Sopprimere le rivolte, in Egitto le prove generali

Il titolo è una reinterpretazione di quello di questo ottimo articolo dove Pino Bruno fa notare come forse ai governanti di tutto il mondo ne verrà qualcosa di buono da questi giorni di rivolta in Egitto. Certo, in Medioriente molti rais stanno avendo paura di ulteriori contagi e pure in paesi occidentali si ha paura di un cambiamento dello status quo mediorientale e quindi anche mediterraneo e mondiale. Gheddafi fino all’ultimo ha appoggiato il tunisino Ben Alì; il Re saudita Abdallah ha dato tutto il supporto possibile a Mubarak in questi giorni e il ministro degli esteri italiano Frattini ha fatto capire da che parte sta il governo italiano appoggiando Ben Alì e continuando a tessere lodi a Gheddafi. (A questo punto una digressione: se anche la Libia dovesse diventare la prossima il governo Berlusconi chi appoggerebbe? Sappiamo già la risposta).

Dicevamo che i governanti di mezzo mondo dei paesi sottosviluppati (sì anche lo Stivale) sono preoccupati, ma da ogni errore si può imparare qualche lezione. Mubarak ha sperimentato per primo al mondo quello che in tanti vorrebbero fare, compresi Obama, Sarkozy e Cina: spegnere internet nel caso di un’emergenza. L’emergenza ovviamente è la LORO emergenza, ovvero quando qualcuno tenta di sovvertire il loro potere. Mubarak ha chuso i rubinetti di internet chiudendo i server e ha spento la telefonia mobile con uno schiocco di dita. Come ha fatto? Come è possibile?

Mubarak ha potuto fare questo, oltre agli altri crimini, perché ha il controllo della macchina più efficiente per sopprimere le maggioranze: lo Stato. E lo stato può prendersi in qualsiasi momento qualsiasi libertà abbia concesso in qualsiasi momento e per qualsiasi ragione. Come dice lo stesso Mubarak nel suo ultimo video pubblico: “Le manifestazioni che ci sono in questi giorni esistono perché io vi ho dato queste libertà in questi ultimi anni.E ora ve le posso togliere, era il finale implicito.

Così come Mubarak ha potuto spegnere internet così può fare qualsiasi governo, dal più dittatoriale a quello più democratico, se si dovesse trovare in pericolo. Anche i governi democratici possono prendere il controllo di internet e della telefonia mobile in qualsiasi momento. Basta che un governo abbastanza forte emani leggi speciali o che i partiti si mettano d’accordo per evitare di essere distrutti dalle folle. Questi proveddimenti possono arrivare da un giorno all’altro a causa di questo tipo di manifestazioni o possono essere inseriti nell’ordinamento statale lentamente dopo anni e anni di estenunanti e mirate campagne mediatiche chiedendo il potere di controllare internet per casi come: terrorismo, pedofilia, abuso di droghe ecc.

Vi lascio con questa domanda: che cosa farebbe un qualsiasi governo occidentale cosiddetto democratico se delle manifestazioni di tali proporzioni  come quelle egiziane dovessero prendere piede nelle loro piazze? Cosa farebbero Obama, Berlusconi, Sarkozy o Cameron in nome dell’ordine pubblico?

P.S.

Per finire un applauso ad Al Jazeera, l’unica tv che è rimasta sul campo e che ha dato 24 ore su 24 le notizie più importanti sulla rivolta egiziana. Nello screenshot che ho preso ieri (vedi foto in basso) a sinistra le immagini di Al Jazeera mentre a destra la tv di stato egiziana. (Cosa avrebbe fatto la RAI se questo fosse successo in Italia? Per esempio con un Minzolini? I pericoli dei media di proprietà dello stato.)

Perché la RAI non sei tu, è loro.

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