La legge anti-Amazon

A Davide

In sordina, molto in sordina, qualche giorno fa è passata una piccola legge votata all’unanimità al Senato (a parte i senatori radicali) proposta dal senatore del PD Vincenzo Vita, che impone a chi vende libri di non praticare sconti al di sopra del 15%.

Cosa può spingere il legislatore a concepire (ancor prima di proporre o addirittura votare) una legge che impone che i libri nel territorio italiano non possano essere venduti con più del 15% di sconto? Qual è la motivazione razionale di fondo? Perché obbligare un commerciante a mantenere i prezzi alti anche quando il mercato potrebbe abbassarli e di molto?

La motivazione, ahimé, è molto più razionale e concreta di quanto possiate immaginare. L’entrata in gioco di Amazon.it nel mercato italiano ha creato infatti uno sconquasso devastante tra i librai piccoli e medi e anche tra quelli più grandi come Feltrinelli e Mondadori. E ce lo dice senza alcuna vergogna lo stesso Vincenzo Vita nella discussione in aula:

“I libri, ha detto il senatore del PD Vincenzo Vita, sarebbero minacciati “dall’arrivo dei grandi ipermercati” e dalla “vendita online”, perché se “si fa la vendita su grandi colossi come Amazon, vedremo sparire una parte qualitativa della cultura italiana, della cultura migliore del villaggio globale.”. “

Senza alcuna vergogna un manipolo di scellerati e farabutti ha fatto una legge che nella loro mente doveva colpire specificatamente Amazon per aiutare tutti gli altri venditori di libri. Una legge anti-Amazon dunque degna di uno stato dittatore dei Caraibi. Una legge del genere non si è mai vista neppure nella Russia Sovietica o nella Cina di Mao per intenderci.

Mesi fa avevo previsto quello che sarebbe successo qui:

“Ma già si sta schierando un esercito di contrari. Si stanno già lamentando che le piccole imprese falliranno a causa dei prezzi troppo bassi e dei servizi migliori che Amazon offre. E’ una storia vecchia come il mondo. Ed è anche vecchio il modo con cui si vuole risolverla: stanno già annunciando che avranno bisogno di aiuto da parte dello stato. Come sempre lo stato arriverà per aiutarli mettendo i bastoni fra le ruote del nuovo arrivato oppure dando aiuti ai piccoli editori.”

Dispiace essere una pizia che porta notizie di sciagure ma era inevitabile. La teoria libertaria è chiara su questo punto: lo Stato è lo strumento grazie al quale minoranze organizzate esercitano il loro potere su tutti gli altri.

Ed è quello che è successo puntuale come un orologio svizzero. Ora capite che questa legge non solo è anti-amazon ma è anche antilibri e anticultura, oltre ad essere illiberale. L’unica speranza è che Amazon sbarchi in Svizzera così potrete comprare i libri oltre confine (un po’ come facevano nella Germania dell’Est per i beni di consumo). Oppure aspettare che Amazon.com o Amazon.co.uk aumentino la loro scelta di testi in lingua italiana. Esistono già e mi sa che vi conviene comprarli da lì.

Un applauso quindi al senatore Vita e a tutti i nostri politici. Ancora una volta ci avete fatto capire chi è veramente lo Stato: lo Stato sono loro.

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30 risposte a La legge anti-Amazon

  1. Pingback: Segnalazioni | Fabristol

  2. Davide ha detto:

    Se alla fine mi sono tranquillizzato, è solo perché immagino che Amazon la spunterà comunque – e le librerie che vendono gli Einaudi a prezzo intero chiuderanno inevitabilmente, nonostante tutto. Ciò non toglie che questi governanti restino dei criminali, alla faccia di chi ancora crede nella sinistra e nella destra.

  3. Cachorro Quente ha detto:

    A parte ogni altra considerazione, il fatto è che la vendita on-line, se danneggia i piccoli e i medi librai, è (a rigor di logica) una panacea per i piccoli e medi editori.

