Il paradiso libertario per eccellenza sta per arrivare

Prendete Patri Friedman, nipote del premio Nobel Milton Friedman e ex-ingegnere di Google; Peter Thiel, il milardario inventore di PayPal e co-finanziatore di SpaceX e di progetti transumanistici; Ayn Rand e il suo La rivolta di Atlante; un pizzico di immaginazione e di voglia di avventura; mescolate bene e avrete il progetto sociale e politico più eccitante e forse più rivoluzionario degli ultimi secoli, il Seasteading.

Ci siamo. Con l’ultimo scaglione di 10 milioni di dollari donati da Peter Thiel, il magnate fondatore di Paypal libertario, transumanista e dichiaratamente omosessuale, la nave (ops!) l’isola artificiale libertaria sta per prendere il largo. E’ stata già scelta l’ubicazione: 200 miglia al largo di San Diego, lì dove in teoria gli USA non hanno giurisdizione. In teoria… visto che l’intero pianeta può essere definito di loro giurisdizione. Ma Patri Friedman non ha alcuna intenzione di fare incazzare gli USA. Niente di considerato illegale in USA verrà fatto negli atolli artificali, almeno per ora. E lancia un messaggio a tutti i libertari del mondo: “Invece di lamentarci dei governi dobbiamo competere con quest’ultimi.” Non tanto facile quando i governi hanno a disposizione testate nucleari e caccia Stealth pronti a bombardarti.

L’obiettivo dichiarato è quello di rivoluzionare il “mercato” dei governi mondiali. Creare micronazioni galleggianti che competono tra loro per il miglior servizio, legislatura e qualità di vita. Patri pensa che questo farà bene non solo ai libertari, che finalmente avranno delle case (seppure galleggianti) dove poter liberamente sperimentare le loro idee, ma anche ai governi del continente che vedranno i frutti di questa sperimentazione e forse potranno imparare qualcosa.

La prima isola artificiale vedrà la luce il prossimo anno, poi il primo nucleo di 200 persone si trasferirà nel 2014. Da lì in poi se il progetto avrà successo porterà secondo gli ideatori 10 milioni di persone entro il 2050 ad abitare nelle micronazioni. A meno che l’esplorazione spaziale privata non abbia fatto passi da gigante nel frattempo: in quel caso colonie spaziali potrebbero essere un’altra valida alternativa. Ma sono sicuro che gli stati troverebbero l’occasione di abbattere pure quelle. Una occasione eccezionale per chiunque cerchi di scappare dalla tirannia dei governi: minoranze politiche, religiose e perfino di genere sessuale potranno finalmente vivere come vogliono senza dover essere oppresse dai governi mondiali.

Qualche tempo fa si è sparsa la notizia che la Apple ha più soldi del governo degli Stati Uniti. Ebbene, non sarebbe male se le aziende incominciassero ad investire sulle micronazioni. Non sarebbe altro che trasferire la lealtà al prodotto con la cittadinanza. E conosco decine di Applemaniac che pagherebbero per avere la cittadinanza Apple. E così Google, PayPal, Nestlé ecc. E se il servizio non ti piace ti sposti in un’altra isola. Vivere la politica ai tempi delle micronazioni sarà come essere al supermercato: scegliere il miglior governo sotto cui stare. Geniale, rivoluzionario, in una parola Libertario.

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in anarcocapitalismo, libertari famosi, seasteading e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

25 risposte a Il paradiso libertario per eccellenza sta per arrivare

  1. Kirbmarc ha detto:

    “E conosco decine di Applemaniac che pagherebbero per avere la cittadinanza Apple”

    Ora ne conosci un altro. Sinceramente non mi dispiacerebbe sperimentare almeno un periodo di vita sotto l’insegna della Mela. 😉

    Comunque in bocca al lupo a Friedman e Thyel, e speriamo che l’idea faccia successo.

    “Niente di considerato illegale in USA verrà fatto negli atolli artificali, almeno per ora.”

    E direi non solo per ora. Fino a che le micronazioni non saranno (si spera) un successo mondiale è meglio “volare basso” ed evitare di dare ragione agli Stati di potere attaccare come e quando vogliono, altrimenti si finisce come l’Isola delle Rose.

  2. Charly ha detto:

    “E lancia un messaggio a tutti i libertari del mondo: “Invece di lamentarci dei governi dobbiamo competere con quest’ultimi.” Non tanto facile quando i governi hanno a disposizione testate nucleari e caccia Stealth pronti a bombardarti.”

    Si aprono le scommesse su quando accadrà.

