Problemi di matematica?

Sulla diatriba sui licenziamenti facili di questi giorni ho poco da dire e quel poco che ho da dire credo abbia buon senso. I licenziamenti non dovrebbero essere né facili né difficili, semplicemente dovrebbero seguire le regole del contratto firmato. Se una delle due parti, lavoratore o datore di lavoro, viola le regole del contratto si chiede l’intervento del giudice di pace. Stop. Cosa c’entrano i sindacati? Cosa c’entrano i partiti? Cosa c’entra il governo? Non si sa.

Ma al di là dell’eterna diatriba destra-sinistra sul licenziamento “facile” una cosa mi sta facendo pensare in questi giorni più di tutte: a sinistra, Fini in testa, si strilla che adesso ci saranno più disoccupati.

Se fosse così allora ci sono una marea di persone che lavorano pur non essendoci un vero posto di lavoro per loro; e ci sono una marea di datori di lavoro che tengono delle persone in aziende con la coercizione dello Stato.

Facilitare le procedure di licenziamento, incancrenite da anni di concertazione tra sindacati, partiti e grandi imprenditori, non significa aumentare il numero di disoccupati ma facilitare il turnover di occupazione. Il numero di occupati è lo stesso, sempre che l’azienda abbia i posti di lavoro costanti. Se invece i posti di lavoro diminuiscono come si può chiedere ad un’azienda di pagare una persona per un lavoro che non esiste, che non produce utili? Nel primo caso il numero di occupati non cambia, nel secondo invece è un naturale risulato della diminuzione di domanda di lavoro.

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14 risposte a Problemi di matematica?

  1. Cesonia ha detto:

    E’ una delle riflessioni più sensate che abbia letto negli ultimi giorni. E “a sinistra, Fini in testa” è il miglior riassunto della deriva a cui è naufragata l’ideologia politica italiana.

  2. luigi ha detto:

    Non è proprio così semplice.
    Esistono posti di lavoro che rendono solo in alcuni periodi e non in altri. Rendere facili i licenziamenti significa permettere al datore di lavoro di massimizzare il proprio rendimento a scapito della stabilità di vita del lavoratore, che non avendo capitali è costretto a vendere la propria manodopera. Significa rendere i lavoratori più ricattabili.
    Quando facevo il cameriere (fine settimana) il venerdì non c’erano praticamente clienti. Il mio posto di lavoro del venerdì era un posto di lavoro “non vero”, ed in effetti restavo lì a ufo. D’altra parte senza quel venerdì sera avrei dovuto trovarmi un altro lavoro per mantenermi. Dovevo forse sentirmi in colpa perchè diminuivo di un po’ il guadagno del ricchissimo proprietario del ristorante?
    In un momento di crisi è comodo per il datore di lavoro mandare a casa gli operai, certo. Così dopo essersi arricchito grazie al loro lavoro nei periodi di vacche grasse, può evitare di impovrirsi nei periodi di vacche magre. Cerchiamo di evitare la retorica del povero imprenditore che deve mantenere gli operai anche se non producono: diamo un occhio alle case e alle auto dei datori di lavoro e alle case e alle auto dei dipendenti e si noteranno molte differenze interessanti…
    Beh…poi non offendetevi se vi si dice che “liberatrisim is anarchism for rich people”.

  3. fabristol ha detto:

    Luigi, il punto che non hai compreso del mio post è: non esistono licenziamenti giusti o ingiusti; esistono solo contratti da firmare o da non firmare. Non ti va bene che il tuo capo ti “sfrutti” (come dici tu)? Non firmi il contratto. O vuoi forzare qualcun altro ad accogliere la tua morale e le tue regole?

    Poi questa storia dell’imprenditore=ricco, non sta né in cielo né in terra. Ci sono imprenditori ricchi (grazie anche allo stato) e imprenditori normali e poi quelli che sono sul lastrico. Qualsiasi datore di lavoro è un imprenditore. Per dire, anche un panettiere è un imprenditore.

