Bestiario delle tasse – Parte II

Le tasse patriottiche

20. Tassa sul tricolore. Chi espone la bandiera dello Stato italiano rischia di dover pagare la tassa sulla pubblicità. A Desio il titolare di un albergo ha deciso di esporre davanti all’ingresso il vessillo nazionale e la bandiera blu dell’Unione Europea. La concessionaria che si occupa di riscuotere la tassa per conto dell’amministrazione comunale ha richiesto per il tricolore 140 euro di imposta. Per le due bandiere l’importo annuale richiesto è stato di 280 euro. Nonostante la marcia indietro del comune, dopo la diffusione della notizia, il problema interpretativo resta, come la fame di quattrini dei comuni.

Tasse esoteriche
21. La tassa sulla memoria. In realtà è la riedizione potenziata del cosiddetto ‘equo compenso’, dovuto alla SIAE, che grava su vari
dispositivi che forniscono tecnologie per copiare ad uso privato CD e
DVD musicali e cinematografici, coperti dai diritti d’autore. Dapprima basata sui supporti di memorizzazione ed i masterizzatori (gettito 70 milioni di euro), dal 2010 è diventato un prelievo molto rilevante (gettito di ben 300 milioni all’anno) con l’ampliamento della base imponibile a qualsiasi dispositivo di memorizzazione, dai cellulari, agli smartphone, ai computer. Perciò telefonini, computer, hard disk esterni, pen drive e similari sono assoggettati alla nuova tassa, in quanto su di essi potrebbe essere registrato qualcosa coperto da diritto d’autore.

22. La tassa sulla voce. La tassa sui telefonini cellulari ammonta per i contratti ad uso privato ad Euro 5.16, mentre per i contratti ad uso affari l’importo è di Euro 12,91. Non tutte le voci sono però uguali. Ce ne sono di autorevoli: sono esentate dalla gabella le amministrazioni statali che – recita una circolare interpretativa -“in quanto titolari di ogni diritto o facoltà” (sic!) non necessitano di apposite autorizzazioni. Diverso il discorso per finanzieri ed agenzie fiscali, che sono esentati dal versamento dell’imposta a seguito di espressa previsione normativa (Finanziaria 2007).
23. Centrali fantasma. In bolletta elettrica i consumatori pagano un fondo per un premio ai Comuni che ospitano centrali nucleari.
Paghiamo un euro ogni 5000 kwh. Di certo non ci saranno centrali
almeno per i prossimi 10 anni, ma intanto la bolletta continua ad
addebitare questo costo.
24. L’imposta sugli spiriti. L’imposta sugli spiriti è un’accisa che colpisce due categorie di merci: gli spiriti ottenuti da materie
amidacee e zuccherine; gli spiriti ottenuti dalla distillazione del vino,
delle vinacce, dei cascami della vinificazione e della frutta. I primi
sono considerati spiriti di prima categoria sui quali si applicano delle
tariffe più alte rispetto ai secondi, detti di spiriti di seconda categoria.
25. Tassa sull’aria. Tra le molteplici imposte di fabbricazione, c’è quella sul “gas di petrolio liquefatto anche miscelato ad aria” e sul metano “miscelato ad aria”. La miscela serve a rendere più facilmente combustibili petrolio e metano. Ma la tassa aggiuntiva a cosa serve? A tassare l’aria.
26. La tassa sul divertimento. Vige attualmente una imposta (diritto erariale sui pubblici spettacoli) su tutti gli spettacoli, sia teatrali, che cinematografici. E le feste private in luogo pubblico? Pagano anch’esse.

Le tasse burocratiche

27. La tassa sui certificati. sono tassati i certificati, copie ed estratti delle risultanze e degli elaborati catastali ottenuti dalle banche dati informatizzate degli uffici dell’Agenzia del territorio, nonché le attestazioni di conformità.
28. La tassa catastale. Rivolgersi al catasto costa caro. Le volture catastali per atti di compravendita, donazione, successione sono soggette alla imposta catastale. Sono obbligati al pagamento
dell’imposta catastale coloro che richiedono le formalità e i pubblici
ufficiali obbligati al pagamento dell’imposta di registro o dell’imposta
sulle successioni e donazioni, relativamente agli atti ai quali si
riferisce la formalità. Sono inoltre solidalmente tenuti al pagamento delle imposte tutti coloro nel cui interesse è stata richiesta la formalità e, nel caso di iscrizioni e rinnovazioni, anche i debitori contro i quali è stata iscritta o rinnovata l’ipoteca.
29. La tassa sulla giustizia. Ecco quanto si paga per fare ricorso ai tribunali: euro 33 per i processi di valore fino a euro 1100; euro 77 per i processi di valore superiore ad euro 1100 e fino ad euro 5200 e per i processi di volontaria giurisdizione, nonché per i processi speciali di cui al libro IV, titolo II, capo VI, del codice di procedura civile; euro 187 per i processi di valore superiore ad euro 5200 e fino ad euro 26mila e per i processi contenziosi di valore indeterminabile di competenza esclusiva del giudice di pace; euro 374 per i processi di valore superiore ad euro 26mila e fino ad euro 52mila e per i processi civili ed amministrativi di valore indeterminabile; euro 550 per i processi di valore superiore ad euro 52mila e fino ad euro 260mila; euro 880 per i processi di valore superiore ad euro 260mila e fino ad euro 520mila; euro 1221 per i processi di valore superiore ad euro 520mila. Per i processi esecutivi mobiliari di valore inferiore a 2500 euro il contributo dovuto è pari ad euro 30. Per i processi di opposizione ad atti esecutivi il contributo dovuto è pari ad euro 132. 30. La tassa sulle autorizzazioni. Si chiama “canone ricognitorio” ed è una tassa che colpisce tutti coloro che sono in possesso di un’autorizzazione o di una concessione, rilasciata dal Comune, per l’occupazione di suolo pubblico, ad esempio le occupazioni dei cantieri edili o degli esercizi commerciali (tavoli e sedie), le infissioni dei pozzi. Si chiama “ricognitorio” perchè rappresenta la somma dovuta come riconoscimento del diritto di proprietà del Comune sul bene oggetto della concessione, ma di fatto è una tassa perché si ripete ogni anno.

