Superare la democrazia

Ormai dovrebbe essere evidente anche a chi è più digiuno di politica e attualità che la democrazia non è diventata altro che un mezzo per i più furbi e arrivisti, nonché delinquenti, per prendere il potere e avere il denaro. La sua degenerazione viene comunemente definita oclocrazia. Come ha ottimamente descritto Hoppe in “Democracy: the god that failed” la democrazia è un sistema che seleziona il peggio della società, l’esatto opposto di quello che ci dicono da ormai più di 50 anni. Una demeritocrazia insomma. Sono due le categorie di persone che fanno politica: gli idealisti e i parassiti. E’ evidente che in democrazia solo i parassiti riescono ad arrivare al potere tagliando fuori i poveri idealisti per alcuni semplici motivi: il parassita non avendo alcun ideale politico e men che meno alcuna morale farà di tutto per raggiungere il potere mentendo, corrompendo e comprando voti. Una volta al potere utilizzerà lo Stato per aumentare il suo potere e il suo controllo sugli altri. Questo è lampante, palese ora più che mai nell’Italia odierna.

Soluzioni? Forse. Me ne vengono in mente due.

La prima ovviamente in linea col tema di questo blog è di diminuire il potere e il peso dello Stato al minimo sui cittadini. In questo modo anche se la persona è un malintenzionato potrà avere meno controllo sul resto della società. Non c’è alcun bisogno di avere per esempio ministeri dell’istruzione, del turismo, perfino dell’economia. Le società funzionano nonostante lo stato e lgli unici compiti dello stato dovrebbero essere di difesa contro attacchi esterni e della giustizia.

Se questa opzione libertaria non vi aggrada ne esiste un’altra: la demarchia. Come nel romanzo di Pohl The years of the city le cariche più importanti vengono scelte a caso tra la popolazione a rotazione. Anche definita come lottocrazia paradossalmente sarebbe migliore dell’odierna democrazia perché le possibilità che i parassiti entrino in politica verrebbero diminuite dalla scelta casuale all’interno della popolazione.

Non vi piace? C’è un’ultima possibilità. Il governo dei saggi di platoniana memoria. Per 2 mila anni si è discusso dell’idea platoniana di creare un governo di saggi, ma la motivazione per la quale non si è mai affermato è che la selezione dei saggi deve essere operata da qualcuno in modo soggettivo, quindi si torna al problema della democrazia. Ma oggi abbiamo la possibilità di selezionare in modo oggettivo un governo di saggi. Come? Con l’IA, l’intelligenza artificiale. Un supercomputer potrebbe sorteggiare centinaia di argomenti di cultura, logica, giurisprudenza da quella fonte inesauribile di sapere che è internet. Chiunque potrebbe partecipare al test e solo i migliori riusciranno a passarlo. Una volta passato questo primo test però bisogna selezionare anche l’onestà, e questo si può ottenere tramite una serie di test psicoattitudinali, tramite la macchina della verità o l’fMRI. Insomma le macchine possono aiutare in modo sostanziale i problemi più antichi dell’umanità: la disonestà e l’incapacità di scegliere in modo meritocratico i suoi leader.

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18 risposte a Superare la democrazia

  1. lector ha detto:

    Per il c.d. governo dei saggi, c’è solo un piccolo problema. Ho conosciuto alcune persone superintelligenti, che sarebbero sicuramente prescelte, per le loro doti, da un’eventuale I.A. deputata alla cernita. Tuttavia, per quanto colti, intelligenti, eruditi, questi soggetti – al pari di quelli che tu definisci parassiti – erano pure convinti che il potere spettasse loro per una sorta di diritto divino, in quanto prescelti grazie alle loro indiscutibili capacità. Inoltre, erano pure convinti che l’appropriarsi dei beni collettivi rappresentasse una giusta ricompensa per i loro servigi in favore della comunità. In quanto intelligentissimi, dimostravano inoltre una abilità straordinaria nello sbarazzarsi di possibili antagonisti a cariche quali sindaci cittadini, rettori universitari, presidenti di ordini professionali, presidenti di tribunali, deputati, senatori, presidenti di enti importantissimi, ecc. ecc. Non faccio i nomi perché alcune di queste persone sono tuttora in vita e tuttora ricoprono cariche di primissimo piano. Come vedi, si finisce sempre al solito punto.

