FAQ

Qui di seguito le frequently asked questions sempre in aggiornamento.

Cosa è il libertarismo?

La più difficile delle domande. Proverò usando una frase semplicissima, un’assioma da cui deriva tutta la filosofia: il libertarismo è quella visione politica per cui ogni persona ha il diritto di vivere la sua vita in qualsiasi modo voglia a meno che questo non contrasti con la libertà altrui. Questa è la Bibbia del libertario, l’unico comandamento da cui deriva tutto il resto. Ciò significa che nessuno -persona, gruppi di persone, governi ecc. – ha diritto di decidere della vita altrui. In questo senso lo Stato -l’idea stessa di Stato- è il nemico numero uno del libertario perché attraverso la coercizione, la tassazione e la violenza limita le libertà degli individui.

Ma come è possibile vivere senza stato? Il mondo crollerebbe, non esisterebbe più controllo, il caos regnerebbe!

I preti per millenni hanno ripetuto che senza la religione l’uomo è perduto, che le società senza la guida di dio si sarebbero trasformate in un inferno sulla Terra. Giustificavano questo (e giustificano tuttora questo) adducendo che senza religione non esiste morale o etica e che gli uomini si comporterebbero come animali. Oggi sulla Terra vivono un miliardo di non credenti e paesi come la Svezia, Finlandia o il Regno Unito hanno più del 50% di non credenti. Nessun inferno evidentemente. Questo perché l’etica e la morale vengono prima dell’invenzione della religione. E’ la religione che si basa sull’etica umana e non il contrario.

Stesso discorso per lo Stato. Gli statalisti come i preti vi dicono che senza lo stato non ci sarebbero regole e sarebbe un inferno in Terra. Le regole, l’ordine, la società vengono prima dell’invenzione dello stato.

Ma senza stato non ci sarebbe il welfare e i poveri moriranno di fame!

Un’altra “misconception”. In realtà le società moderne sono ricche e benestanti NONOSTANTE lo stato, non grazie allo stato. E non è un caso che le società dove lo stato interviene meno siano quelle dove ci sia più ricchezza. La povertà esiste sempre e comunque Anzi, spesso è lo stato ad essere fonte di povertà, classismo e razzismo. Tassando e limitando le attività commerciali tra individui diminuisce la produzione, i posti di lavoro e il libero scambio. In più tassando i prodotti (beni di consumo e cibo) rende più difficili la vita di chi ha pochi soldi. E chiedetevi questo: lo Stato ha veramente risolto il problema della povertà? La risposta è no. I poveri nei nostri stati moderni sono a milioni e nessuna politica statale potrà mai ridurne il numero.

Ma allora perché esiste lo Stato?

Lo Stato è una macchina comandata da pochi per il benessere di pochi a discapito di tutti. Lo stato è un meccanismo diabolico che permette a politici, imprenditori, preti e burocrati di vivere alle spalle della collettività. L’obiettivo (spesso inconscio) è quello di mantenere il potere di una casta di intoccabili, veri e propri parassiti che ogni giorno rubano i VOSTRI soldi facendovi credere che è per il vostro bene.

Perché ce l’avete sempre contro le tasse?

I libertari non sono contrari al pagamento delle tasse per principio. Un libertario è felice di pagare un’imposta per un servizio che gli viene dato. Il problema è che la maggior parte delle tasse, come IVA, tasse sugli immobili o su rendite finanziarie ecc. non servono per il pagamento dei servizi. Sono balzelli, dazi, pedaggi, tributi che vengono imposti dai parassiti per poter vivere alle vostre spalle e per farvi credere che lo stato serva a qualcosa. In più questo tipo di tasse hanno lo scopo di livellare la società, evitare che i cittadini possano avere successo nella loro carriera o con la loro azienda. Solo chi è amico dei parassiti può arrivare al successo: gli imprenditori confederati e le lobbies dei commercianti per esempio che ricevono aiuti, finanziamenti ecc. dallo stato. Chi non ha le mani in pasta è escluso dal gioco.

Ma i soldi delle tasse vanno ai servizi! Senza tasse non ci sarebbero strade, ponti, polizia ecc.

Questo è quello che vogliono farvi credere LORO. Solo una minima parte del denaro rubato con tasse, balzelli e costrizioni varie va ai servizi, che potrebbero essere tranquillamente concessi a privati. Il 90% delle tasse va a riempire le tasche dei parassiti e a mantenere la macchina infernale dello stato per potervi spillare ancora più soldi.

Ma è immorale!

Immorale è rubare il lavoro altrui con la forza, immorale è rubare il denaro altrui con la forza, immorale è limitare la libertà dei singoli per un fantomatico bene collettivo. Il libertarismo pone di fronte all’umanità un dilemma morale: è giusto o sbagliato il furto? E’ giusta o sbagliata la violenza della maggioranza contro il singolo?

Libertarismo, liberalismo, liberismo. Che differenza c’è? A me pare lo stesso!

Uno degli errori più comuni quando si affronta il libertarismo è la confusione con altri termini come liberalismo, liberale ecc. ecc. Chiariamo subito una cosa: libertarismo e liberalismo sono lontani cugini ma non sono fratelli. Il liberalismo si fonda sulla difesa e sulla promozione di democrazia, diritti umani, libertà dell’individuo, capitalismo ecc. Ma sempre all’interno di una cornice statale. Cioè lo stato è promotore di idee liberali. Al contrario il libertarismo pur avendo come base la difesa delle libertà individuali ed economiche non concepisce che un governo o uno stato intervengano sulla vita di un individuo.