  4. luigi ha detto:

    Non tutti gli imprenditori saranno ricchi, certo, ma devo dire che vivendo nel favoloso Nord Est forse ho un’idea un poco distorta: non mi sembrano di certo poveri! Ci son paesini da queste parti con più Ferrari che gli Emirati Arabi. Poi chiaro che tutte le generalizzazioni sono sbagliate e se dobbiamo dirla tutta anch’io ho una piccola ditta…ma non ho dipendenti.
    Personalmente sono contrario all’esistenza di lavoratori dipendenti e datori di lavoro, trovo che la produzone dovrebbe essere basata su base cooperativistica volontaria.
    “Non esistono licenziamenti giusti o ingiusti”? Scusa ma se un datore di lavoro molesta un’operaia, lei non ci sta e lui la licenzia per ritorsione, questo non è un licenziamento ingiusto? Ed è solo un esempio estremo dei mille che si possono fare (cose che continuano a succedere abbastanza comunemente e una volta erano frequentissime).
    “Non ti va bene che il capo ti sfrutti => Non firmi il contratto”. È proprio questo genere di atteggiamento che mi va confermando che questa è un’ideologia per ricchi. Non firmo il contratto, e cosa faccio? Come la mantengo la mia famiglia se l’unica cosa che posso vendere è il mio lavoro? (anche qualificato, eh! Io ho una laurea tecnica e un dottorato quasi finito ma resta il fatto che l’unica cosa che posso vendere è il mio lavoro). Ci sarà sempre qualche disperato più disperato di me che accetterà condizioni peggiori delle mie. O mi organizzo assieme al tipo più disperato di me per fare in modo che tutti e due possiamo avere le stesse condizioni e che non scatti la guerra tra poveri, o il mercato del lavoro sarà sempre “libera volpe in libero pollaio”.
    Per inciso è proprio quello che sta succedendo adesso con gli immigrati, che vengono tenuti in condizioni di precarietà spintissima, con minaccia di perdita del diritto di soggiorno e tutto quello che dovremmo sapere, proprio per creare una fascia di popolazione più disperata degli altri che agevoli i datori di lavoro…e non sto parlando del piccolo fornaio o del proprietario di fabbrichetta del Nord Est che fa dieci ore al giorno! Quelli traggono vantaggi solo marginali da queste situazioni.
    “O vuoi forzare qualcun altro ad accogliere la tua morale e le tue regole?” Che c’entra la morale e le regole? Io voglio forzare qualcun altro a pagarmi il mio lavoro il più possibile, perchè lui ci mette i suoi capitali ma io ci mette le ore della mia vita! E per far questo ho bisogno di allearmi e organizzarmi assieme agli altri che stanno nella mia situazione, una polverizzazione totale fa solo il gioco di chi parte con capitali di partenza che gli danno un vantaggio in termini di rapporti di forza. La morale e le regole le lascio alla religione, non è di questo che stiamo parlando.

  5. luigi ha detto:

    P.s.: la mia piccola ditta non è quella che mi dà da vivere. Giusto per precisare.

  6. luigi ha detto:

    P.p.s.: non sto certo facendo la difesa dei sindacati confederali eh! Quelli sono una massa di parassiti. Ma la sindacalizzazione è necessaria ai lavoratori (dove per lavoratore appunto si intende chi vende il suo lavoro, e non semplicemente chi “lavora”).

  7. fabristol ha detto:

    “Personalmente sono contrario all’esistenza di lavoratori dipendenti e datori di lavoro, trovo che la produzone dovrebbe essere basata su base cooperativistica volontaria.”

    E come pensi di obbligare una persona a non avere dipendenti?

    ” “Non esistono licenziamenti giusti o ingiusti”? Scusa ma se un datore di lavoro molesta un’operaia, lei non ci sta e lui la licenzia per ritorsione, questo non è un licenziamento ingiusto? Ed è solo un esempio estremo dei mille che si possono fare (cose che continuano a succedere abbastanza comunemente e una volta erano frequentissime).”

