La neolingua fa passi da gigante

“È inammissibile che i lavoratori subiscano sacrifici mentre una parte importante di ricchezza fugge alla tassazione, accrescendo così la pressione tributaria su chi non può sottrarsi al fisco. […] Non mi ha mai persuaso l’espressione “mettere le mani nelle tasche degli italiani”, anche perché è incompleta: sono alcuni italiani evasori a mettere le mani nelle tasche dei contribuenti onesti – attacca Monti – Loro sono gli italiani che evadono e quei privilegi e rendite sono un inciampo al gioco della concorrenza e del mercato.”

Così Monti ha detto Sabato per le celebrazioni del 215° anniversario del tricolore. Molti di voi faranno spallucce a queste affermazioni perché sono abituati fin dalla nascita a sentire queste distorsioni della realtà e dello strumento che utilizziamo per descrivere la realtà, ovvero il linguaggio. Si può pensare tutto dello stato (favorevoli o contrari) e degli evasori (furbetti o gente che scappa dal fisco opprimente) ma non si possono invertire le parti e mistificare la realtà in questo modo. Solo un manipolatore delle folle o un pazzo satrapo del passato può permettersi giochi di parole che confliggono con la realtà come in questo caso.

Secondo Monti NON esiste una istituzione che utilizza la forza per prelevare coattamente denaro dai cittadini (ripeto al di là di quello che possiate pensare della tassazione nessuno potrebbe negare che lo stato ha potere di coercizione e che preleva i soldi dai cittadini); la gente, secondo Monti, dona una parte dei propri soldi volontariamente per la causa sacra dello Stato; esiste invece una categoria di persone che NON si fa prelevare i soldi dallo stato e questi secondo Monti sono quelli che prelevano i soldi dalle tasche degli altri cittadini (!). Quindi nel mondo di Monti chi sfugge al prelievo forzato di una minoranza che ha le armi sta attivamente rubando i soldi dagli altri cittadini. Questo sfugge a qualsiasi logica, è uno stupro della ragione e della lingua usato come mezzo per raggiungere i propri fini. Ripeto, al di là di quello che si possa pensare degli evasori il verbo rubare ha un solo ed unico significato nella lingua italiana: prendere di nascosto o con la forza qualcosa che è di altri, sottrarlo illecitamente a qualcuno. Ed è esattamente quello che fa lo Stato non l’evasore.

Evasore, secondo la lingua italiana è colui che sfugge al pagamento di un tributo allo Stato. L’evasore non sottrae la proprietà di alcuno, semplicemente non paga il tributo al padrone, monarca, tiranno o Stato che sia.

Il livello di distorsione del linguaggio e dei suoi significati è arrivato ad un punto talmente assurdo che ormai possiamo orwellianamente dire che pace=guerra e schiavitù=libertà senza alcuna vergogna.

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6 risposte a La neolingua fa passi da gigante

  1. Ruprecht ha detto:

    A questo punto serve una disamina libertaria (che forse avrai già disputato) sul pagamento di tutti quei servizi per la sopravvivenza dell’uomo. Chi deve controllare ed essere pagato per gestire l’acqua da distribuire, la corrente elettrica, il gas naturale, la riqualifica o semplicemente la dispersione dei rifiuti, L’assistenza sanitaria, le scuole per tutti coloro che hanno insita la potenzialità Galtiana di emancipazione?
    La risposta sarebbe: i privati legati ad un contratto che, secondo le leggi di mercato, anzi meglio, della libertà, sono coloro che necessariamente riescono a fornire tali servizi al minimo costo?
    Ma il minimo costo spesso vuol dire sfruttamento. E pur se vi fosse una violazione degli accordi, nel paradigma libertario ogni individuo si coalizzerebbe con l’altro per eliminare dal campo le società facinorose? E pensi che dopo non vi sarebbe comunque la speculazione.
    Sono completamente d’accordo con le considerazioni libertarie, ma si deve anche considerare che lo sviluppo dell’intelletto non è solo relato alla genetica, ma anche all’educazione e alla scoperta delle potenzialità? Quali sono i servizi che permettono questo, non sono per caso le scuole pubbliche? E se le scuole private decidessero di libera iniziativa di indottrinare male, spargere falsità o semplicemente di stabilire un livello alto di costo per l’educazione?
    Le economie di mercato sarebbero davvero così sane da permettere un’ammorbidimento dei prezzi? Davvero? Non credo proprio. La pecca che vedo, e che forse è già corretta dalla logica libertaria è che non si ha nessuna considerazione delle potenzialità altrui, particolarmente quelle che necessitano di lavoro e di coltura. E questo non accade gratis. Quale arrampicatura si deve continuare per entrare nel mondo accademico con le sue inevitabili corruzioni dell’intelligenza per il primato della fama e non del progresso. E quello sarebbe un mondo libertario?
    Se non c’è potenzialità non c’è progresso, con questa logica viene completamente annullato.
    Oppure credi che siano tutti mecenati che colgano subito le potenzialità e le facciano crescere?
    Queste approssimazione sull’individuo umano non portano alla libertà, che deve essere diretta discendente dell’intelletto, ma solo ad una presunzione di superiorità.