  3. fabristol ha detto:

    Secondo Repubblica l’utopia di Thiel è un’isola artificiale “senza legge”:

    http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/08/19/news/techtopia_thiel-20559800/?ref=HREC2-14

    C’è tanto da fare per far capire alle persone che le leggi esistono indipendentemente dallo stato…

    Leggete poi questo post da far cadere le braccia a terra:

    http://angelobenuzzi.wordpress.com/2011/08/21/peter-thiel-e-le-isole-cyberpunk/

    “Libere da governi, regole, istituzioni. Salvo per quelle decise dal padrone. Uno o più piccoli imperatori-feudatari, immagino si vada anche allo jus primae noctis e via barbareggiando.”

    “Considero la ricchezza un problema e questi signori non fanno altro che confermare l’idea.”

    Con gente così il bombardamento è assicurato. Piccoli fascisti crescono tutti intorno a noi.

  4. Yoshi ha detto:

    @fabri: mi è venuto il dubbio che tu non abbia ricevuto le mie email. mi confermi che le hai ricevute e che io sono uno spaccacazzi? 🙂

  5. fabristol ha detto:

    Ciao Luca,

    sono appena tornato a casa e le tue e-mail non mi sono arrivate. Poi dopo che hai scritto questo commento sono apparse magicamente. Ti rispondo stasera. E comunque sei uno spaccacazzi… 😀

  6. Yoshi ha detto:

    sarà stato il firewall sardo di Soru 😛

  7. Joaquim Laherr ha detto:

    Figo in teoria ma non cabi casa come cambi supermarket… se spendi tutto quello che hai per vivere a Googleland e poi vuoi andare ad Apleville avrai gli stessi casini di uno che trasloca nel mondo”Reale” con in più tutte le difficoltà logistiche dei trasporti via mare, e tu che sei sardo ne sai qualcosa.

  8. Cachorro Quente ha detto:

    L’idea di un’ecologia totalmente artificiale non mi convince molto… quanto dev’essere figa la società in una di queste isole per rinunciare ai boschi? Era un’idea che bisognava avere quando ci si poteva ancora accaparrare un quadrato di Paraguay o uno spicchio di Namibia…

  9. Federico ha detto:

    non ha quasi nulla a che fare con il topic… però forse può incuriosire qualcuno. Lo “ius primae noctis”, evocato come possibilità da un fascistello avverso alla nascita di libere comunità, non è mai esistito. E’ un’idea che emerge nell’Ottocento, attribuita (falsamente) all’età medievale. Però è una menzogna che ha avuto successo… (chi vuole approfondire, in Internet trova tutto: ormai c’è una vasta bibliografia su questa palla incredibile)

  10. Charly ha detto:

    Mah, io rinuncio ai boschi senza particolari patemi Alla fine credo che sia una questione di gusti, perlomeno in questo determinato aspetto. Sarei più curioso sapere che tipo di attività si possa intraprendere su un posto del genere. Mal che vada farò il cameriere…

  11. fabristol ha detto:

    Per Joaquim

    l’idea è quella di utilizzare moduli abitabili galleggianti. Se non ti piace la comunità ti sganci e te ne vai da un’altra parte oppure ne fondi una nuova tu.

    Per Cachorro

    Ci sono miliardi di persone al mondo che vivono senza boschi. Una in più o una in meno non cambia nulla 😉 E poi invece di spedire le petroliere dismesse o le navi cargo in Bangladesh per farle riciclare basterebbe comprare le carcasse e riempirle di terra fertile e farci parchi, orti e pure boschi! Una petroliera di media grandezza può contenere fino a 550.000 tonnellate di materiale. Una petroliera da 45000 tonnellate costa intorno ai 40 milioni di dollari. Usata ti costerà 5-10 milioni? 300 x 50 metri di superficie coltivabile. Vedi un po’ tu… anzi le isole artificiali potrebbero avere più verde delle città odierne o di una qualsiasi isola greca fatta di pietre e spine.

  12. fabristol ha detto:

    Per Federico

    grazie della dritta 😉 non sapevo neppure io.

    Per Charly

    le attività sono infinite e sono quasi tutte quelle che si fanno sulla terraferma. La popolazione ha bisogno di servizi, quindi c’è bisogno di tutto: sicurezza, sanità, corrente, acqua potabile, trasporti ecc. Si può fare molto anche nel campo finanziario, internet, gioco d’azzardo, turismo, sport acquatici, ricerca scientifica (pensate alle aziende biotech) ecc. In più esistereanno attività che serviranno specificatamente per le isole artificali: per esempio estrazione di idrogeno da colture batteriche come carburante, produzione di carne sintetica attraverso incubatori di proteine (il paradiso per vegetariani!), coltivazioni idroponiche, desalinizzazione dell’acqua marina ecc. ecc. Le possiblità sono infinite!!

  13. lector ha detto:

    Uhe, non dimentichiamoci i casini, cribbio! 😀

  14. lector ha detto:

    A proposito di ius primae noctis …..