31. La tassa sulle pratiche edilizie. Sono dovuti i cosiddetti diritti di segreteria (una tassa) sul permesso di costruire, accertamento di conformità e D.I.A. relative ad interventi di nuova edificazione, ampliamento, ristrutturazione urbanistica e sostituzione edilizia di fabbricati. Autorizzazione temporanea autorizzazione paesaggistica, idrogeologica, programma aziendale, etc., quando costituiscono autonomo procedimento, e relative proroghe.
32. Tassa sulle pubbliche affissioni. Si chiama “diritto sulle pubbliche affissioni” e riguarda le affissioni eseguite dal Comune nel proprio ambito territoriale, negli appositi spazi riservati.
33. Tasse sulla didattica. Oltre alle tasse universitarie, ci sono la tasse sul pubblico insegnamento e le tasse locali sull’abilitazione
all’insegnamento.
34. La tassa sugli sfratti. Per i processi di esecuzione immobiliare si paga un contributo dovuto è pari ad euro 220. Per gli altri processi esecutivi lo stesso importo è ridotto della metà.

Tasse in maschera
35. Anticipi in bolletta. Le fatturazioni delle bollette avvengono quasi sempre per “consumi presunti” in genere più alti di quelli reali. Si stimano prudenzialmente in una trentina di euro l’eccedenza a bolletta per ognuno dei 40 milioni di utenti, Enel, Italgas ed aziende municipalizzate possono incamerare 1,2 miliardi di euro a bimestre di consumi anticipati a costo zero per le aziende. Il sistema farraginoso delle correzioni mediante call center fantasma rende poi quasi impossibile la correzione delle fatture secondo i consumi reali previsti dal contatore di gas e luce, obbligando i cittadini ad anticipare consistenti somme di denaro, pena il rischio di distacco della fornitura, vero e proprio cash flow a costo zero per le casse delle aziende.
36. Multe salva bilanci. Secondo una recente indagine, alle
amministrazioni comunali le sanzioni comminate in base al Codice
della strada fruttano più delle addizionali Irpef. Nel 2008 sono state
staccate 12,6 milioni di contravvenzioni, il che equivale a dire 1427
all’ora (ben 24 al minuto). Divieto di sosta, sorpasso vietato e
semafori ignorati sono costati, in media, 76 euro a ogni italiano;
mentre ogni vigile, sempre mediamente, ha compilato verbali per
43mila euro. Le contravvenzioni risultano una voce irrinunciabile per garantire l’equilibrio economico del Comune. Il meccanismo ormai consolidato si traduce in una maggiore spietatezza delle pattuglie delle forze dell’ordine quando necessario. E infatti, analizzando il flusso degli introiti per le multe nelle casse comunali, si scopre che, almeno per quanto riguarda le amministrazioni più grandi, il maggior numero di contravvenzioni viene comminato nella seconda parte dell’anno (quando l’obiettivo di bilancio da raggiungere diventa più evidente e pressante).

37. La gabella sul televisore. Il cosiddetto “canone RAI” oggi non è più un canone ma un’imposta sulla detenzione di apparecchi atti od adattabili alla ricezione di radioaudizioni, indipendente dalla reale fruizione o dalla volontà di fruire del servizio. Le entrate dello Stato derivanti da questa imposta sono devolute direttamente alla RAI. Il governo ne ha preannunciato il prossimo trasferimento nella bolletta elettrica, in quanto l’erogazione di energia elettrica presuppone l’uso di un teleschermo. Ma una tassa, richiesta ogni anno, superiore al valore commerciale del televisore che tende a zero, appare scarsamente giustificabile.
38. La tassa sui giornalisti. C’è una tassa di concessione governativa che colpisce praticanti, praticanti già pubblicisti, direttori responsabili di pubblicazioni tecniche, di professionisti già pubblicisti.
Imposte spietate