  2. cachorroquente ha detto:

    Secondo me questo tipo di argomentazioni rischiano di trovarsi di fronte a un muro non tanto perchè le persone sono indottrinate dalla propaganda socialista-statalista, quanto perchè il ragionamento collettivista è insito nella natura umana. E’ sempre pericoloso andare a ricercare le ragioni evoluzionistiche del nostro comportamento, ma mi pare difficile negare la possibilità (o meglio: l’elevata probabilità) che considerare un valore anteporre il gruppo all’individuo sia un istinto che precede la nascita dello stato moderno di molti millenni.

    Con questo non dico che è giusto utilizzare gli evasori come capro espiatorio, nè che è impossibile che il modo di vedere i rapporti tra le parti in gioco (contribuenti, evasori, stato) non si modifichi nel corso del tempo. Ma di fatto ESISTE una collettività, che spartisce alcune risorse comuni, e che nella sua maggioranza condivide delle regole, e la riprovazione nei confronti di chi rompe le regole contribuendo di meno mi pare abbastanza naturale. In una società libertaria, se io smettessi di pagare i rispettivi contributi, mi taglierebbero il gas e mi impedirebbero di usare le autostrade; non viviamo in una società libertaria ma comunque chi non paga le tasse utilizza delle risorse a scapito di altri (come fa chi si approfitta impropriamente della munificenza dello stato).
    Se tutte le persone che evadono le tasse si autodenunciassero, mettendo in atto una disobbedienza civile, sarebbe un altro discorso.

  3. Corrado ha detto:

    Per come la vedo io ci sta che si combatta l’evasione. Ma in certi casi evadere è per me equiparabile al furto per fame. Perchè se per mantenere un dipendente devo pagare un tot per il suo stipendio e un tot uguale in tasse, e su quel che rimane pago ancora il 60% tra tasse, dazi, gabelle e altro, considerato che lo Stato continua a usare l’quivalente moderno della tassa sul macinato caricando su beni indispensabili alla produzione come carburante, elettricità, acqua potabile(e non) ulteriori tasse senza poi darmi alcun servizio, risulta chiaro che il gioco non vale la candela. Se la tassazione fosse più equa e ci fosse meno pressione fiscale, sicuramente non avremmo la fuga delle aziende verso l’estero dove le persone vengono pagate metà di quanto si paga in Italia. A questo aggiungiamo il fatto che si chiudano gli occhi verso tutta una serie di aziende, soprattutto cinesi che fanno una concorrenza sleale in primis perchè non dichiarano fatturato o quasi e in seconda battuta perchè usano tutta una serie di impiegati sottopagati con la scusa dell’impresa di famiglia. In Paesi sulla carta molto più arretrati come ad esempio la Thailandia questo fenomeno è combattuto con una semplice norma: un’azienda straniera per aver senso di esistere deve dichiarare un tot consistente mensile (se no cosa ci stai a fare con un’azienda aperta) e in più deve dare lavoro a un certo numero di impiegati regolari del Paese in questione.
    Tornando a bomba…
    Inutile lamentarsi dell’evasione che sicuramente è pesante e si parla di cifre che non si vedono in altri Paesi, ma anche la percentuale di tassazione non si vede in altri Paesi.
    Riguardo al discorso dei servizi gestiti dai privati… negli USA ad esempio l’istruzione viaggia su due binari, ma non è certo quella pubblica a dare maggiore qualità, e non credo che nessuno si lamenti di un laureato a Princeton come invece succederebbe in Italia. Il problema della qualità dei servizi è legato al fatto che semmai servirebbe un controllo serrato sugli stessi. Una scuola con costi troppo elevati non verrebbe frequentata da nessuno, una con preparazione mediocre ugualmente. Sarebbe comunque il mercato a decidere. Lo Stato, delegando questo servizio si risparmierebbe tutta una serie di impellenze a cui invece deve attendere come ad esempio la salubrità delle strutture, la malattia degli impiegati, eventuali denunce, le spese di manutenzione etc. Stesso dicasi per la Sanità.

  4. fabristol ha detto:

    Scusate ragazzi se non rispondo ma la risposta sarebbe troppo lunga e complicata. in questi giorni ho poco tempo. Su quello che penso sull’evasione leggere qui: http://libertarianation.org/2012/01/11/ce-evasione-ed-evasione/

  5. lector ha detto:

    Spezziamo una lancia nei confronti di questi nostri benefattori …… 😀

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