I costi della necrofilia

Quanto costa allo stato la necrofilia di pochi? Baciare provette di sangue, omaggiare cadaveri e adorare un uomo di potere morto qualche anno fa?

La bellezza di 4,6 milioni di euro. Quattro virgola sei milioni di euro spesi dal comune di Roma e che ricadono su tutti che vi piaccia  o no baciare tibie sporche di secoli o milze in vasi di paraformalina. Nonostante lo Stato del Vaticano riceva dai contribuenti italiani volenti o nolenti 10 milioni di euro all’anno è stato il comune presieduto da Alemanno a donare 4,6 milioni di euro. Taccio su quello che si sarebbe potuto fare con quei soldi in buone mani (altro che miracolare una finta parkinsoniana) perché è chiaro a tutti. Ora che le casse del comune sono vuote Alemanno chiede soldi allo stato, a tutti, cattolici o meno.

A questo (e ad altro) serve lo stato.

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4 risposte a I costi della necrofilia

  1. vincenzol ha detto:

    Penso che questi costi sarebbero dovuti esser pagati dai fedeli che si son recati a Roma.
    Stesso vale per i tifosi che la domenica in occasione delle partite mobilitano decine di forze dell’ordine a spese dei contribuenti. Sono loro che si dovrebbero far carico delle spese!! 🙂

  2. fabristol ha detto:

    O per i concerti del primo Maggio che abbiamo pagato e continuamo a pagare da 50 anni…

  3. fabristol ha detto:

    E ovviamente i soldi sono arrivati dal govenro Berlusconi:
    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_maggio_3/rimborso-beatificazione-ok-governo-190560536144.shtml

    voilà!
    Fate come Alemanno: spendete l’impossibile in festini, poi chiedete la carità al resto del paese e vi sarà dato.
    Non è meraviglioso come i soldi arrivino dal nulla? Crescono sugli alberi.

  4. Johnny Cloaca ha detto:

    O per i concerti del primo Maggio che abbiamo pagato e continuamo a pagare da 50 anni…

    Orbene cos’è tutto questo essere sovversivi? Bisogna essere felici di partecipare al sacro pentolone erariale in modo da vedere i propri risparmi mettere in moto la sacrosanta coesione sociale tanto cara a Napolitano.

    Il quale dall’alto delle sue 17 pensioni ricorda all’elettore medio che dovrebbe possedere solo una matita per esercitare il democratico bisogno di colmare i propri vuoti mentali rappresentati dalle conseguenze inflitte da anni ed anni di educazione civica; il resto può delegarlo comodamente allo Stato, che sa cosa è bene per tutti noi.

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