  2. fabristol ha detto:

    Certo il problema di cui tu parli esiste anche nel caso del governo dei saggi. Però è preferibile un dittatore intelligente o uno cretino e ignorante? In realtà non so rispondere neppure io a questa domanda 😉
    comunque il mio post si basava sulla logica del meno peggio. Ora come ora la demo-oclocrazia imperante mi pare la cosa peggiore rispetto alle alternative che ho elencato. Ovviamente io sono per la minarchia o l’anarcocapitalismo, ma se proprio dobbiamo decidere un modello simile a quello odierno…

  3. Tommy ha detto:

    Hai voglia a professarti libertario se poi consideri una dittatura (delle macchine) preferibile alla democrazia 🙂

    (comunque la democrazia vera, quella ateniese, era intesa proprio come sorteggio casuale delle cariche, e funzionava né più né meno che la nostra: chiedere a quelli finiti nelle Latomie per sapere quanto efficiente fosse la democrazia)

  4. fabristol ha detto:

    “Hai voglia a professarti libertario se poi consideri una dittatura (delle macchine) preferibile alla democrazia”

    Mi fido più della macchina che dell’uomo. 😉

  5. Davide ha detto:

    Ma sai che quella delle macchine l’avevo sempre pensata anch’io, complici le letture di Asimov? Ma le stesse letture mi hanno convinto che anche le macchine non sarebbero perfette (vedi i problemi e i paradossi a seguire le tre leggi…). Inoltre le macchine sarebbero pur sempre create e programmate dall’uomo… immaginane dunque il business, la corruzione dei programmatori e tutto il resto.

    La demarchia, tanto praticata nell’antica Grecia, pone un altro problema: estendere l’estrazione a tutti? Non tutti concorderebbero. Dove porre il limite? Sarà sempre soggettivo e discriminante, e si creeranno comunque delle minoranze escluse (diverso è se si autoescludono: ma un criminale vorrebbe autoescludersi? e un minorato potrebbe?).

    Rimane lo Stato minimo, che limiterebbe i danni (ma forse anche i benefici).

    Ad ogni modo il vero problema centrale è: chi merita di governare?

  6. Il problema della democrazia è il problema del monopolio del potere. Ridurre il monopolio al minimo (se mai possibile) o affidare il monopolio del potere a presunti saggi o al caso, non risolve affatto il problema ma dà solo una patente di legittimità o razionalità a un sistema decisionale buono solo per una società divisa in servi e padroni. Eppure ci sono altre formule molto più interessanti e stimolanti. Perché non esplorarle più a fondo?

  7. procellaria ha detto:

    Al momento bisognerebbe fare ricerca e sperimentazione su nuove forme per la selezione degli amministratori.
    Può darsi che la democrazia non sia completamente da buttare e che si possa trovare un sistema ibrido ispirato ai metodi computazionali usati nei problemi di ottimizzazione.

    Un possibile algoritmo potrebbe essere:
    1. Introdurre criteri di competenze per l’ammissione al diritto di voto.
    2. Introdurre criteri di competenze/capacità per la candidatura a una carica.
    3. Tra i candidabili selezionare casualmente un eletto.
    4. Passato un tempo tau, sottoporre l’eletto a un voto di conferma/bocciatura, ammettendo al voto solo coloro che soddisfino i criteri del punto 1.
    5. La frazione di voti positivi, P, andrà confrontata con un numero casuale, X, compreso tra 0 e 1.
    6a. Se P X l’eletto governerà per un successivo tempo tau, prima di essere nuovamente sottoposto a voto di conferma/bocciatura.

    Questa è solo una possibilità, ispirata all’algoritmo di Metropolis, tra le tante che si possono pensare. La combinazione di casualità e democrazia potrebbe essere in grado di garantire ricambio e valutazione dei risultati. Il peso dei due elementi potrebbe essere modulato fino a ottimizzarne gli effetti.