    Ripeto: non è il licenziamento ad essere giusto o ingiusto, è il contratto. Se il contratto dice che il datore di lavoro non può molestare i dipendenti, allora interviene un giudice o la polizia direttamente.

    “Non ti va bene che il capo ti sfrutti => Non firmi il contratto”. È proprio questo genere di atteggiamento che mi va confermando che questa è un’ideologia per ricchi.

    Um’ideologia per ricchissimi direi. Ricchi sfondati, come Zio Paperone. E’ una ideologia per ricchi, ma così ricchi che tutti gli imprenditori del mondo sono libertari. Bill Gates, Berlusconi, il defunto Steve Jobs, Cordero di Montezemolo e il 99% delgi imprenditori di Confindustria sono tutti libertari. Ovviamente i poveracci che scrivono di libertarismo come noi, spesso disoccupati altre volte studenti universitari siamo finti libertari. Se davvero esistessero i ricchi libertari vorrei conoscerli, gli chiederei di dare un po’ di soldi per la causa.

    “O vuoi forzare qualcun altro ad accogliere la tua morale e le tue regole?” Che c’entra la morale e le regole? Io voglio forzare qualcun altro a pagarmi il mio lavoro il più possibile, perchè lui ci mette i suoi capitali ma io ci mette le ore della mia vita!

    E questo ti sembra uno scambio immorale? E’ la base del lavoro.

  8. luigi ha detto:

    Ciao. Scrivo quanto sotto senza astio e acredine (lo specifico prima perchè mi pare di averti offeso involontariamente e se sì me ne scuso)

    Non è immorale, è amorale:che è diverso.

    Non credo che tu sia ricco, credo che tu sia in buona fede. Ma mi chiedo quante volte hai lavorato come cameriere, o come operaio. Non parlo del cameriere studente che lo fa per pagarsi gli sfizi, ma del cameriere (magari studente) che non può fare a meno e deve sottostare ai ricatti.

    Se il contratto prevedesse che il padrone può molestare le operaie, sarebbe giusto? Cioè: un licenziamento secondo contratto derivante da contratto ingiusto (perchè il contratto può essere ingiusto, se ci sono condizioni di sovra-offerta di manodopera rispetto alla domanda) è un licenziamento ingiusto. Ingiusto nel manico, anche se legale. Mi meraviglio che un libertario possa sovrapporre in questo modo paradossale legalità e giustizia.

    Detto questo, il sistema che tu proponi sarebbe pure bello e funzionante e valido se (condizione necessaria ma non so se sufficiente) a tutti, all’inizio della vita, venissero dati gli stessi mezzi. Tutti quanti con un identico “capitale” di partenza, e poi fate vobis. Niente rendite di famiglia, niente rendite di posizione. Ovviamente per realizzare una cosa del genere bisognerebbe abolire innanzitutto il concetto di eredità. E in secondo luogo, servirebbe un Moloch autoritario per garantire l’abolizione della stessa. Un cane che si mangia la coda.

    Senza astio.

  9. fabristol ha detto:

    Ma no ma quale offeso! 😀
    E’ lo strumento di internet che non riesce a trasmettere i toni della discussione. tutto a posto.
    Forse quello che ho scritto sopra non è stato chiaro. Sulle molestie di cui parli arriviamo alle stesse conclusioni, ovvero che la poveretta si è trovata molestata e chiediamo l’intervento della giustizia (pubblica o privata che sia). La differenza tra te e me è che tu pensi che la fonte delle regole del rapporto tra dipendente e datore di lavoro derivi da dio..ops lo Stato (scusa per la frecciatina) 😉 mentre io penso che le regole vengano dal contratto tra due individui e poi eventualmente lo stato o qualcun altro interveiene per chi rompe il rapporto.
    Credo che non esisterebbe mai un contratto in cui non venga specificato a chiare lettere che un dipendente non può essere molestato. E credo che non esisterebbe né un datore di lavoro che lo proponesse né un dipendente che lo accettasse. A meno che non ci trovassimo nel campo del sadomasochismo. 😉

  10. InVisigoth ha detto:

    “Tutti quanti con un identico “capitale” di partenza, e poi fate vobis. Niente rendite di famiglia, niente rendite di posizione. Ovviamente per realizzare una cosa del genere bisognerebbe abolire innanzitutto il concetto di eredità”.

