Autorganizzazione all’egiziana

Nonostante le centinaia di migliaia di persone per le strade egiziane sono rimasto molto colpito dalla civiltà dei dimostranti. Gli atti di vandalismo esistono ma sono relativamente rari, considerando che lo stato non esiste più da tre giorni, la polizia è fuggita e l’esercito è immobile. Dalle immagini di Al Jazeera e dai reporter per le strade si susseguono le immagini dei comitati di cittadini autorganizzatisi. In ogni quartiere gli uomini fanno i turni nelle strade principali per controllare chi entra e chi esce per evitare ladri e vandali. Nelle strade di giorno esistono cittadini che sono diventati vigili e dirigono il traffico. Nei primi giorni un cordone di cittadini controllava l’entrata del museo nazionale de Il Cairo. Il governo aveva coscientemente abbandonato quel sito per farlo depredare e poter dimostrare al mondo che se Mubarak fosse caduto il patrimonio dell’umanità artistico d’Egitto sarebbe stato distrutto dalle folle. Nei quartieri storici de Il Cairo la gente si organizza per proteggere forni e benzinai per l’interesse comune. I cristiani copti, nonostante le violenze dei mesi scorsi, hanno dichiarato che avrebbero protetto i musulmani durante le preghiere. E’ qualcosa di straordinario e bellissimo. Questo fa capire quanto le persone senza il controllo dei governi tengano molto di più ai beni propri e altrui e a quelli di interesse comune. Ovviamente non è tutta rose e fiori, ma con un minimo di organizzazione in più i quartieri possono vivere civilmente, senza dover temere i proiettili della polizia o le vessazioni dei governanti.

Il governo continua a denunciare il caos e le violenze ma TUTTA la violenza è provenuta dallo stato. I 150 morti sono manifestanti uccisi dalla polizia. E’ stato il governo a far evadere i detenuti dalle prigioni e uomini pagati dal governo sono stati sgunzagliati nei quartieri bene per saccheggiare. Anche in Tunisia furono i poliziotti a  saccheggiare negozi e case mentre la popolazione inerme e senza armi era in balia di questi delinquenti. Il governo ha chiuso internet e tutti i mobile provider, le tv straniere compresa Al Jazeera e la popolazione è isolata dal resto del mondo. Nonostante questa violenza di stato gli egiziani si sono comportati coraggiosamente sfidando il coprifuoco e i proiettili della polizia. Una nazione unita da un unico obiettivo, abbattere il tiranno; degli eroi da ammirare.

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