  4. Esc ha detto:

    “Una legge anti-Amazon dunque degna di uno stato dittatore dei Caraibi.” Bla, bla, bla http://fr.wikipedia.org/wiki/Loi_du_prix_unique

  5. Pingback: Once upon the time, in Nazi occupied France : eschaton

  6. fabristol ha detto:

    Per Esc

    Se per quello in Francia esistono leggi ben peggiori, tipo che le radio devono trasmettere un certo tot di musica in lingua francese altrimenti sono fuori legge. O la nuova legge contro il P2P che permette al governo di controllare le connessioni internet in caso di pirateria e al terzo sgarro ti tagliano la connessione. Il governo francese regola qualsiasi cosa e la sua burocrazia è tristemente famosa. Diciamo che la Francia non è il mio modello di paese liberale sotto molti punti di vista.

  7. Esc ha detto:

    La legge si può criticare e anche la politica francese, ma se ciò che ti sta a cuore è “la Cultura”, direi che in Francia (che non è la Cina di Mao) sta messa un po’ meglio. La gente legge di più e gli editori e i librai guadagnano meglio. Sono questi toni catastrofisti ad essere ridicoli. In generale il problema è economico e non culturale.

  8. Esc ha detto:

    Ma poi guarda, leggendo il tuo blog mi accorgo che non ti sei improvvisato libertario per l’occasione e allora apprezzo perlomeno la tua coerenza. Invece sono allibito da vari blogger che sarebbero proni alle più staliniane delle politiche culturali pur di spremere fino all’ultima goccia di finanziamenti pubblici, e che improvvisamente scoprono le virtù regolative del mercato, la sacralità del liberalismo, eccetera.

  9. fabristol ha detto:

    Per Esc

    E’ ovvio che mi sta a cuore la cultura in generale ma non a discapito del libero scambio tra individui e di una palese ingiustizia nei confronti di chi riesce a fare prezzi più bassi come Amazon o IBS. Tra l’altro ha fatto di più Amazon per la cultura e per i libri nel mondo di quanto abbia fatto il governo francese con le sue sovvenzioni statali ad artisti, associazioni culturali ecc. Lo stato NON deve sovvenzionare la cultura, né deve interferire sulle vite dei cittadini con leggi assurde.
    Il mio punto di vista è radicale, quindi anche le soluzioni che propongo lo sono. Uno stato, qualunque esso sia, che controlla i prezzi dei prodotti dei commercianti ha più a che fare con la Cina di Mao che con un’idealizzata democrazia liberale (che non esiste). Il fatto che ci siano concesse libertà in questi anni di democrazia non cambia il succo del discorso: lo stato in Cina, in Francia o in Italia ha potere assoluto sui suoi sudditi e può toglierci quelle libertà in qualsiasi momento.

  10. Esc ha detto:

    Ma voi libertari come la risolvete la questione del monopolio? Quando Amazon avrà spazzato via i concorrenti e sarà troppo grossa per lasciare spazio ad altri concorrenti, che fine fa il libero mercato?

  11. fabristol ha detto:

    Per Esc

    Ti faccio un esempio che sembra non correlato ma che forse ti può dare l’idea del mio pensiero. Quando arrivarono le prime automobili molti all’epoca protestarono perché avrebbe significato la fine del carro coi cavalli. In molte città dove i tram venivano mossi dai cavalli quando arrivò il tram elettrico i proprietari dei cavalli fecero scioperi e chiesero l’aiuto dei governi locali o nazionali. Alla fine le auto e i tram elettrici ebbero la meglio e oggi non stiamo di certo qua a lamentarci dei poveri proprietari di carri e cavalli. Giusto? O avremmo dovuto fare una legge che tassava le auto e i tram elettrici perché mandavano in lastrico i poveri proprietari di cavalli? Cosa diresti se mettessimo questa tassa? O se mettessimo il limite di velocità alle auto per non svantaggiare i carri coi cavalli?
    Questo è quello che è successo con questa legge: qualcuno ha messo una tassa alle automobili per far sì che i carri coi cavalli non venissero spazzati via. Ma dopo la Ford arrivarono tutte le altre compagnie con varie e innovative soluzioni e ora abbiamo un mercato di decine e decine di compagnie di automobili.
    Stessa cosa con i libri. Se vuoi vendere nel 2011 (siamo nel 2011, l’era di itnernet) devi vendere su internet e devi vendere in tutto il territorio possibilmente oltre confini con un servizio impeccabile. Altrimenti fai la fine del carretto trainato dal cavallo. Dopo Amazon seguiranno a ruota altre compagnie capavi di fare prezzi competitivi o edizioni pregiate. Il mondo dei libri non finisce con Amazon. E’ una nuova era, un nuovo mondo e la gente deve accettarlo. Punto. I monopoli esistono grazie allo stato non perché lo stato non c’è. Vedi compagnie aeree, telefoniche e radiotelevisive.
    Il monopolio esiste già ed è quello dei librai e dei grandi editori associati che non accettano che qualcun altro entri nell’arena. E che usano lo stato per mantenere il loro monopolio.
    In Francia esiste un monopolio dei prezzi deciso dai goveni d’accordo con le associaizoni libraie e degli editori.

