Non date da mangiare agli animali

Circa un anno fa fece molto scalpore in UK la storia di Keith MacDonald, un ragazzo disoccupato di 25 anni padre di 9 bambini avuti da 8 differenti ragazze madri e che all’epoca stava aspettando il decimo. Si pensa addirittura che abbia 14-15 figli da diverse madri. Nonostante tutto ciò si è sempre rifiutato di farsi fare una vasectomia e vive di assegni di disoccupazione continuando imperterrito a mettere incinta altre ragazzine, le quali avranno bisogno di altri assegni di sostentamento. Fu calcolato che il comportamento di quest’uomo costerà ai cittadini britannici circa 1 milione e mezzo di sterline tra benefits, assegni di sostentamento e di disoccupazione. 

Non pensiate che sia un caso isolato. Certo, il suo è estremo e da record, ma esiste una intera fascia di cittadini britannici che vanno avanti con i benefits statali. Non aiuta il fatto che il Regno Unito è uno dei paesi con la più alta percentuale di ragazze madri al mondo.

Da questo punto di vista gli individui come MacDonald rappresentano una seria minaccia nei confronti del sistema welfare di uno stato e ovviamente nei confronti del resto della popolazione che deve pagare con i propri soldi guadagnati onestamente e con il sudore della fronte gente del genere che parassita la società.

In realtà il problema è irrisolvibile: anche se riuscissimo a distinguere il grano dal loglio, ovvero ad individuare le pecore nere della società che imbrogliano e parassitano gli altri, non esiste soluzione. Sarebbe etico introdurre la vasectomia forzata o la sterilizzazione su questi individui per esempio? Ovviamente no. Togliergli i benefits? Certo, ma allora l’intero sistema etico del welfare crollerebbe. Come si fa a distinguere chi ne ha veramente bisogno da chi invece fa il furbo?

Il numero di individui del genere sta crescendo continuamente ed è naturale che sia così: chi infatti andrebbe a lavorare quando può avere uno stipendio dallo stato gratis? Chi si assumerebbe le proprie responsabilità quando tutto viene poi pagato e seguito da mamma-stato? Non è un caso che nei parchi naturali venga sempre messo un cartello: “non dare da mangiare agli animali”. Gli animali selvatici si abituano a ricevere cibo gratis e non cacciano più e diventano sempre più aggressivi perché pretendono che il cibo gli venga dato gratis.

Il numero di parassiti aumenta di giorno in giorno e ovviamente si arriverà ad un momento di crisi prima o poi: ovvero il numero di parassiti raggiungerà un limite per il quale il resto della popolazione non potrà più supportarli. E ogni giorno spuntano fuori nuovi diritti, nuovi privilegi, altri modi per evitare di lavorare e prendersi responsabilità mentre nel frattempo politici e amici dei politici senza scrupoli succhiano ancora di più i frutti del lavoro dei pochi che lavorano con le tasse. Quello che è successo in Grecia non insegna qualcosa? Che il limite arriva prima o poi per tutti. E’ un fatto ciclico: una volta che la ruota del welfare incomincia a girare si arriva ad un punto di rottura, si indebitano le generazioni future, si distruggono le vite delle persone e arriva il crack.

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6 risposte a Non date da mangiare agli animali

  1. Davide ha detto:

    Praticamente i parassiti in fondo e quelli in cima hanno gli stessi obiettivi – o forse solo gli stessi ‘ideali’.

  2. fabristol ha detto:

    Ormai è la middle-class a dover supportare i parassiti da ambo le parti. La middle-class è diventata come la servitù della gleba nel medioevo o la classe operaia nell’800.

  3. Kirbmarc ha detto:

    Ma le donne in UK non usano la pillola?

    Classico esempio di parassitismo statale. In Italia siamo più avanti, non ci servono nemmeno i sussidi abbiamo intere categorie professionali inutili create (o mantenute)ad arte per sfamare gli amici (notai, bidelli, segretari comunali, dipendenti delle province, “volontari” del sociale, etc.)

  4. Scrock ha detto:

    Mi permetto di intervenire in calce a questo tuo scritto completo di per sé solo per farti notare che l’erbaccia è il loglio, non l’oglio.

  5. fabristol ha detto:

    Grazie Scrock.
    Sì lo sapevo: me ne sono accorto ieri quando leggevo Il cimitero di Praga di Eco dove compariva la stessa frase. “Oh cavolo, allora devo correggere il post!” mi son detto 😀
    Grazie comunque

  6. Scrock ha detto:

    Ah, figurati. Tra l’altro dovrebbe essere una frase evangelica o biblica, se non ricordo male. Comunque, guarda: sto leggendo Canale Mussolini di Pennacchi, e a un certo punto lui parla “dell’oglietto”, che altro non sarebbe che il loglietto o loietto. Ma, dato che lui usa spesso termini dialettali nelle sue cose, e dato che le persone a cui vendo sementi spesso parlano dell’oietto (lavoro in provincia di Latina e Frosinone), non so se sia intenzionale o involontaria.
    Ad ogni modo, concrezione e discrezione dell’articolo sono fenomeni normalissimi e che hanno arricchito la lingua, vedi la rena e l’arena.
    Un saluto.

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