  15. Sekhemty ha detto:

    Non ci vedo tutta questa libertà, uguaglianza e giustizia.
    Realisticamente, quante e quali persone potranno permettersi il lusso di avere una “cittadinanza brandizzata”?

    E poi, non essendo soggette ad alcun tipo di legislazione se non quella eventualmente voluta dal proprietario dell’isola, in che modo vengono garantiti i diritti degli individui?
    Posso facilmente immaginare una netta e profonda distinzione fra quelli che si possono permettere tutti i lussi ed i comfort che questo tipo di habitat (lo si può definire così?), e coloro invece che devono fare tutto il lavoro per garantirne il perfetto funzionamento, il tutto degno di una qualunque opera distopica.
    Il concetto è talmente vecchio che è la base pure di Metropolis, film muto del 1927.

  16. fabristol ha detto:

    “Non ci vedo tutta questa libertà, uguaglianza e giustizia.”

    Infatti non è un’utopia socialista. E’ un’utopia libertaria. Uguaglianza e giustizia sono categorie che lasciamo ai socialismi.

    “Realisticamente, quante e quali persone potranno permettersi il lusso di avere una “cittadinanza brandizzata”?”

    Tutte quelle che vogliono lavorare in modo libero: pensi che il proprietario di un’isola non abbia bisogno di cittadini che lavorano per i servizi?

    “E poi, non essendo soggette ad alcun tipo di legislazione se non quella eventualmente voluta dal proprietario dell’isola, in che modo vengono garantiti i diritti degli individui?”

    La legislazione E’ quella dei proprietari che possono essere uno, due, mille. O della comunità che si aggrega per cooperare e scambiare liberamente beni e idee. Se pensi che i tuoi diritti sanciti dalla legge dell’isola non siano garantiti ti appelli alla giustizia o te ne vai. Il trasloco è la tua garanzia di libertà. Ed è proprio grazie a questo che i proprietari non ti torceranno un dito. Se il tuo brand ti tratta male te ne vai da un’altra parte.

    “Posso facilmente immaginare una netta e profonda distinzione fra quelli che si possono permettere tutti i lussi ed i comfort che questo tipo di habitat (lo si può definire così?), e coloro invece che devono fare tutto il lavoro per garantirne il perfetto funzionamento, il tutto degno di una qualunque opera distopica.”

    E quindi? Se vuoi l’uguaglianza e la giustizia socialista ti fondi una colonia socialista. Tutto qui. Puoi anche farti una colonia di ebrei ortodossi oppure fascista.

  17. lector ha detto:

    Interessante. Ottimo spunto per un film di fantascienza alla Blade Runner. Isole di libertà in un mare di m…, abitate dalle élites della scienza, della cultura, del pensiero, dello spettacolo, dell’imprenditoria, della tecnica, ecc., ossia dai dominatori del Mondo, quelli che possiedono il know-how indispensabile per farlo andare avanti.
    Contrapposti a questi paradisi, continenti sovrappopolati, sporchi, infestati da bande di chavs ubriachi e di hooligans violenti; di gangsta sempre pronti a sodomizzare i più deboli, uomini o donne che siano; di terroristi islamici e di fondamentalisti cattolici armati bombe e kalshnikov, di africani denutriti e di schiere di scheletrici quanto infiniti bambini del Bangladesh, delle favelas di Rio, delle discariche di Nairobi, ecc. ecc. ecc. ecc.
    Sapevo che prima o poi ci saremmo arrivati. Sinceramente, spero di morire prima, perché sono sicuro che non potrei permettermi di viverci e mi toccherebbe rimanere immerso nella m…

  18. Snem ha detto:

    Complimenti per l’iniziativa! Un sicuro successo, anche se fallisce e non se ne fa niente! I soldi raccolti, infatti, possono sempre essere spesi nei tanto odiati Stati.

    E i motivi per fallire ci sono: primo fra tutti la concorrenza con le altre società ehm… Stati. Una LIBERA concorrenza perché “uguaglianza e giustizia sono categorie che lasciamo ai socialismi”, e tutto è possibile in quest’universo… e poi perché limitare la libertà di usare l’atomica? Siamo Libertari!

    Un consiglio: per chi già oggi vuole sperimentare la libertà (libertaria), si può scegliere tra le società libertarie che già esistono.
    Per esempio Dubai, una società libertaria per eccellenza (soprattutto per l’Emiro). Sua la terra, sue le leggi, non c’è limite alla libertà! Puoi restare finché paghi o servi. Se non ti piace, puoi andare via! Anzi, è difficile poter restare. Chi vive lì è perché vuole e, soprattutto, può!
    Cambiano le regole di Dubai e non piace più? Qual’è il problema? Exit-strategy! Il mondo è grande: Singapore, Monaco, Honk Kong, Bermudas e paradisi (fiscali) vari ti aspettano a braccia aperte (però non dimenticare di portare i tuoi milioni!).
    Fanno a gara per averti, ti coccolano, non tasse ma servizi!

