Edgar lo sfruttatore

Sto lavorando sulla traduzione italiana dell’ultima fatica di Tomasz per poi pubblicare il video coi sottotitoli su libertariaNation durante questa settimana. Un ottimo lavoro veramente ma che secondo me deve essere associato alla lettura di Bastiat e al suo Racconto della finestra rotta. Soprattutto per chi è a digiuno di libertarismo il ragionamento del video può sembrare sconcertante, ma dopo aver avuto una comprensione più approfondita del problema e senza paraocchi la verità appare per quella che è: il salario minimo crea disoccupazione per certi lavori marginali, salari più bassi, costi più alti dei prodotti e delocalizzazione delle industrie.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

5 risposte a Edgar lo sfruttatore

  1. Filopaolo ha detto:

    Filerebbe tutto liscio se il presupposto iniziale fosse realistico. Invece non lo è proprio: esiste qualcuno al mondo felice di svolgere un lavoro come quello di Simon per una paga da fame come la sua (Simon viene presentato come un abitante di un pese occidentale sviluppato)? E in che cosa consisterebbe l’ indipendenza alla quale tiene così tanto da trovare piacevole la sua situazione lavorativa? Non viene spiegato ma, appunto, soltanto presupposto come condizione sulla quale costruire il ragionamento seguente. Mi si dirà: perché escludi che qualcuno sia contento di levare merda dalla mattina alla sera per 3 dollari l’ora? Non lo nego che esista. Come non nego che esistano i masochisti. Ma non mi sognerei mai di basare l’organizzazione interna di un ospedale partendo dalle loro esigenze. Penso cioè che tutto il ragionamento non regga perché trae una conclusione generale partendo da una premessa, se non del tutto improbabile, sicuramente minoritaria.
    Saluti

  2. fabristol ha detto:

    Filopaolo

    esistono tantissimi persone che lavorano sottocosto e che lo fanno senza protestare o addirittura con piacere. Il 90% dei ricercatori italiani è sottopagato (o addirittura lavorano gratis) e conosco decine di ragazzi che lavorano in questo settore sottopagati o addirittura gratis perché sanno che le opportunità sono poche e che prima o poi un contrattino potrebbe arrivare prima o poi. Ci sono persone che sono disposte a farlo a queste condizioni, altri no come il sottoscritto che ha deciso di andarsene. Il valore di un lavoro o della ricompensa è un fattore soggettivo, non oggettivo.

  3. Filopaolo ha detto:

    Non metto in dubbio che ci siano persone disposte a lavorare per pochi spiccioli (non ho però dubbi sul fatto che nessuno lo possa fare “con piacere”). Non è questo il punto. Ciò che volevo dire è che non si può basare una teoria generale su una premessa costruita ad arte per supportarne le conclusioni. Mi sembra banale farti notare che chi lavora per una paga da fame come quella di Simon lo fa soltanto perché, per varie ragioni, vi è costretto. E che un mondo dove la gente è felice e contenta di farsi sfruttare ( sentendosi pure indipendente) esiste solo nelle fantasie argomentative di certe teorie libertarie talmente estreme che, mi sembra, perdano del tutto qualsiasi contatto con la vita delle persone.
    Saluti

  4. Filopaolo ha detto:

    E’ una provocazione, lo so. Ma dai un’occhiata al rapporto di lavoro dell’indiano con il Casamonica: immagino che per alcuni sarebbe la società libertaria finalmente realizzata. Chi ha obbligato l’indiano a lavorare per un conosciuto criminale? Chi dovrebbe obbligare il datore di lavoro a pagare il lavoratore per la sua prestazione? E anche nel caso che all’inizio fosse stato pattuito un compenso, chi potrebbe far rispettare i patti? Chi potrebbe contestare al datore di lavoro che, per esempio, cause di forza maggiore sopravvenute in seguito, lo obbligano a non poter ottemperare agli impegni presi?

    Saluti

  5. Gongoro ha detto:

    @Filopaolo: ti sfugge una parte importante del video: le leggi sul salario minimo creano disoccupazione. Anche se Simon riceveva un salario basso, un salario basso è meglio di nessun salario. Credo che sarai d’accordo con me che la maggior parte dei lavoratori preferisce un lavoro sgradevole a nessun lavoro.

    Tu mi ribatterai che grazie allo “Stato”, Simon riceverà un sussidio. Il problema del sussidio (a parte il fatto che si tratta di soldi sottratti ad altri con la forza) è che Simon nella fabbrica non riceveva solo soldi, ma anche esperienza lavorativa. Se Simon non è in grado di aumentare la sua produttività, in un contesto di leggi sul salario minimo non sarà mai riassunto. Diventerà un disoccupato cronico, una persona cronicamente povera. Senza futuro, senza prospettive.

    Davvero credi che sarà più felice in questa situazione rispetto a quando aveva un lavoro, per quanto sgradevole?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...