  12. astrolabio ha detto:

    se amazon continua a vendere con lo sconto al 30% con un assortimento così vasto sinceramente non mi interessa molto che abbia il monopolio, anzi, sarebbe pure una cosa positiva, avremmo gli spazi usati ora dalle librerie a disposizione per farci altre cose.
    Se una volta raggiunto il monopolio si mette a vendere a prezzo pieno allora apro una libreria, vendo al 10% di sconto e divento ricco.

  13. Corrado ha detto:

    Leggendo in questo periodo “Atlas Shrugged”, non posso che considerarlo un libro profetico.

  14. hronir ha detto:

    Ma certo, in Francia la gente legge di più perché tengono i prezzi dei libri alti…
    Ma cos’è, il ridicolo?

  15. lordbad ha detto:

    Grazie per aver condiviso con noi questa preziosa informazione. è davvero indecente che la cultura debba fare i conti con protezionismi e corporazioni!

    Ci starebbe tutta la nuova canzone di Caparezza “Non siete Stato voi”

    Ad ogni modo un bel blog spero avrai modo di ricambiare la visita sul nostro

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/

    Grazie per la lettura del commento

  16. ESC ha detto:

    “Ma certo, in Francia la gente legge di più perché tengono i prezzi dei libri alti… Ma cos’è, il ridicolo?” Non ho mai fatto questo nesso, ho semplicemente fatto notare che malgrado questa politica la Francia ha un mercato editoriale florido, quindi nessuna catastrofe in vista. Non vuole nemmeno dire che questo sia un buon modello per l’Italia, e io stesso credo che l’ideale sia sempre limitare per quanto possibile l’intervento dello Stato. Ma quanto é possibile? Malgrado la risposta di fabristol, a me pare che il libero mercato — inteso positivamente come sistema che produce un benessere massimamente diffuso — esiste sotto certe condizioni politiche, e non naturalmente e spontanemente.

    Ma tornando all’obiezione, e volendola prendere più sul serio: “Ma certo, in Francia la gente legge di più perché tengono i prezzi dei libri alti… Ma cos’è, il ridicolo?” Non é per forza ridicolo. La presenza dei librai sul territorio é considerata come un motore economico fondamentale, e io certo non lo sottovaluterei. Il peso del libraio ha un forte impatto sul prezzo finale del libro, ovviamente, ed é un peso che gli editori e i lettori (che a rigor di logica dovrebbero vedere male) hanno scelto di accettare. Perché in fin dei conti, e potrà sembrare ingenuo, forse la presenza dei librai aumenta la qualità della vita, ha delle esternalità positive. E d’altronde direi la stessa cosa dei cavalli, perché no, nei centri storici delle città, invece delle macchine.

  17. astrolabio ha detto:

    ha un mercato florido NONOSTANTE il blocco dei prezzi, immagina se fissavano il prezzo a 2000 euro per libro e chiediti che cosa sarebbe successo.

    “Perché in fin dei conti, e potrà sembrare ingenuo, forse la presenza dei librai aumenta la qualità della vita, ha delle esternalità positive.”
    quanto positiva?
    e quanti librai ci vogliono? non posono semplicemente essere meno, essere un mercato di nicchia?
    non è che se vieti i mcdonald allora automaticamente fioriscono ristoranti chic e tutti vanno a dissanguarsi per assaggiare la cucina molecolare ogni dì.

