Breve sunto della mentalità media italiota

“Perché il capitalismo, che vi ha dato il pc a 300€ e il latte a 1,40€ è merda, lo statalismo che vi toglie metà stipendio e ci ha regalato due guerre mondiali è una figata da foraggiare con i soldi di chi si fa il culo dal mattino alla sera.”

Da qui.

 

Advertisements
Questa voce è stata pubblicata in libertarismo, parassitismo, tassazione=schiavitù, Uncategorized. Contrassegna il permalink.

10 risposte a Breve sunto della mentalità media italiota

  1. scialuppe ha detto:

    Risposta:
    Innanzitutto c’è molto da discutere sul fatto che sia stato lo statalismo a produrre le due guerre mondiali. A me sembra una boiata pazzesca. Praticamente tutti gli stati coinvolti nelle due guerre mondiali erano stati capitalisti, e sicuramente erano stati capitalisti quelli che l’hanno iniziata. Tranne l’URSS di Stalin che è stata la principale artefice della vittoria alleata – alla faccia della propaganda statunitense. Questo non lo dico per apprezzare la dittatura staliniana, ma solo perchè è una realtà storica. A meno che tu non voglia sostenere che “capitalismo” sia sinonimo di “democrazia”.
    Secondo: non è stato il capitalismo a fornirci il pc a 300 euro ma uno sfruttamento selvaggio delle risorse naturali e in particolare della manodopera, specificamente nel terzo mondo.
    Il caffè del commercio equo (che non è un’organizzazione statalista) costa molto di più dell’altro non perchè sia beneficienza, ma perchè paga il giusto i produttori.
    La stessa cosa si può dire di tutte le materie prime che usiamo nell’avanzato occidente.
    Visto che parli dei pc, hai mai sentito parlare delle guerre per il coltan? Congo, ti dice niente questo nome?
    Mai sentito parlare del Delta del Niger? Quello è statalismo o capitalismo?
    Il latte: se lo compri direttamente dal contadino lo paghi 1 euro, non 1.40. Ma le reti distributive lo pagano 30 centesimi al contadino, che per staci dentro deve diventare un contadino industriale, ingrandire la sua azienda a scapito delle altre o chiudere, sfruttare gli animali in modo orribile.
    Se pagassimo il giusto quello che invece rubiamo, dovremmo o andare direttamente ai produttori o pagare tutto il doppio.
    Ecco perchè il capitalismo è una merda. Spero di averti risposto.

  2. marcello ha detto:

    No, non hai risposto e neppure ce la puoi fare: non capisci un tubo… Per iniziare a capirci qualcosa comincia ad andare dal contadino a comprare il latte, poi fatti due conti : aggiungi al costo del latte dato al tuo contadino (mi raccomando chiedigli lo scontrino così forse un forcone te lo tira) i costi per andarci (incluso il tuo tempo impiegato a cui puoi dare un valore che ti si addice), il costo dell’involucro, della pastorizzazione (non penserai che quello che bevi è uguale a quello appena munto), fagli anche delle belle analisi e dove lo tratti rispetta le norme igienico sanitarie (se le riesci a trovare e se ci riesci a capire qualcosa…) . Poi raccontaci quanto lo paghi alla fine.

  3. fabristol ha detto:

    Per Scialuppe

    credo che dovresti pensare un paio di volte prima di scrivere certe cose:

    “Praticamente tutti gli stati coinvolti nelle due guerre mondiali erano stati capitalisti, e sicuramente erano stati capitalisti quelli che l’hanno iniziata.”

    Parli sempre di stati, non te ne accorgi? La cornice è la stessa, lo stato, i metodi per gestirlo diversi: catpialismo, socialismo, teocrazia ecc.

    “non è stato il capitalismo a fornirci il pc a 300 euro ma uno sfruttamento selvaggio delle risorse naturali e in particolare della manodopera, specificamente nel terzo mondo.”

    Chissà cosa farebbero nel terzo mondo senza lo sfruttamento selvaggio. Sicuramente sarebbero tutti felici e contenti nel loro paradiso naturale. Anzi sai cosa ti dico? Faccio una legge che proibisce di costruire qualsiasi prodotto di massa nei paesi poveri (chiamala povera la Cina vabbè). Sono sicuro che saranno elici di non lavorare più.

  4. scialuppe ha detto:

    Marcello: strade come quelle che stai descrivendo le percorro di già. Visita il mio blog di cui metto il link qui sotto se vuoi avere un’idea. Per il latte, nello specifico, ci stiamo organizzando proprio in modo molto simile a quello che dici. Hai mai visto i distributori di latte fresco a moneta? In veneto stanno fiorendo…
    Quanto agli insulti, ti qualifichi da solo con il tuo livello di discussione. Continua così.

    Fabristol: guarda che non sono certo un sostenitore dello stato. Ma sei stato tu con il tuo post a parlare delle due guerre mondiali, che furono per l’appunto scontri tra stati.
    Quanto all’ultimo tuo paragrafo, scusa se te lo dico ma è una boiata. Non mi sono espresso contro la produzione di beni di consumo, mi sono espresso contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, giusto per usare una frase abusata, e contro lo sfruttamento insostenibile delle risorse naturali.
    Lo sfruttamento in questione è la base del sistema capitalistico che tu sostieni. Certamente, si può anche ipotizzare che esistano sistemi capitalisti non basati sullo sfruttamento ma allora vorrei che di capitalismo mi dessi una definizione. Esistono altri modelli sociali. Orwell era un socialista libertario, ad esempio. Tu metti “Animal farm” in bella mostra sul tuo blog ma se ti leggi Omaggio alla Catalogna o Il leone e l’unicorno vedrai che era un sostenitore della proprietà collettiva dei mezzi di produzione.
    Dei mezzi di produzione, non del frutto del proprio lavoro. È il sistema zapatista ad esempio, l’ho visto in azione e funziona.