  8. procellaria ha detto:

    Si è perso un pezzo dell’algoritmo. Era:
    6a. Se P maggiore di X, l’eletto governerà per un successivo tempo tau, prima di essere nuovamente sottoposto a voto di conferma/bocciatura.
    6b. Se P minore di X, si eleggerà un nuovo governatore come al punto 3.

  9. lo scorfano ha detto:

    Oclocrazia, “governo del fango”: definizione perfetta.

  10. fabristol ha detto:

    Per Davide

    “Inoltre le macchine sarebbero pur sempre create e programmate dall’uomo… immaginane dunque il business, la corruzione dei programmatori e tutto il resto.”

    Anch’io ho pensato a questo. Ecco perche’ proponevo l’utilizzo random di conoscenza da una fonte anarchica come internet.

    “Rimane lo Stato minimo, che limiterebbe i danni (ma forse anche i benefici).”

    D’accordissimo.

    “Ad ogni modo il vero problema centrale è: chi merita di governare?”

    Solo chi e’ stato liberamente scelto dai singoli individui, non dalle maggioranze o peggio ancora dalle minoranze come nel casod elle democrazie.

  11. fabristol ha detto:

    “Perché non esplorarle più a fondo?”

    Perche’ siamo 4 gatti interessati a queste cose? 😉

    Per Procellaria

    Interessante il tuo algoritmo soprattutto per quanto riguarda il feedback che non dpvrebbe mancare mai.

    Per Scorfano

    io la chiamerei coprocrazia! 😀

  12. Tommy ha detto:

    È interessante per me questo genere di confronto, perché la mia formazione classicista mi ha dato una visione del mondo abbastanza distaccata, visto che questi discorsi sulla democrazia come peggior forma di governo si protraggono dal momento in cui la democrazia è stata inventata, e sono all’incirca sempre uguali (più o meno, insomma).

    Poi mi piacciono le soluzioni, perché anche queste tendono sempre verso la stessa direzione. Per esempio è vero che per Platone la repubblica doveva essere retta da saggi, ma di solito non si tiene in considerazione che per Platone la sapienza era fatta soprattutto di matematica e geometria (solo che siccome noi di Platone abbiamo soltanto alcuni scritti anziché le registrazioni delle sue lezioni, non ci pensiamo).

    Oggi si parla, anziché di saggi, di informatica e robot (cioè alla fine matematica) e siamo sempre lì. 2500 anni e sempre gli stessi discorsi contro la democrazia.

    Che si possono fare solo perché si è in democrazia.

    (pensate ad un mondo retto da macchine programmate da tanti Sheldon Brown. Brrrr)

  13. fabristol ha detto:

    Tommy (per un attimo ti ho scambiato per l’altro Tommy “davide” che ha scritto prima), hai ragione sul fatto che per ora la democrazia ci permetta di parlare di queste cose, ci mancherebbe altro. Ma cio’ non significa che sia un mostro sacro intoccabile e sono sicuro che questa sia solo una fase transitoria. Non so cosa ci aspetta il futuro, forse peggio, pero’ e’ comunque bello poter sognare di alternative. Ora, quelle che ho elencato non sono alternative credibili, erano solo per far sottolineare i limiti della democrazia. L’unica che mi pare credibile e fattibile e’ la minarchia, le cui qualita’ possono riequilibrare i difetti delle moderne democrazie. Il problema delle oclocrazie e’ l’ubriacatezza da potere e l’unico modo per limitarle e dare meno accesso possibile alle istituzioni e darlo algi individui.

