Andate e riproducetevi

“Le famiglie devono essere supportate.” “Ci vuole il quoziente familiare” “Nella finanziaria ci vuole l’aiuto alle famiglie.” “Bisogna fare più figli” “Figli, figli, figli!”

Quante volte avete sentito queste frasi dai politci nostrani? Sempre, continuamente, quotidianamente da qualsiasi schieramento politico, dalla destra alla sinistra, dal centro cattolico passando per i socialisti e i leghisti. L’ultima esternazione in ordine di tempo riguarda Giovanardi che minaccia di mollare il governo se non si terrà conto della familglia.

Non è un caso se tutti i politici, perfino chi non ha figli, si preoccupino dei figli degli altri. O degli uteri degli altri in certi casi. Infatti è perfettamente naturale per il parassita cercare di fare riprodurre il più possibile la specie che parassita.

Lo Stato avrà sempre tutto l’interesse affinché la riproduzione dei suoi sudditi sia controllata. La riproduzione deve essere controllata perché senza nuovi individui le minoranze al potere non possono più spremere denaro e forza lavoro in futuro. Chi pagherà le pensioni degli anziani? Chi la sanità? Chi assicurerà centinaia di migliaia di euro all’anno di reddito ai politici? Chi pagherà per mandare avanti la propaganda dello stato? Senza una certa percentuale di giovani non è possibile neppure muovere guerre, avere una difesa della casta efficiente tramite polizia ecc. I figli così diventano semplicemente la garanzia per il futuro welfare dei vecchi. Le società socialiste come la nostra si basano su questo assioma: produrre nuovi individui per lavorare per la società.

Non solo ma lungi dal definirsi egualitarie le società moderne penalizzano i single, i non sposati, chi non ha figli o chi non vuole avere figli e gli omosessuali. Single, non sposati e omosessuali sono penalizzati in quanto devono pagare più tasse rispetto alla famiglia ufficiale; tasse con cui verranno pagati contributi, tagli fiscali, bonus bebé e primi posti in classifiche di assegnazione pubblica per chi ha una famiglia ufficializzata con figli.

Diffidate quindi di tutti quei partiti che chiedono aiuti per le famiglie. Le politiche di protezione o incoraggiamento per le famiglie possono sembrare una scorciatoia vantaggiosa per chi sta incominciando a costruirsi una famiglia ma alla lunga tutto ricade sulla tassazione generale e sulla vita futura dei vostri figli. Non solo ma i governi plasmeranno le loro politiche familiari in base all’orientamento politico e religioso dei loro appartenenti. Con conseguenze disastrose contro i diritti dei singoli individui come accade nei paesi dove vige la Sharia islamica o in alcuni paesi ortodossi e cattolici. Permettere allo Stato di legiferare sulla famiglia e sulla riproduzione significa permettergli di metter mano sugli uteri e sui corpi degli individui.

p.s.

avevo scritto questo post e mi ero dimenticato di postarlo. Giaceva in bozze da Giugno. Mai troppo tardi 😉

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9 risposte a Andate e riproducetevi

  1. Davide ha detto:

    Ricordo, in quello stesso periodo, qualche post del Movimento di Facco contro chi non voleva figli (questo ad esempio, ma mi pare ce ne fossero anche altri)… Ok, il problema del sovrappopolamento c’entra poco adesso, però quei post mi lasciarono non poco perplesso.

  2. fabristol ha detto:

    Anch’io non ho mai capito questo atteggiamento di certi libertarian alla sovrappopolazione umana. Certo, aborro le politiche statali di contenimento della popolazione ma il problema esiste e non bisogna far finta che non ci sia. E politiche di sensibilizzazione a costo zero e senza coercizione possono fare molto. La produzione di figli è intrinsecamente statalista, nonché prerogativa delle religioni abramitiche che l’hanno usata come arma per distruggere gli avversari nel tempo di alcune generazioni.

  3. cachorroquente ha detto:

    “Le società socialiste come la nostra si basano su questo assioma: produrre nuovi individui per lavorare per la società.”

    Spesso i cattolici conservatori citano, contro la cultura della contraccezione, la “One child policy” della Cina comunista ma la verità è che in genere i paesi del blocco socialista avevano una tendenza a politiche demografiche di accrescimento (come del resto l’Italia fascista), e in molti casi l’aborto era illegale o sottoposto a limiti non indifferenti.

