“Se cade il governo resterò una pezzente con laurea”

A mio parere quello che sta succedendo sulla questione Berlusconi-Ruby è molto importante ed educativo. Lasciando perdere le questioni piccanti sul sesso a pagamento e le orge di ministri e sui vari reati che la magistratura vaglierà, ciò che mi interessa di più è il sistema berlusconiano. Un sistema fatto di favori, sesso, denaro pubblico e privato, poltrone pubbliche e appalti privati, un giro vorticoso di malaffari e corruzione che rappresenta il modello di tutti i governi. Certo il caso berlusconiano è esagerato, amplificato, piccante, è un po’ una versione alla Alvaro Vitali ma secondo me fa capire a fondo come funzionano la democrazia odierna, i governi e gli stati.

C’è una frase che mi ha colpito più di tutte tra le intercettazioni e che ho messo come titolo di questo post: “se cade il governo resterò una pezzente con laurea*.” Tra le tante altre sembra una frase innocente, anche perché non ha alcun riferimento sessuale ed è stata un po’ ignorata dai giornali. Invece è lì la chiave di tutto lo scandalo, del vero scandalo berlusconiano. Quella frase viene ripetuta ogni giorno da tutti gli uomini del governo,  dai ministeri alle province, dalle circoscrizioni ai comuni, dai lacché, dai prostituti, dalle prostitute, dagli imprenditori ai preti, da chiunque sia stato toccato dal potere berlusconiano. Se cade Berlusconi cadono tutti, perché sono tutti legati tramite favori, denaro e poltrone a lui. Quindi è nell’interesse di tutti questi che Berlusconi non cada, QUALSIASI cosa lui faccia al governo.

Le democrazie funzionano così: una minoranza ben organizzata porta al potere una cricca di criminali per parassitare il resto della popolazione tramite l’illusione del “governo del popolo”. Lo fa utilizzando lo Stato e i poteri monopolistici che lo Stato offre. Una volta al potere chi vince distribuisce favori, poltrone e denaro e rimane in sella fintanto che questi favori vengono elargiti. Favori, poltrone e denaro sono ovviamente di provenienza pubblica, cioè di tutti. Soldi rubati dalle tasse facendovi illudere che vengano utilizzati per il vostro bene. Le votazioni sono una farsa ovviamente perché nel momento in cui una persona o un gruppo ha potere economico e mediatico su una buona fetta della popolazione basteranno 30-35% di quest’ultima per salire al potere. E’ tutta una questione di organizzazione: le minoranze che si sanno organizzare bene e che hanno potere economico e mediatico comandano su tutto il resto della popolazione. Ovviamente chi è “toccato” dal potere cercherà in tutti i modi di evitare che il datore di lavoro cada. Altrimenti torneranno ad essere pezzenti come prima.

 

*interessante anche quel finale “con laurea”, cioè come dire che dare il culo è più conveniente che avere una laurea oggigiorno.

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6 risposte a “Se cade il governo resterò una pezzente con laurea”

  1. Ennio Mosci ha detto:

    Interessante articolo, contenuti pieni di verità. Il sistema ” democratico ” sembra coinvolgere tutti, e qui si spiegherebbe perchè anche coloro che dovrebbero prendere la situazione di petto si limitano a frasi generiche, prive di vero significato politico.
    Come dire, ” il più pulito c’ha la rogna “.
    D’accordo con l’articolo, in special modo per quanto riguarda la parte finale:
    ” il culo ha avuto sempre, da che mondo è mondo, più importanza di una laurea, anche quando una laurea italiana aveva un valore vero, figuriamoci oggi.
    Cordiali saluti
    Ennio Mosci

  2. Tommy ha detto:

    La cosa che mi ha sempre fatto andare fuori di testa è che tutti ritengono la compagine di destra “liberista” (chi come complimento, chi come insulto). Io la vicenda non la sto seguendo, sono già povero con la laurea e non ho bisogno di guardare chi sta peggio di me, ma il tutto mi pare molto indicativo di cosa sia il “liberismo” in Italia.

  3. Johnny Cloaca ha detto:

    Basta aspettare qualche altro mese ed avranno la pensione pagata dalla redistribuzione monetaria dei miei stivali. Ecco perchè sta rispuntando la favola degli evasori più forte che mai ultimamente, qualcuno teme di non avere abbastanza dinero da poter campare sulle spalle degli altri. Ma anche la loro pensione rientra in quel bene comune così caro anche a Napolitano?

  4. fabristol ha detto:

    Per Ennio Mosci

    benvenuto!

    Per Tommy

    Ormai tutti i partiti si definiscono liberali o libertari: popolo della libertà, sinistra e libertà, futuro e libertà ecc. Ormai è una parola vuota, che ha perso ogni significato originario.

    PEr Johnny

    Certo che se la prenderanno la pensione da 6000 euro al mese, mentre il resto della popolazione campa con una da 800. Figli di puttana.

  5. Pingback: “Se cade il governo resterò una pezzente con laurea” | Politica Italiana

  6. fabristol ha detto:

    Nuovi sviluppi entusiasmati!

    http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=35932

    Anche per Da Re, Gomorra e gli altri romanzi dello scrittore e giornalista campano non meritano di stare sugli scaffali: «L’amministrazione ha fatto bene a togliere i libri di quell’autore, visto che è tanto amico di quel terrorista. Li avrà comprati la giunta precedente, di sinistra. Se non vengono letti, non muore nessuno e la cultura non ne subirà alcun danno. Anzi, meglio metterli in uno scatolone in uno scantinato, chissà non se li rosicchi qualche criceto».

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