Colpa del ’68?

Leggevo un editoriale su Berlusconi sull’Independent mentre ero in treno. Oltre alle solite frasi comparse nei giornali di tutto il mondo tipo “l’era Berlusconi è finita”, “fine della politica bunga bunga” ecc., mi ha colpito quando diceva più o meno così: “nonostante Berlusconi non abbia fatto aasolutamente nulla in questi anni, non dobbiamo però incomparlo della crisi odierna la quale deriva dai debiti dei governi precedenti. Negli anni 70 e 80 infatti i governi italiani cedettero alle richieste dei sindacati e delle manifestazioni di piazza e concessero welfare e diritti senza badare a spese, incominciando quello che è ora uno dei più grandi debiti al mondo.”

Non l’avevo mai vista da questo punto vista. Certo si accusa il 68 di tante cose (nel mio piccolo e nella mia esperienza io lo accuso solo di aver creato una generazione di pigri senza alcuna voglia di lavorare) e oggi è come sparare sulla Croce Rossa ma è davvero così? E quanto ha contribuito quella stagione di proteste di piazza al nostro presente (fallimentare) economico?

Se è così allora i punkabestia noglobal che ora si fanno chiamare indignados ma che sono i diretti discendenti marxisti dei figli dei fiori del 68 non stanno facendo altro che protestare contro una crisi che la generazione precedente di contestatori aveva contribuito a creare proprio a causa di queste richieste di diritti.

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11 risposte a Colpa del ’68?

  1. Filippo ha detto:

    Ciao fabristol, comincio a dirti che leggo di tanto in tanto il tuo blog, in cui mi imbattei cercando informazioni su Atlas Shrugged (prima di cimentarmi nel tomo) e che trovo sovente ricco di spunti molto interessanti.
    Cio’ posto, l’Independent scrive la sacrosanta verita’: dare a Berlusconi la colpa della crisi sembra quasi una barzelletta delle sue. Credo sia vero che il problema grosso venga da decenni addietro, ma stiamo anche attenti a dare la colpa (almeno di questo) alle generazioni precedenti: sinceramente, chi avrebbe previsto che la produzione italiana sarebbe stata cosi’ massacrata dai paesi emergenti? La crescita e’ bassissima da vent’anni e di questo non mi sento che dare la colpa ai governi degli ultimi tre lustri, che non hanno saputo rispondere alle sfide imposte dai nuovi scenari.

    Ciao e grazie dell’ospitalita’

    Filippo (da Manchester)

  2. fabristol ha detto:

    Ciao filippo,
    grazie mille per i complimenti! Sono anche questi commenti che mi fanno andare avanti nello scrivere. 😉
    Sinceramente non ho mai pensato che Berlusconi fosse la causa del debito e ovviamente sappiamo tutti che dipende dalle generazioni precedenti ma… ma non avevo mai collegato quella decisione di quei governi di spendere e spandere sul welfare agli hippies per esempio.
    Come dicevo nel post è un po’ come sparare sulla Croce Rossa ma sono convinto che quell’editoriale dica qualcosa di vero. Hai ragione che la colpa non è solo delle generazioni precedenti però è anche vero che le generazioni precedenti di altri paesi hanno fatto scelte diverse e ora si trovano con economie diverse. Quindi di qualcuno sarà pure la colpa.. 😉

    Salutami Manchester!

    Fabrizio (dal profondo Sussex)

  3. AlessandroX ha detto:

    Ovvio che sia cosi’.

    FaBristol non sta’ piu’ a Bristol dunque?

  4. fabristol ha detto:

    Purtroppo no. Ora mi trovo vicino a Brighton. 😉

  5. AlessandroX ha detto:

    Vabbe’ dai sei sotto il Kent…mica male. Certo il Somerset e’ molto bello (anche se Bristol non e’ Somerset…), l’ho attraversato nel settembre scorso.

    Insomma…Ciao FaBrighton.