    L’ossessione per la famiglia e la riproduzione, socialismo a parte, è tipica delle culture in crisi, come il tardo impero romano che cominciò a criminalizzare l’omosessualità (prima dell’avvento del cristianesimo, come spiega brillantemente Eva Cantarella nell’ottimo libro “Secondo natura”).

  4. astrolabio ha detto:

    non è che le culture non prolifiche semplicemente si estinguono mentre quelle profigli invece godono invece del vantaggio di perpetrarsi nei figli stessi?

    Supponiamo un gene dell’omosessualità, se esiste e magari è recessivo compare qua e la nel pool genico, ma non può diventare un gene dominante per il semplice motivo che non si riproduce nella “lotta per la vita” i geni etero avrebbero più discendenti e più diffusione, un omosessuale convinto è tecnicamente sterile fino a che non viene inventata l’inseminazione artificiale.

    stessa cosa dovrebbe valere per le culture.

  5. fabristol ha detto:

    Per Astro

    La penso come te: è una questione di evoluzione, le culture più prolifiche dominano mentre quelle meno prolifiche declinano. I libertari infatti non saranno mai maggioranza.

  6. astrolabio ha detto:

    beh ma perchè? il libertarismo è neutrale nei confronti del figliare, ci sarà prima o poi una qualche mutazione del libertarismo che dice in estrema sintesi “il principio di non aggressione vale per tutti, fai tanti figli, insegna loro le due norme precedenti” che dovrebbe avere successo (una cosa simile è accaduta ai mormoni, che sono prolifici e considerano la costituzione americana un testo ispirato divinamente), comunque questo vantaggio prolifico tenderà ad attenuarsi parecchio visto che con lo sviluppo attuale dei media è molto più importante la trasmissione da pari a pari piuttosto che da genitori e figli, quindi ci può stare che al giorno d’oggi esploda una cultura che fa l’apologia di comportamenti sterili.

  7. fabristol ha detto:

    E’ vero che il libertarismo non ha idee preconcette sul figliare ma dalla mia esperienza questo tipo di culture individualiste sono poco prolifiche anche perché non hanno organizzazioni centraliste di riferimento. Tra l’altro le religioni organizzate utilizzano lo stato per figliare di più con assegni familiari e altro tipo di politiche, qualcosa di alieno per un libertario.

  8. cachorroquente ha detto:

    @ Astrolabio: occhio con i biologismi, perchè se vuoi usarli devi essere un po’ biologo. L’omosessualità ha sicuramente una componente genetica, ma sicuramente non “monogenica” per cui parlare di geni recessivi o dominanti ha poco senso.
    E’ possibile, nel senso che è stata proposta questa teoria con anche immagino delle basi solide (ma è solo una teoria), che in qualche modo il “gene per l’omosessualità” (o meglio, determinati polimorfismi che possono associarsi con l’omosessualità) si associ alla prolificità femminile. Insomma un controllo demografico a feedback positivo (se le donne fanno troppi figli, alcuni di essi saranno gay, per intenderci).
    Parlando di culture prolifiche o meno, mi pare interessante citare l’esempio delle culture nomadi, molte delle quali hanno tabù riguardo alla procreazione da parte di donne che hanno avuto recenti gravidanze. Detto in parole povere: le culture stanziali del passato figliavano ad libitum (quindi una donna idealmente rimaneva incinta ogni 18 mesi o meno), le culture nomadi si trattenevano (una donna idealmente rimaneva incinta ogni 3-4 anni). Il motivo è intuitivo: una donna nomade può portare solo un bambino in braccio, e quindi deve aspettare che un figlio cammini prima di farne un altro.
    Nelle società occidentali la strategia riproduttiva è quella di fare meno figli, ma investire molto più su di loro (anche per una persona discretamente agiata sarebbe proibitivo mandare all’università sette o otto figli). Una politica demografica aggressiva non è necessariamente positiva per la sopravvivenza di una cultura, ma secondo me è caratteristica di paesi autoritari e collettivisti; in questo sono d’accordo Fabristol. Meno d’accordo per quanto riguarda il riferimento implicito nella foto allegata al post (con la famiglia musulmana): è stato dimostrato che le famiglie musulmane immigrate tendono col tempo ad acquisire la stessa fertilità di quelle dei paesi ospiti. L’aggressione demografica musulmana è un’invenzione dei conservatori americani (per questo dico che le culture decadenti sono ossessionate dalla riproduzione. Basta pensare a Giuliano Ferrara).

  9. Charly ha detto:

    “Mai troppo tardi”

    Eccezion fatta per il Giovanardi furioso. Che, per la cronaca, non ha mica mollato la poltrona…

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