La Chiesa cattolica come parte integrante della macchina statale

BAGNASCO: RAPPORTO CON POLITICA SPETTA CEI, REGOLA MAI ABROGATAIl rapporto tra Chiesa Cattolica e potere politico è sempre stato molto intimo fin dalla sua costituzione come religione ufficiale dell’Impero sotto Costantino. Quindi non stupisce di certo il fatto che la Chiesa abbia sempre appoggiato partiti e governi che le erano amici. La contrarietà della Chiesa nei confronti dei matrimoni tra omosessuali non è una novità ma in quest’ultimo periodo è tornata alla ribalta dopo il sì del parlamento francese alla legge sul matrimonio gay.

Con le sue uscite a difesa dell’istituzione familiare eterosessuale la Chiesa Cattolica dimostra ancora una volta quanto sia di fatto parte integrante della struttura statale. Non parassita quindi, né competitrice ma vera e proprio meccanismo centrale nella costituzione, mantenimento e difesa dello Stato.

Il matrimonio come istituzione garantita dallo Stato – badate bene quindi che non parliamo solo di quello religioso ma anche di quello civile – viene visto come un dogma religioso non come una legge qualunque che permette a due individui di firmare un contratto. In un contesto astatuale quindi la Chiesa si troverebbe completamente spaesata perché a sentire i suoi rappresentanti è di vitale importanza per la società e per l’essere umano come specie che il matrimonio sia garantito dallo Stato, e solo da quello. Paradossalmente gli alti prelati della Chiesa danno più importanza al matrimonio garantito dallo Stato che non a quello garantito dal loro dio. Se fosse infatti il contrario, cioè il primato del contratto di fronte a dio rispetto allo Stato, allora non ci sarebbe alcun problema, perché il matrimonio religioso è garantito dalla legge e libero. Nessuno infatti costringe la Chiesa a sposare due gay con matrimonio religioso.

Quindi quando un Bagnasco sbraita contro le nozze gay non fa altro che atteggiarsi non a difensore della Chiesa o del contratto religioso di fronte a dio ma a semplice paladino dello Stato e della sua violenza.

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7 risposte a La Chiesa cattolica come parte integrante della macchina statale

  1. Monsieur en rouge ha detto:

    «non fa altro che atteggiarsi non a difensore della Chiesa o del contratto religioso di fronte a dio ma a semplice paladino dello Stato e della sua violenza»

    Invece se si atteggiasse a difensore della Chiesa non sarebbe paladino di altrettanta violenza?

  2. fabristol ha detto:

    Ma in quel caso sarebbe solo un fatto interno alla loro religione. E ognuno sarebbe libero di accettare di farne parte o meno.

  3. Monsieur en rouge ha detto:

    Non è così: io non sono libero di bestemmiare in pubblica piazza, la mia ragazza o qualunque altra donna che lo volesse non è libera di ricorrere a metodi contraccettivi che non piacciano ai preti e ai medici obiettori, perché lo Stato si fa paladino della Chiesa e della sua violenza. Come vedi, il discorso funziona anche al contrario. Sul fatto, poi, che accettare di farne parte o meno sia una libera scelta, devo dire che ho i miei dubbi: milioni di persone fanno parte della Chiesa per una scelta non loro, ma dovuta alla tradizione, all’imposizione culturale, alle convenzioni sociali. Ache queste sono tutte imposizioni violente.

  4. fabristol ha detto:

    Mah con me su questi temi sfondi una porta aperta. Infatti il post parla esattamente di questo: la chiesa è lo stato e lo stato è la chiesa. Non esiste confine tra le due istituzioni. Se muore lo stato muore la chiesa, se muore la cheisa muore lo stato.

  5. Monsieur en rouge ha detto:

    Beh, io non volevo sfondare nessuna porta 🙂

  6. Kirbmarc ha detto:

    Libera Chiesa, libero Stato, il popolo sempre servo rimane…

  7. Pingback: Sei tu | Buseca ن!

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