Meccanismi instrinseci de’ mei cojoni

Spesso quando critico il sistema democratico qualcuno mi fa notare che la democrazia ha un sistema di autocorrezione intrinseco che le permette di lavorare al meglio. L’idea è che se un governo fa male viene “licenziato” alla prossima legislatura.

La cosa è così ridicola che mi basta accennare a due problemi intrinseci -questi sì – alla democrazia. Il primo è che il voto della maggioranza non assicura una scelta ragionata dei migliori candidati. Al contrario spesso il voto va al miglior psicopatico di turno. Secondo, i partiti si mettono oramai sempre d’accordo su tutto per rimanere in sella e i due più grandi partiti (in tutte le democrazia odierne) non fanno altro che perseguire le stesse politiche. Quindi c’è poco da cambiare.

Chiederei a questi difensori della democrazia di spiegarmi come cazzo si fa a licenziare il governo Monti e a giudicarlo alle prossime elezioni.

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9 risposte a Meccanismi instrinseci de’ mei cojoni

  1. Gabriele ha detto:

    ecco, un’idea: questa è una democrazia parlamentare; se non ti piace un governo, alle prossime elezioni non voterai candidati, o partiti, che lo hanno supportato.

    Comunque, sì; la democrazia, tra i sistemi di governo possibili, è quello migliore, anche se ci sono molti “se”: se non si trasforma in dittatura della maggioranza, o di minoranze organizzate, se esiste un sistema efficace di checks and balances, se il governo rimane limitato, etc.

    In una società aperta, che presuppone la democrazia, le critiche possono essere motivo di miglioramento. Mi chiedo però quale alternativa sia possibile e desiderabile (non come utopia ma come realtà), e non trovo una risposta. Quindi, mi tengo stretto l’ideale democratico, e lotto perché le nostre democrazie siano sempre meno democrazie “reali”, degenerate.

  2. lector ha detto:

    L’inefficienza della democrazia deriva principalmente dal fatto che i rappresentanti eletti sprecano la maggior parte del tempo e delle risorse a loro disposizione per garantirsi la continuità di potere, assicurandosi le clientele, evitando le scelte impopolari, distribuendo prebende e sinecure ai propri sostenitori. Ne deriva un sistema complessivamente inefficace e inefficiente, anche se non saprei veramente come sostituirlo: e questa è la trappola in cui cadiamo tutti, nella nostra qualità di elettori.

  3. Filopaolo ha detto:

    Fino a che punto il regime democratico sia una mistificazione data in pasto alle masse per illuderle di avere in mano il potere ed il fatto che tutti i regimi siano in realtà gestiti da ristrette élites è stato spiegato egregiamente da Gaetano Mosca più di un secolo fa. per chi no lo conoscesse ancora una guardata ai suoi scritti è illuminante sull’argomento.
    Saluti

  4. lector ha detto:

    @–>Filo
    La malattia la conosciamo. Dacci una cura che non sia meramente placebica.

  5. Tizio ha detto:

    “data in pasto alle masse per illuderle di avere in mano il potere”

    Dissento totalmente. La democrazia funziona solo dove l’elettore non è un cretino e pensa al bene della comunità. Inutile prendersela con i politici.

    Da decenni abbiamo un esercito di sussidiati che vota per mantenere i sussidi, sulle spalle di categorie meno protette. Questi bastardi sono tra noi, e HANNO il potere, altro che illusioni di potere.

    Da decenni abbiamo esempi di bifolchi semianalfabeti che hanno trovato un ruolo da leader politico, altro che elite. Magari ci fossero le elite.

  6. Filopaolo ha detto:

    @ lector
    avessi una cura pronta avrei già vinto il nobel. Sicuramente il sistema di democrazia rappresentativa che conosciamo non funziona (in Italia totalmente ma anche negli altri paesi politicamente più avanzati del nostro la situazione è problematica) e il fatto che, come dicono molti, sia il meno peggio disponibile, lascia intatti i problemi e infonde un sentimento di rassegnazione diffusa.
    Un sistema di democrazia diretta (oggi tecnicamente possibile) nel quale i cittadini votano direttamente le proposte legislative risolverebbe alcuni problemi fondamentali come ad esempio quello delle promesse preelettorali e le continue dichiarazioni di intenti puntualmente disattese. A chi replica che la situazione diverrebbe ingestibile e la gente sarebbe vittima dei demagoghi direi di guardarsi attorno. A chi replica che i cittadini non sono competenti ricorderei le performances dei nostri attuali rappresentanti. Penso invece che affidare un compito tanto importante a tutti i cittadini accrescerebbe la responsabilità individuale e stimolerebbe su ogni questione un salutare dibattito pubblico. Per non parlare dei soldi risparmiati.

    @ Tizio
    L’ “elettore non cretino” come elettore-tipo è una finzione argomentativa come il classico elettore-che-vota-secondo-coscienza al quale fanno sempre riferimento (sapendo di mentire) i politici ruffiani del popolo. Un qualsiasi esperto di comunicazione ti spiegherebbe che la stragrande maggioranza degli elettori appartengono invece propria alla categoria dei cretini (ma ovviamente non vengono chiamati così). In altre parole è l’emotività (più del 90 per cento) che decide dei risultati elettorali e non la razionalità (meno del 10 per cento). Un’occhiata attenta al livello della comunicazione politica non solo da noi ma anche all’estero ti dovrebbe togliere qualsiasi dubbio al riguardo.
    Saluti

  7. lector ha detto:

    @—>Filo
    Un sistema di democrazia diretta (oggi tecnicamente possibile) nel quale i cittadini votano direttamente le proposte legislative
    Beh, la domenica mattina, invece d’andare a messa a fellare il prete (tempo sprecato), tutti collegati sul web a votare i disegni di legge. Magari! Roba da svisseri, loro sì che potrebbero arrivarci senza tanti sforzi. Ma il fatto è che lì da loro funziona anche la democrazia rappresentativa, perché gli eletti non son altro che lo specchio degli elettori, purtroppo. E un popolo di cialtroni rimane un popolo di cialtroni.

  8. Filopaolo ha detto:

    @ lector

    Sarebbe molto più facile di quanto crediamo. Pensa a come è stato organizzato l’ultimo censimento: ad ognuno è stata assegnata una password con la possibilità di rispondere alle domande direttamente on line. Perché lo stesso sistema non potrebbe essere adottato per votare sì o no alle proposte di legge? Pensa anche a come questo sistema spingerebbe la gente ad informarsi su tutte le questioni che la riguardano invece di delegare sperando e poi lamentarsi per i mancati risultati.
    Saluti

  9. astrolabio ha detto:

    il ragionamento funziona così.
    se c’è l’aanarchia si formano i monopoli quindi serve uno stato.
    ma lo stato è un monopolio.
    ma lo stato ha le elezioni e ti grantisce un meccanismo di concorrenza simulato (perchè dovrebbe funzionare meglio della concorrenza vera non si capisce)
    in realtà i 2 maggiori partiti hanno un market share superiore al 50% quanto basta per avere l’equivalente del 100% in un merkato libero. il comportamento più razionale per due soggetti così è colludere ma allo stesso tempo apparire estremamente differenziati all’esterno.

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