La potenza di un meme

Le idee, si sa, possono cambiare il mondo. Eppure per chi come noi lavora ogni giorno per diffondere il principio di non aggressione le cose non sembrano così rivoluzionarie. Ore e ore di fronte ai libri per informarci; ore e ore di fronte al PC per informare; ore e ore su internet in discussioni senza fine; spesso le famiglie, i partner o gli amici intorno a noi non sospettano quello in cui crediamo, spesso è difficile perfino incominciare a parlarne e ci rinunciamo in partenza.

Eppure esistono storie come questa che ti riempiono il cuore. Il meme più rivoluzionario della storia moderna, quello libertario, ha potuto fare breccia sul mondo reale e ha cambiato la vita di un uomo. Spesso penso alle nostre vite come a lunghe e dritte colonne che vanno verso l’alto: a volte si spezzano, altre volte cambiano direzione in modo repentino, altre volte si incrociano con altre. Senza Ron Paul, senza Mises la colonna di Chris sarebbe continuata nel suo tragitto, avrebbe spezzato altre colonne, avrebbe perpetuato un sistema criminale.

Questo mi conforta: significa che quello che facciamo qui sul web ma anche nella nostra vita personale ha delle ripercussioni anche serie sul mondo reale. Ho “convertito” (passatemi il termine) in passato diversi blogger e anche alcuni amici nella vita reale ma ho sempre visto questa contaminazione memetica come uno sfizio intellettuale. E invece possiamo fare la differenza, anche una frase su un blog, un tweet su Twitter, una vignetta satirica ma pungente postata su Facebook, tutte queste piccole cose hanno un peso alla fine. Esiste un processo di causa-effetto. Come quelle biglie legate a dei fili che si colpiscono l’una con l’altra: ogni volta che ci trasmettiamo un meme questo passa ad altri, come la forza di quelle biglie.

Chiunque sia lì dall’altra parte dello schermo che mi legge e crede nel principio di non aggressione, prenda una tastiera e si metta a scrivere o a condividere qualcosa di libertario. Lasciate il segno in questa vita, spargete il meme più che potete e forse un giorno il mondo sarà un posto migliore.

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4 risposte a La potenza di un meme

  1. Franco Grassi ha detto:

    Ciao.

    Gia’ lo faccio su facebook, ed il numero di persone che frequenta la mia pagina, ma che sono a me ed anche ai miei amici estranee, e’ impressionante. Potenza del meme?

    La mia personale teoria e’ che il meme libertario non attacca sulla maggior parte della popolazione, quelli che per loro costituzione sono alla ricerca di un gregge dentro cui disperdersi. Invece attecchisce sulla parte piu’ intelligente e originale, un elite, come quella che lotto’ per l’Indipendenza dalla corona inglese. ERANO UNA RISTRETTA ELITE NON DIMENTICHIAMOCELO MAI!!

    Siccome l’uguaglianza sembra un tabu’ anche fra i libertari, nessuno sembra voler accettare che il libertarianesimo sia uno stile di pensiero e di vita per pochi eletti, per cui predichiamolo pure, ma senza aspettarci di raggiungere i nostri obiettivi.

    COsa ne pensi?

    Franco

  2. fabristol ha detto:

    Caro Franco

    benvenuto sul mio blog personale. Sono d’accordo con te sulla elite. Ma l’elite può crescere in maniera significativa con l’istruzione, con internet e con la viralità dei memi. Nel senso che esistono persone intelligenti, d’elite appunto, che per cultura familiare, istruzione o caso, sono socialiste, o comuniste o fasciste. Esiste un bacino d’elite a cui possiamo attingere quindi. Un tempo l’elite consapevole era solo lo 0.0001% della popolaizone mondiale. Oggi forse il 5%. E questo grazie alla maggiore diffusione della cultura e di internet

  3. Fabrizio ha detto:

    Da qualche mese anche io mi sono “convertito” e tutto è iniziato tramite Internet ed è seguitato con un lunghissimo studio in materia.
    Oggi non manca giorno o occasione per ricordare a me stesso le seguente verità:

    «In realtà, cos’è lo Stato se non criminalità organizzata? Cos’è la tassazione se non furto su scala gigantesca e incontrollata? Cos’è la guerra se non omicidio di massa che una polizia privata non potrebbe mai commettere? Cos’è la coscrizione se non schiavitù di massa? Possiamo immaginare una polizia privata che riuscirebbe a farla franca se mettesse in atto solo una piccola parte dei misfatti perpetrati abitualmente e impunemente dagli Stati? … Uno dei fattori che permette ai governi di compiere quelle mostruosità che abitualmente commettono è il senso della legittimità conferita loro da cittadini inebetiti. Il cittadino medio … è stato condizionato a tal punto da accettare l’idea … che lo Stato è il suo sovrano legittimo e che sarebbe cattiveria o pazzia rifiutarsi di obbedire a suoi dettami…»

    Fabrizio

  4. fabristol ha detto:

    Ben detto! Quello che mi dici mi ha ricordato questo video che abbiamo fatto qualche tempo fa:

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