    Non è detto. Un sistema anche piuttosto realizzabile (quindi non nel campo della mera speculazione fantascientifica) potrebbe essere una flat tax del 20% per tutti su quanto si guadagna (sempre uguale per ricchi, poveri, agricoltori, industriali, ecc., in modo da non penalizzare chi produce di più come l’attuale sistema impositivo e in modo che non vari l’imposta a seconda del settore produttivo in cui ci si trovi, così da non drogare la percezione di ciò che è produttivo e ciò che non è produttivo) e un’imposta fortemente progressiva sulle successioni, in modo che un ipotetico Stato funzionante potrebbe ridurre le difficoltà di partenza. Lo propose a suo tempo già John Stuart Mill (anzi, lui non voleva assolutamente imposte sul lavoro… io ho voluto essere meno estremista e concedere una flat tax), affrontando esattamente questo problema. Il concetto di eredità rimane, quello di rendita anche, ma le inette generazioni successive con la possibilità di campare così a lungo sulle fortune dei predecessori in gamba sarebbero molte meno (se non produci di tuo, metà eredità ti serve per pagare le tasse sulla stessa: nel giro di due generazioni il beneficio dell’eredità è quasi azzerato).

    Comunque non ero qui per questo… Fabristol perdonami, giuro che la mail te la mando in serata!!!! 🙂

  11. Corrado ha detto:

    Scusa però… in una cosa non sono d’accordo con il vostro pensiero…
    fino a che prendiamo in considerazione una situazione in cui si partisse ora, con tutte le chances, ok…
    Però prendiamo ora persone che magari hanno 50 anni, hanno versato per 30 i contributi ma non hanno gli anni minimi per andare in pensione. Tu li licenzi, perchè magari rispetto a quando avevano 30 anni hanno perso un po’ di smalto, o perchè ci sono dei giovan i che puoi assumere pagandoli il 30% in meno perchè senza scatti di anzianità. Quella persona non troverà altro lavoro e non avrà quello per cui ha pagato per una vita. Se non avesse versato contributi si sarebbe magari comprato una casa…

  12. fabristol ha detto:

    Ma infatti è sempre lo stato il problema. Perché lo stato preleva forzatamente i soldi per fare le pensioni pubbliche? Perché non lasciare la libertà ai cittadini di decidere come investire i propri soldi?

  13. Joaquim Laherr ha detto:

    in ogni caso una legge come quella che propongono non è molto utile. non essendo retroattiva andrà a colpire solo i nuovi assunti, come probabilmente me. tutte le migliaia di impiegati inutili che magari hanno ancora 20 anni di servizio davanti rimarranno al loro posto comodo.
    Prendiamo le provincie che dovrebbero sparire… tutti quei dipendenti verranno altrimenti assorbiti, anche se magari sono stati assunti ad hoc 2 o 3 anni fa. Magari, come succede in questi giorni al comune di Torino, per far lavorare gente che non serve a un cazzo perchè assunta per raccomandazione, al posto di educatrici che seppur precarie hanno magari 5 o 6 o anche 10 anni di supplenze alle spalle, mandano un vigile urbano che non ha mai visto un bambino da vicino ma che ha fatto le magistrali, o una bibliotecaria che non ha la minima idea del modo di educare o di indirizzare un lattante…
    Per cui sì, magari è un inizio, ma sinceramente m sembra un imbiancare un muro fatiscente. Sono ben altre le manovre da fare, non certo andare a prendere a mazzate il solito povero cristo!

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