  5. Filippo ha detto:

    Scialuppe, combattere lo sfruttamento dell’uomo ai danni dell’ambiente e degli altri uomini e’ molto nobile. Mi sfugge pero’ come questo si concilii pero’ con il commercio equo solidale, che per le coltivazioni non prevede certo lo sfruttamento dell’aria, e che crea difficolta’ aggiuntive alla maggior parte dei produttori.

  6. scialuppe ha detto:

    -> “crea difficolta’ aggiuntive alla maggior parte dei produttori.”
    ???
    Fonti please.
    Io sono coinvolto nell’importazione diretta di caffè da cooperative di produttori e non mi pare proprio che gli creiamo problemi, tant’è vero che continuano a venderci il caffè da più di cinque anni anche se non gli manca certo la possibilità di venderlo ad altri. Che ci possano essere stati dei progetti problematici del commercio equo è possibile, ma da qui a dire che mette nei guai i produttori ce ne passa. Posta qualche fonte per favore.
    L’idea di base del commercio equo è favorire le coltivazioni sostenibili. Ad esempio noi favoriamo la coltivazione di caffè all’ombra di alberi da frutto di vari tipi anzichè in monocoltura di palme da olio. In questo modo le altre piante producono sia per l’autoconsumo che per la vendita, mentre il caffè va per la vendita.
    Ho partecipato anche allo sviluppo di un progetto di apicoltura, che sta andando avanti dal 2003. Con una spesa di meno di duemila euro abbiamo acquistato arnie ed attrezzature, e con il ricavato dell’apicoltura si sostiene la scuola della comunità. La gestione delle api è in mano ad un gruppo che se ne occupa collettivamente. Hanno iniziato tre vecchietti e adesso han preso il loro posto dei giovani. Progetto autosostentantesi di collettivismo libertario anticapitalista. Niente assistenzialismo, niente stato, e giustizia sociale dal basso. Mi sembra meglio del capitalismo sinceramente.

  7. Filippo ha detto:

    La fonte e’ sempre quella (che a quanto ne so e’ alla base di – o almeno riassume – tutte le voci critiche verso il modello): l’analisi dell’Economist del 2006 intitolata “Why ethical shopping harms the world”.
    Non trovo l’articolo in rete, ma se butti il titolo su Google trovi vari spunti che lo riassumono. Le critiche sono piu’ d’una, ma quella che mi interessa di piu’ sostiene che il modello, incoraggiando la produzione, contribuisce a fare abbassare i prezzi a principale detrimento degli agricoltori che non producono con certificazione equo solidale (la quale e’ peraltro concessa con criteri nons empre chiari e in qualche modo “politici”…Ovviamente non sara’ il tuo caso, come non lo e’ per quelli coinvolti a cui ho opposto l’obiezione :-)).

    Ciao

    Filippo

  8. scialuppe ha detto:

    “il modello, incoraggiando la produzione, contribuisce a fare abbassare i prezzi a principale detrimento degli agricoltori che non producono con certificazione equo solidale”
    beh, strano che un fautore del capitalismo e del libero mercato usi questa come critica, vista che questo è un meccanismo di libero mercato di base.
    Io però dubito che sia vero in quanto noi paghiamo un prezzo più ALTO e non più basso, quindi in teoria dovremmo calmierare il mercato verso l’alto. E dubito che favoriamo la sovrapproduzione in modo significativo visto che copriamo una parte insignificante del mercato globale del caffè e del cacao.
    Che la concessione della certificazione equosolidale sia politica lo puoi mettere senza virgolette. Ci mancherebbe che venisse concessa ai grossi latifondisti che sfuttano la manodopera bracciantile e alle grandi piantagioni monocolturali! Questo lo lasciamo fare ai capitalisti. Stavo per dire a “voi” capitalisti ma mi sono trattenuto: dopotutto voi siete solo degli ideologi in buona fede.

  9. Filippo ha detto:

    “beh, strano che un fautore del capitalismo e del libero mercato usi questa come critica, vista che questo è un meccanismo di libero mercato di base.”

    Chi e’ il fautore del capitalismo che la usa come critica?

    E’ tutt’altro che strano, comunque, e mi stupisco della naivete’ dell’obiezione: se il modello A si oppone al modello B e poi ne ripropone i meccanismi che ferocemente osteggia, il minimo che si possa fare e’ rilevarne il fragoroso paradosso.

    Ciao!

    Filippo

  10. scialuppe ha detto:

    Se preferisci puoi sostituire la frase
    In parole povere: tu che sei (anarco)capitalista accusi me di applicare i principi del capitalismo, proprio me che non li applico.
    con
    In parole povere: tu che sei (anarco)sostenitore del libero mercato accusi me di applicare i principi del libero mercato, proprio me che non li applico.

    Non dico che le due affermazioni sono equivalenti, dico che puoi sceglere quella in cui tu ti riconosci di più.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...