  14. astrolabio ha detto:

    dati i metodi di campionamento e selezione random piuttosto precisi che si riescono a fare al giorno d’oggi (se ci pensate per esempio i sondaggi elettorali sono piuttosto precisi) per avere un parlamento perfettamente rappresentato basta scegliere random 600 e passa persone per la camera e 300 per il senato. avremmo una rappresentazione perfetta dell’italia, e quindi una democrazia perfetta.

    il problema è che sarebbe anora peggio di come è ora già me li vedo i novelli deputati (sono stato eletto! se magna! stipendi dei parlamentari aumentati del tremiliardi percento) perchè il problema è che è proprio il governo del popolo il problema, il popolo sono una massa di bruti, gli hanno dato i diritti politici e li hanno presi inevitabilmente come li prendere un dittatore brutale, a questo punto preferisco la dittatura del papa, almeno è una persona molto più colta del politico medio e con più senso del decoro, magari vieterà l’aborto e l’eterologa, e vabbè.

    in alternativa si potrebbe imitare il sistema di elezione papale che mi sembra funzioni piuttosto bene, i senatori a vita (non gli ex presidenti) eleggono un sovrano assoluto, il quale a sua volta elegge i senatori (equivalente dei cardinali) che tutavia devono avere un qualche requisito minimo, tipo laurea ed esperienza nelle pa, non so come sosttituire il celibato per evitare il nepotismo tuttavia, bisognerà vedere come fanno in grechia. i senatori eleggeranno il sovrano assoluto alla morte dell’attuale sovrano.

  15. Davide ha detto:

    Fabristol: questa dovrai spiegarmela meglio:

    «Solo chi e’ stato liberamente scelto dai singoli individui, non dalle maggioranze o peggio ancora dalle minoranze come nel casod elle democrazie»

    In concreto? Credo che nessun ‘singolo individuo’ vorrebbe farsi realmente governare; credo, hobbesianamente, che si accetta di farsi governare solo per paura degli altri singoli individui; credo comunque che minoranze e maggioranze sono una somma, per quanto imperfetta, di individui.
    Ma forse ho capito male; o forse ci stai preparando un nuovo articolo…

  16. fabristol ha detto:

    Mah vermanete ci sono miliardi di individui che si fanno governare quotidianamente da millenni. Ci sono persone che non hanno tempo, capacita’ e volonta’ di organizzare la propria vita e la demandano ad altri. Certo io non faccio parte di questa categoria ma se uno vuole diventare un “suddito” beh cazzi suoi a questo punto. Pero’ non puo’ imporre a me che non voglio essere governato la stessa sorte. Mi sono spiegato o forse stiamo dicendo la stessa cosa?

  17. Filopaolo ha detto:

    N.B.: Ochlos in greco vuol dire massa, plebe, moltitudine, non fango (e nemmeno merda). Nel pensiero politico antico si fa riferimento alla oclocrazia come degenerazione delle democrazia per indicare il fenomeno per cui al tradizionale istituto del sorteggio delle cariche fra i membri dei ceti superiori possidenti si sostituisce quello dell’accesso al potere di personaggi carismatici per consenso popolare, cioè della massa nullatenente. (la cittadinanza attiva e passiva a quell’epoca si basava sul possesso, anche minimo, di un pezzo di terra)

    Due cose su Platone:
    1 – I governanti del suo stato ideale erano tenuti a non possedere nulla; e basta questo dato per considerare in partenza inattuabile oggi la sua idea.
    2 – Che Platone basasse le sue idee politiche sulla matematica e la geometria è un’idea ricavata da alcune affermazioni di Aristotele che non trovano alcuna conferma certa nei dialoghi di Platone. Quello che a lui interessava è trovare un metodo per riuscire a pensare il mondo con le corrette categorie concettuali. Secondo lui soltanto imparando a districarsi nella struttura logica del reale il governante sarebbe stato in grado di governare decentemente.

    Saluti

  18. Fela Winkelmolen ha detto:

    “La demarchia, tanto praticata nell’antica Grecia, pone un altro problema: estendere l’estrazione a tutti?”

    Nella sua forma più semplice, se si vuole che il sistema sia democratico, credo che bisognerebbe estendere il sorteggio a tutti. Sono sempre più convinto che la demarchia abbia il potenziale di creare una vera democrazia, penso che valga la pena per lo meno approfondire la possibilità di un parlamento sorteggiato.

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