  18. fabristol ha detto:

    Per Lordbad

    grazie per il tuo commento e i complimenti. Ascolterò la canzone di Caparezza che citi. 😉

    Per Esc

    Per quanto riguarda il caso della Francia a me pare che fai l’errore di dare un nesso causale alla questione. Come ho già detto il mercato francese è florido non grazie a quella legge ma nonostante quella legge. Secondo, ogni paese ha abitudini diverse. L’italia è tragicamente in basso alle classifiche per numero id libri letti all’anno per capita. Questa legge non farà altro che limitare la loro fruibilità proprio nel momento in cui colossi come Amazon avrebbero potuto distribuire a minor prezzo titoli italiani e stranieri. Non dimentichiamoci che solo tramite internet ci può essere una distribuzione di titoli in altre lingue!
    Sul ruolo dei librai… boh. Sinceramente il ruolo di Amazon aumetna la qualità della vita più di ogni altra compagnia ma non starò qua a chiedere una legge che tuteli amazon. Da quando vivo qui in UK ogni mia spesa, ogni mio acquisto avviene tramite amazon: qualità, velocità, buon prezzo, onestà e migliaia di review. La mia vita è cambiata grazie ad Amazon.
    Sui cavalli: accetteresti una legge che tassasse le auto per non svantaggiare i cavalli?

  19. fabristol ha detto:

    Intanto la povera IBS, pioniera del commercio online prima che arrivasse amazon, cerca di vendere il più possibile prima dell’arrivo della legge:

    http://www.ibs.it/rem/rempge.asp

    Anche grazie a questa legge IBS è destinata a fallire ma nessuno si preoccuperà mai di fare una legge per aiutarli

  20. Davide ha detto:

    Spero davvero che i remainders non vengano toccati (almeno così sembrerebbe, leggendo quel disegno di legge).
    In ogni caso, LiberLiber pubblicizza già un ebook-reader a cento euri, e ha un catalogo molto ampio e libero quantomeno dei grandi classici.

  21. Pingback: Democrazia mon amour! | Who is John Galt?

  22. Claudio ha detto:

    @ ESC
    Perdonami: Non ho potuto fare a meno di notare che il tuo entrare nella discussione è segnato da una legge che indicherebbe che in un’altro posto, sono messi peggio che qua in quanto a libertà.

    Quindi quello che mi stai suggerendo è che in fondo in fondo, dovrei essere felice perché invece di merda di cavallo posso mangiare merda d’artista?

    Un’ottima osservazione dire.

    Au revoir, ESC.

  23. mike ha detto:

    per fortuna che vivo all’estero. Ormai l’Italia è in pieno e volgare Fascismo.
    Libertà, sì, di metterlo …. al consumatore.

    Che vergogna. L’Italia sarà sempre più povera

  24. jollyjokerreturns ha detto:

    Legge passata… l’unica è fuggire e sottrare quante più risorse economiche e intellettuali a questo paese. A quel punto o si cambia o si muore. In entrambi i casi si avrebbe un miglioramento…

  25. Pingback: Come distruggere un’azienda | Fabristol

  26. escort ha detto:

    La solita legge che salva l’amico, in barba alle leggi di mercato e a danno del consumatore.

  27. Alex ha detto:

    A me i monopoli non interessano, neanche il liberismo sfrenato.
    E’ stato emesso un decreto che mi costringe a spendere di più per acquistare libri.
    Sapete come risponderà il mercato e il lettore medio italiano?
    Scegliendo il percorso a minima resistenza:
    Ebook reader e download pirata dei libri da leggere in metro, sul bus in spiaggia etc.

    Alla faccia dei decreti, del capitalismo, del liberismo, del liberalismo.

    La piccola editoria, come il piccolo negozio rimarranno ma soffriranno moltissimo. I grandi soffriranno moltissimo ma rimarranno.

    Spero che la mazzetta per chi ha pensato il decreto sia stata consistente.

    Un grosso grasso saluto a chi generando il decreto più idiota dall’inizio della repubblica crede di aver fatto un favore agli amici suoi lobbisti.

    Avete fatto un grossissimo favore al mercato dell’editoria decretandone la fine.

    Salutatemi il digitale terrestre vostro carissimo amico

  28. Pingback: Lo Stato ci aiuti contro le recensioni anonime | libertariaNation

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