39. Tassa sulla disoccupazione. Si tratta della nota tassa per la partecipazione nei concorsi pubblici. Da un decennio si riscontra
sempre più spesso nei bandi di concorsi pubblici la c.d. tassa di
concorso, che in mancanza di pagamento ed esibizione di avvenuto
pagamento, diventa condizione di esclusione dalla procedura
concorsuale.
40. La tassa sui debiti. L’imposta ipotecaria colpisce la trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione eseguite nei pubblici registri immobiliari (le conservatorie dei registri immobiliari), a seguito di atti di compravendita, donazione, successione, iscrizioni ipotecarie e costituzione di usufrutto o altri diritti. Sono obbligati al pagamento dell’imposta ipotecaria coloro che richiedono le formalità e i pubblici ufficiali obbligati al pagamento dell’imposta di registro o dell’imposta sulle successioni e donazioni, relativamente agli atti ai quali si riferisce la formalità. Sono inoltre solidalmente tenuti al pagamento delle imposte tutti coloro nel cui interesse è stata richiesta la formalità e, nel caso di iscrizioni e rinnovazioni, anche i debitori contro i quali è stata iscritta o rinnovata l’ipoteca.

41. La tassa sullo studente. È l’imposta regionale cui lo studente universitario è tenuto per il diritto allo studio universitario.
42. La tassa sulle cambiali. Tutte le cambiali sono soggette all’imposta di bollo.
43. La tassa sugli emigranti. Le imposte su chi lavora all’estero (con i Paesi con cui non esiste un trattato per evitare le doppie imposizioni) sono analoghe alla “gabella emigrationis” cioé la tassa corrisposta da un emigrante per il capitale che portava con sé.
44. La tassa sui tartassati. Sono tassati (con 24 euro per atto) anche i ricorsi, opposizioni e altri atti difensivi presentati per via telematica alle Commissioni tributarie.
45. La tassa sui disabili. Su ogni volo aereo dell’Unione Europea si applicherà una tassa di 50 centesimi per passeggero con carrozzina a rotelle. Tuttavia il Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio per i diritti delle persone disabili o con ridotta mobilità nei viaggi aerei -EC N. 1107/2006 adottato il 5 luglio 2006 -impedisce alle compagnie di rifiutare un imbarco per motivi di disabilità o ridotta mobilità.
46. La tassa (occulta) sui carichi familiari. Aumentare il reddito anche di 1 solo euro può costare una perdita per il contribuente fino a 1.254 euro. E’ quanto succede se il reddito del coniuge o del figlio eccede, sia pure di 1 euro, il limite di 2.840,51 € oltre il quale si perde tutta in una volta la detrazione Irpef per carichi di famiglia. Ad esempio, il contribuente con un reddito di 28 mila euro, percepisce uno sconto d’imposta pari a 690 euro per il coniuge e di 564 per 1 figlio, finché sono a carico. Sconti che decadono totalmente se il familiare supera il tetto di reddito fissato dalla legge.
47. Ghigliottina fiscale. L’aliquota dell’addizionale regionale Irpef, fissata allo 0,9%, può essere aumentata fino all’1,4% da ciascuna regione. Alcune regioni lo hanno fatto utilizzando il sistema della “progressività per classi”: superato un certo reddito, l’aliquota più alta si applica all’intero reddito; con il risultato che il superamento – anche di un solo euro – di un dato livello di reddito, si traduce in un eccezionale aumento dell’imposta. In Puglia, ad esempio, per un reddito di 28 mila euro si paga lo 0,9% di addizionale regionale, ossia 252 euro. Con un reddito di 28001 si è tassati con l’aliquota dell’1,4%, pagando 392 euro. Insomma, a 1 euro in più di reddito, corrispondono 140 euro in più di addizionale regionale, con un aumento pari al 139%!

48. La tassa sulle imposte. Ma si possono tassare le tasse? In Italia, sì. Un barlume di speranza l’aveva dato con la sentenza n. 238/09 la Corte Costituzionale, circa il diritto al rimborso dell’IVA pagata sulla tassa rifiuti in quanto sia la T.A.R.S.U (tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani) sia la T.I.A. (tariffa igiene ambientale): rappresentando una tassa alle stesse non può essere applicata l’I.V.A. (imposta sul valore aggiunto). La sentenza si basa sulla normativa comunitaria (art. 13 paragrafo 1, periodo della Direttiva n. 2006/112/ce Consiglio del 28 novembre 2006 e Sentenza Corte di Giustizia C.E, del 16 settembre 2008 causa C-288/07). Ma nel decreto legge 78/10 convertito nella Legge 122/10 è stata introdotta una disposizione secondo cui la T.I.A. ha una connotazione tariffaria e non tributaria con conseguente pagamento dell’Iva. Secondo stime, sono oltre 16,9 milioni gli italiani interessati alla Tariffa di igiene ambientale, pari al 28,6% dell’intera popolazione. E 1,3 miliardi di euro è l’ammontare dell’Iva fatturata in bolletta.

CONTINUA…

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2 risposte a Bestiario delle tasse – Parte II

  1. Kirbmarc ha detto:

    E nonostante tutte queste tasse abbiamo un debito pubblico mostruoso. Soldi buttati nel cesso in pratica.

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