Bestiario delle tasse – Parte I

La Confesercenti ha preparato un documento con un elenco delle tasse italiane più assurde che gravano su tutti i contribuenti. Leggendole vi renderete conto di quanto le tasse non siano altro che balzelli usati dal potente di turno SOLO ed esclusivamente per raccogliere denaro da distribuire tra amici e conoscenti. E qualsiasi scusa è buona, anche la più assurda, pur di rubarvi i soldi. La popolazione è completamente in ostaggio di una minoranza che vi fa credere che il prelievo fiscale serva per aiutare chi ne ha bisogno. In realtà è tutta una macchina ben oliata per rubarvi i soldi. Non aggiungo altro: leggetevi l’elenco, se volete copia-incollatelo, facebookatelo, twitteratelo, stampatelo o appendetelo sulle porte del Comune.

 

Le paleo tasse

(DATATE NEL TEMPO MA SEMPRE IN VIGORE)

1. La tassa sui gradini. Un tempo si pagava assieme ai ballatoi dei palazzi. E’ tornata di moda vista l’esigenza dei comuni di finanziare il servizio di pulizia delle strade; a doverla pagare tutti i proprietari di case che hanno i gradini d’ingresso sulla pubblica via.
2. La tassa sull’ombra. Se con la sporgenza della tenda di un locale, il proprietario “invade” il suolo pubblico deve pagare l’imposta per occupazione di suolo pubblico.
3. La tassa sui ballatoi. Riesumata dal Comune di Agrigento nel 2008, va pagata dai condominii che abbiano ballatoi prospicenti sulla pubblica strada.
4. L’imposta sulle immagini. Sconosciuta negli altri paesi evoluti, l’imposta di pubblicità riguarda tutti i mezzi pubblicitari affissi per la pubblica via. L’imposta si applica sulla pubblicità esterna ed a quella diretta, vale a dire ogni forma di pubblicità diversa da quella editoriale, radiofonica e televisiva.
5. La tassa sulle paludi. Nasce nel 1904 da un regio decreto che prevedeva il pagamento di un contributo per la bonifica delle paludi
che diventavano terre coltivabili. Quando però negli anni 60 gran
parte delle terre furono abbandonate e sulle ex paludi furono costruite città, i proprietari che andavano ad abitare le case cominciarono a ricevere cartelle esattoriali con una strana tassa: il contributo di bonifica, che pagano molti milioni di italiani. Sono sorte da allora molte liti giudiziarie, e due sentenze della Corte di Cassazione (n. 8957/96 e 8960/96) hanno stabilito che la tassa è dovuta soltanto nel caso in cui le opere di bonifica abbiano determinato un effettivo incremento di valore dell’immobile, con un beneficio diretto e specifico, che, in caso di contestazione, deve essere provato dal Consorzio di bonifica. Intanto si continua a pagare.
6. Tassa sulla raccolta dei funghi. Anche sui permessi di raccolta di funghi scatta la famigerata imposta di bollo.
7. Imposta su caccia e pesca. Prevede il pagamento di una tassa di Concessione Governativa non solo la licenza di porto di pistola per difesa personale ma anche il porto di fucile uso caccia e la licenza di pesca. Ad oggi, l’importo è pari, rispettivamente, ad Euro 115 e 173,16. Per il rilascio della licenza di caccia, inoltre, va corrisposta anche una tassa regionale, che varia da regione a regione.

8. Imposta sui cani. Alcuni Enti locali hanno o sono in procinto di
istituire nuovamente la tassa sul possesso dei cani introdotta dal
Regio decreto n. 1393 del 1918 reso poi obbligatorio definitivamente
nel 1931. La tassa consiste nel pagamento di un corrispettivo annuale per il possesso di ogni singolo cane custodito. Gli importi? Variano dai 20 euro ai 50 euro per ogni cane di proprietà a seconda della taglia.
9. La tassa di passaggio. Il Comune di Milano ed altri hanno introdotto un ecopass a pagamento avente come fine principale la riduzione dell’inquinamento atmosferico.
10. La tassa sulle suppliche. Sono soggetti ad imposta le istanze, petizioni, ricorsi, e relative memorie diretti agli uffici
dell’amministrazione dello Stato tendenti ad ottenere l’emanazione di un provvedimento.
11. L’imposta sui forestieri. è stata reintrodotta di recente una tassa di soggiorno, differenziata per classificazione alberghiera. Ed ora anche il federalismo fiscale sembra non poterne fare a meno.
12. Tassa sul bestiame. Il reddito agrario per l’azienda agricola che produce almeno un quarto delle unità foraggiere destinate ad
alimentare gli animali allevati è possibile la determinazione di un
reddito forfetizzato, se il terreno risulta insufficiente, utilizzando
determinati coefficienti approvati del ministero dell’economia e delle
finanze, di concerto con quello delle politiche agricole, che individua
le specie di animali rientranti nel sistema forfetario di determinazione del reddito.
13. La gabella sugli sposi (ius primae gabellae). Introdotta da alcuni enti locali consiste nel pagamento di un corrispettivo a prezzo unico per poter celebrare il matrimonio in Comune. A Roma, ad esempio, costa € 200 sposarsi in Campidoglio nel week-end ed € 150 nei giorni feriali per tutti coloro che non risiedono nella Capitale. Era, addirittura stata prevista una delibera con la quale si prevedeva il pagamento anche per i residenti per il corrispettivo di € 100 (proposta poi ritirata). Da stime fatte, il gettito non è niente male: il Comune di Sorrento ad esempio incassa qualcosa come 6 milioni di euro all’anno.
14. L’imposta sull’uscita di casa. E’ la tassa sui passi carrai che ricorda le imposte medievali ma nasce nel 1997: in legge finanziaria il Governo diminuì i fondi all’Anas consentendogli però al contempo di “rifarsi” sui cittadini. La medesima normativa prevedeva che il
secondo anno la tassa potesse essere incrementata del 150%
lasciando poi libero arbitrio negli anni successivi. Ed è così che si è
giunti addirittura a casi di aumenti dell’8000%. All’Anas si sono
aggiunti i comuni e le province, per le rispettive strade. Al fine della
paleo-imposta sono considerati passi carrabili i manufatti costituiti da listoni di pietra od altro materiale o da appositi intervalli lasciati nei marciapiedi o, comunque, da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata (art.44, e. 4, D.Lgs. n. 507/1993). Per le strade private aperte al pubblico transito l’autorizzazione è concessa dal Comune. La superficie tassabile dei passi carrai si determina moltiplicando la larghezza del passo, misurata sulla fronte dell’edificio o del terreno al quale si dà accesso, per la profondità di un metro lineare “convenzionale”. La tassa relativa ai passi carrai può essere definitivamente assolta mediante il versamento, in qualsiasi momento, di una somma pari a venti annualità del tributo.
15. La tassa sulle cabine telefoniche. E’ il canone comunale dovuto sulle cabine telefoniche e sulle cabine elettriche dai relativi gestori.

