una serie di privati si mettono d’accordo per offrire alla comunità il passaggio di beni e persone.

  5. astrolabio ha detto:

    si però l’iva la scarichi eh, a alla fine il conto e meno di quel che sembra.

  6. Snem ha detto:

    Si potrebbe anche eliminare la moneta e tornare al baratto: il pane non costerebbe niente ed il barbone avrebbe un lavoro sicuro.

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