  6. fabristol ha detto:

    Somerset e Sussex hanno due bellezze diverse ma sono ambedue affascinanti e hanno tipici paesaggi inglesi. Mi trovo bene climaticamente e geograficamente, un po’ meno come vitalità. Bristol è una città molto giovane e moderna.

  7. Filippo ha detto:

    Per curiosita’, l’articolo citava anche qualche dettaglio di questi privilegi? Mi incuriosisce perche’ che il welfare italiano *in generale* (insieme alle ruberie su vasta scala, ovviamente) abbia in passato gettato le basi della florida situazione che viviamo oggi, direi che e’ assodato.

    Ma come te non avevo mai considerato il peso delle specifiche concessioni fatte ai contestatori, e sarebbe interessante capirne di piu’.

    Ciao!

    Filippo

  8. fabristol ha detto:

    No purtroppo parlava in generale delle concessioni date ai sindacati per calmare gli animi di quegli anni. Pensa solo a questo: la previdenza sociale obbligatoria fu istituita all’inizio degli anni 70 ma non ci fu mai una tassa apposita per pagarla se non dal 1978, ovvero l’Irpef. Quindi fu concesso per anni un servizio che solo dopo 8 anni fu regolato da un’imposta specifica per pagarlo!

  9. scialuppe ha detto:

    Innanzitutto dimostri di non conoscere gli indignati, che non sono affatto dei punkabestia. Questi ultimi hanno la tendenza ad intrufolarsi più o meno in qualsiasi manifestazione di sinistra ma non sono mai propositivi nè tantomeno ne sono le anime, non è per loro organizzare qualcosa, non ci son portati. Puoi dissentire dalle idee o dal metodo degli “indignati” ma cerca almeno di risparmiarti facili ironie più degne di Vittorio Feltri che di te.
    Secondo: “concessero welfare e diritti senza badare a spese”…beh, piano. Il welfare è molto più sviluppato nei paesi del Nord. I diritti…di cosa sta parlando? Della maternità? Del divieto di licenziare senza giusta causa? Dei contributi previdenziali?
    Le cause del malessere economico italiano stanno semmai nell’ecesso di assunzioni clientelari da parte degli apparati pubblici, in particolare quelli locali, a molto malcostume diffuso (non solo evasione ma baby pensioni, corruzione, certificati medici fasulli funzionali a truffe alle pubbliche amministrazioni etc).
    I diritti sono ben altri e non mi pare che in Italia siano particolarmente più tutelati che altrove.

  10. fabristol ha detto:

    Ho visto decine di video degli indignados italiani e americani e ho visti tanti bonghetti, keffiah, balletti, rasta, insomma le solite cose che abbiamo visto dal 68 in poi. E’ ovvio che non sono tutti punkabestia però. C’è un po’ di tutto infatti.

    “Secondo: “concessero welfare e diritti senza badare a spese”…beh, piano. Il welfare è molto più sviluppato nei paesi del Nord.”

    Con tassazione più alta, meno burocrazie, meno politici e meno evasione.

    “I diritti…di cosa sta parlando? Della maternità? Del divieto di licenziare senza giusta causa? Dei contributi previdenziali?
    Le cause del malessere economico italiano stanno semmai nell’ecesso di assunzioni clientelari da parte degli apparati pubblici, in particolare quelli locali, a molto malcostume diffuso (non solo evasione ma baby pensioni, corruzione, certificati medici fasulli funzionali a truffe alle pubbliche amministrazioni etc).
    I diritti sono ben altri e non mi pare che in Italia siano particolarmente più tutelati che altrove.”

    Sono d’accordo con te.

  11. astrolabio ha detto:

    la versionce che avevo sentito era che craxi (ando company) durante gli anni di piombo aumentò a dismisura la spesa pubblica per boostare l’economia e togliere consensi al PCI, cioè più una roba da guerra fredda che da sessantotto. l’ipotesi mi sembra credibile ma è solo un’ipotesi.

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