16. Un contatore pieno di … tasse. Miracoli del fisco: pensate, un metro cubo di gas naturale ha un costo estrattivo di 2 centesimi; al confine italiano il prezzo sale a 20 centesimi; al consumatore finale costa 65 centesimi. Come si spiega? La tariffa media nazionale riferita al gas, ha la seguente composizione: materia prima (gas) 32%; costo delle infrastrutture 17%, 8 % per la commercializzazione, e 43% per le imposte. Il costo finale del gas per il consumatore in Italia è così superiore del 25% rispetto alla media europea. Ma anche i consumi elettrici sono un ottimo affare per il Fisco: le relative imposte assicurano ogni anno 9 miliardi di euro. Il costo del KW per un utente italiano è circa doppio rispetto alla Francia e addirittura triplo rispetto a paesi come la Svezia. Non basta: c’è anche una imposta mascherata sulla bolletta dell’elettricità, c’è una voce, CIP 6, che serve alla promozione delle fonti rinnovabili ma anche delle cosiddette “assimilate”, cioè fonti non rinnovabili camuffate come la bruciatura dei cascami del petrolio o l’energia derivata da spazzatura. Con questo trucco si stima che negli ultimi 20 anni i produttori di fonti assimilate abbiano ricevuto contributi per circa 30 miliardi di euro pagati da tutti sulle bollette (costo, almeno 800 euro all’anno a famiglia).

17. Misteriosa efficienza. Nella bolletta elettrica c’è una misteriosa voce denominata EF-EN, e finalizzata all’uso efficiente dell’energia: gettito 45 milioni di euro all’anno, che vengono versate dai gestori allo Stato.
Altro che efficienza energetica! La tassa serve solo a procurare altri
quattrini all’Erario!
18. La tassa sul mercato elettrico. Una delle numerose voci occulte della bolletta serve per compensare i costi cosiddetti “irrecuperabili” dell’ENEL a causa della liberalizzazione del mercato. Come dire, i cittadini devono pagare dei soldi per avere un mercato nel settore elettrico. E il vantaggio del mercato dove sta? “Irrecuperabili” sembrano solo i quattrini versati sulle bollette.
19. La tassa sulla farina animale. Come fare ad eliminare 380.000 tonnellate di farine animali, pagarle ai produttori e far gravare tutto sui consumatori? Semplice: in Italia per sostenere le energie verdi si emettono i cosiddetti certificati verdi, il cui costo va direttamente sulle bollette elettriche. Così negli ultimi anni sono stati concessi alle aziende certificati verdi per la loro “valorizzazione energetica” ovvero bruciarle. Si è così riconosciuto come energia verde la produzione di energia imputabile alle farine animali. In pratica lo smaltimento (un costo per i produttori) è stato trasformato in ricavo e pagato dai consumatori.

 

CONTINUA…

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4 risposte a Bestiario delle tasse – Parte I

  1. Davide ha detto:

    Elenco agghiacciante. Stupisce che ancora non sia tassata, oltre l’acqua, anche l’aria (ma s’intende: col ricavo contribuiremo a renderla più pura e respirabile!).

  2. fabristol ha detto:

    E non e’ finita. Nella seconda parte ci saranno le tasse esoteriche!

  3. fabristol ha detto:

    E cmq l’aria e’ gia tassata in alcuni casi. Nelle tasse del tuo biglietto aereo c’e’ anche quello

  4. Johnny Cloaca ha detto:

    Per tutti i fan demoanalfabetocrazia presenti in sala, prego alzarsi ed ingengnarsi ad auto-prendersi a calci nel culo; visto che tramite il tanto decantato voto democratico non solo si lascia carta bianca a lorsignori di affossare le persone e poi redistribuire a cazzo di cane i proventi delle gabelle, ma ormai lo si dice chiaramente che “si, finora abbiamo sprecato e mangiato alle vostre spalle; ma non vi preoccupate da domani raddoppieremo la nostra razione”.

    Nota per il lettore disattento: tale dichiarazione è avvenuta proprio alla presentazione del federalismo fiscale con tanto di professore e lavagna; il tutto coronato da un esercito di giornalisti che nel frattempo si guardavano negli occhi cercando di capire il sesso di Rosy Bindi e Realacci.

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