    Gira e rigira, è il Servizio l’unica libertà che conta per i libertari.
    Il servizio principale? Non pagare le tasse allo Stato dove hai avuto la sfortuna di nascere (dove però piace vivere e/o fare soldi).

    Più libertà di questa!

  19. astrolabio ha detto:

    snem effettivamente non hai tutti i torti, il mondo è sufficientemente grande da offrire una certa quantità di scelta di governo, purtroppo vi sono un certo numero di barriere linguistiche culturali ed economiche o legali che evitano che la domanda si incorci con l’offerta, quello che un libertario comune squattrinato può ottenere da questa operazione (oltre al fatto che i prezzi saranno sempre più bassi, come in genere avviene per le innovazioni, o credete che avreste pagato un ipod 500 euro anche solo nel 1995, quando jonnhy mnemonic si impiantava 80 gb di hard disk nel cervello nei film di fantascienza) è il fatto che aumentando l’offerta aumenterà la concorrenza, gli stati tradizionali dovranno evitare di esagerare con tasse sprechi e leggi inutili per evitare di perdere contribuenti e finire a gambe all’aria finanziariamente.

    comunque mi dissocio da fabristol quando dice che hai libertari non interessa la giustizia, per me la giustizia è importante quanto la libertà e consiste nel principio di non aggressione, che poi il termine sia stato sempre più pervertito dai socialisti assortiti non mi interessa.

  20. fabristol ha detto:

    Per Snem

    oltre alle cose dette da Astro non sottovaluterei l’importanza dell’iniziativa non solo dal punto di vista libertario. Patri Friedman parla espressamente di esperimenti per nuovi tipi di organizzazione sociale e politica. Se non ti piacciono come progetti politici prendili come esperimenti sociali e scientifici.. 😉

  21. fabristol ha detto:

    Per Astro

    “comunque mi dissocio da fabristol quando dice che hai libertari non interessa la giustizia, per me la giustizia è importante quanto la libertà e consiste nel principio di non aggressione, che poi il termine sia stato sempre più pervertito dai socialisti assortiti non mi interessa.”

    Non ho detto che ai libertari non interessa la giustizia. A me per esempio sta molto a cuore ma la filosofia libertaria non ha tra i propri cardini o obiettivi l’ottenimento della giustizia come lo è per i socialismi o le religioni monoteistiche. E questo progetto non ha come obiettivo “la giustizia sociale”.
    Poi però non comprendo quale sia il legame tra principio di non aggressione e giustizia. Potresti spiegarti meglio?

  22. Snem ha detto:

    Il mio ultimo commento è un iperbole ironica, non è da prendere troppo sul serio.
    Può servire a riflettere su possibili domande, problemi, ipocresie e contraddizioni. Quella che mi rimane in mente è: perché quella di Dubai non è una società libertaria? Qual’è la condizione discriminante? Perché quella del “Seasteading” lo è?

    Per quanto riguarda il progetto “Seasteading” non è che non mi piace, solo che sono tanto curioso quanto scettico. Come detto, ben venga l’iniziativa!

  23. astrolabio ha detto:

    si ha una situazione giusta quando i titoli di proprietà appartengono a chi devono appartenere e chi li possiede ha l’effettiva possibilità di usarli.

    esempio:
    mi vendi la macchina, mi rubano la macchina, ho la macchina ma non posso usarla. in questo caso giustizia vuole che si prenda la macchina al ladro la si restituisca a me e si punisca (quanto bisogna punirlo è veramente assai arduo da decidere, credo sia uno dei punti in cui ci sia ancora molto da discutere nella teoria libertaria) il ladro per la malefatta.

    questa è la Giustizia e la scoperta del libertarismo è che qualsiasi stato la viola in quanto primo aggressore e l’intuizione che agenzie e tribunali in competizione possano perseguirla meglio di un ante monopolista.

    cose come al giustizia sociale sono perversioni del termine, intuitivamente quando si chiede giustizia si chiede la riparazione di un torto.

  24. fabristol ha detto:

    Astro forse stiamo dicendo la stessa cosa. Il commentatore di prima si riferiva all’uguaglianza e alla giustizia “sociale”. E io mi riferivo a quella accezione distorta, come dici tu, del termine. Quella per cui lo stato deve “limare” o pareggiare stipendi e vite dei cittadini per raggiungere un utopica uguaglianza tra gli uomini.

  25. Snem ha detto:

    “i titoli di proprietà appartengono a chi devono appartenere”
    Sono confuso, sicuramente ho capito male, potresti spiegarmi questo?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...