Il termine libertarismo deriva dall’inglese libertarianism alla cui concezione ha contribuito in modo fondamentale la scuola di pensiero economica definita Scuola Austriaca. Il termine viene utilizzato negli USA, ma non deve essere confuso col suo omonimo di origine europea. Il libertarismo di cui si parla in questo blog è quello dell’accezione austriaca e utilizzato in USA. Questo crea molta confusione in Europa, perché il termine libertarismo nel Vecchio Mondo è associato alla sinistra socialista: il cosiddetto socialismo libertario che ha legami col marxismo e l’anarchismo collettivista (vedi domande successive) ma che non è imparentato col libertarianism di concezione americana.

Cos’è l’anarchia?

Anarchia deriva dal greco ἀναρχίᾱ e significa senza-governo. In quest’accezione Anarchia NON è sinonimo di caos, disordine ecc. Questi termini spesso sono associati e/o confusi l’uno con l’altro. Quando un anarchico nomina l’Anarchia la intende nell’accezione “senza governo”.

Anarchia NON è sinonimo di anomia, cioé mancanza di norme e regolamenti. Norme e regole vengono prima della nascita di uno stato e sono costitutive delle società umane. Non esistono società umane senza regole.

Che differenza c’è tra gli anarchici collettivisti e gli anarchici individualisti?

Questo punto è importante perché motivo di confusione. In breve: la differenza tra un anarchico collettivista e uno individualista sta nel concetto di proprietà privata. Secondo i collettivisti la proprietà privata non è un diritto e anzi deve essere attivamente eliminata dalla società. Per ottenere questo i collettivisti sognano di collettivizzare (appunto) i mezzi di produzione e la proprietà privata in generale formando le cosiddette “comuni”, cioè comunità di uomini liberi che decidono democraticamente l’organizzazione senza alcun governo o stato.

Gli individualisti, al contrario, considerano la proprietà privata un diritto fondamentale e in un certo senso un’estensione della propria persona.

Perché secondo te l’anarchismo collettivista sbaglia?

Per prima cosa perché penso che la proprietà privata sia un diritto dell’individuo e che questo diritto nasca dal lavoro che ci ho messo per ottenerla. In secondo luogo per eliminare la proprietà privata bisogna usare metodi di coercizione e polizia che solo un governo di uno stato dittatoriale può utilizzare. Ma allora come si può eliminare lo stato se per mantenere l’anarchia colettivista bisogna utilizzare la coercizione dello stato? Questo è il paradosso del collettivismo.

Il libertarismo è di destra o di sinistra?

Il libertarismo non è di destra né di sinistra anche se può avere qualcosa in comune con alcuni dei temi della destra e della sinistra (mi riferisco alla suddivisione europea di destra/sinistra). I temi comuni con la sinistra sono quelli relativi alla protezione delle minoranze etniche, religiose, di genere sessuale ecc., l’antipatriottismo, l’antimilitarismo. I temi comuni con la destra riguardano il libero mercato, la proprietà privata e qualche volta l’individualismo. In realtà sia sinistra che destra europee hanno più cose in comune tra di loro che non con il libertarismo.

Quanti tipi di libertarismo ci sono? I libertari che conosco io dicono cose diverse dalle tue!

Di libertarismi ce ne sono tanti quanti sono i libertari. Ed è giusto e naturale che sia così, perché il libertarismo non si basa su alcun dogma o ortodossia scritta, né chiesa o religione immutabile. Di seguito un elenco non completo dei vari tipi di libertarismo che potrete trovare anche su Wikipedia: anarco-capitalismo, minarchismo, paleolibertarismo, left-libertarismo, oggettivismo, pananarchismo, transumanesino libertario, biolibertarismo ecc. ecc.

I libertari sono pacifisti?

Direi che sono contro la violenza e la guerra, ma non sono un movimento pacifista come quello degli anni 60 per dire. E’ intrinseco nel concetto stesso di libertarismo che la violenza contro un altro individuo non è consentita a meno che non si parli di autodifesa. Si chiama principio di non-aggressione. Tuttavia un libertario prenderebbe le armi per difendere se stesso, la sua famiglia, la sua proprietà, la sua libertà.

E allora perché c’è tutta questa passione per le armi?

Non è passione per le armi. La richiesta di armi per uso personale da parte di alcuni libertari si basa sul concetto che se ogni uomo potesse difendersi (la propria vita, proprietà e libertà), allora lo stato avrebbe difficoltà a minacciare la libertà dell’individuo. Infatti gli stati per definizione hanno il monopolio della forza in un territorio e non consentono che altri gruppi o individui possano competere. In realtà questo “culto” per le armi non è comune a tutti libertari.

Come vedete la proprietà privata? Perché è così importante?

La proprietà privata è uno dei capisaldi del libertarismo individualista ed è un concetto che ci differenzia dagli anarchici collettivisti (vedi sopra). In un certo senso la proprietà privata è un fenotipo esteso della persona, perché per ottenerlo si sono spese energie e tempo della propria vita. Chiunque tenta di sottrare la proprietà privata di un altro individuo sta attentando alla stessa vita di quell’individuo.

I libertari sono capitalisti?

Sì ma non nel senso comune e ahimé errato del termine. Libero scambio è sicuramente preferibile come termine rispetto a capitalismo che ormai ha in sé connotati negativi come cattiveria, dominanza, avidità, sfruttamento ecc. Provate a utilizzare “libero scambio” al posto di capitalismo: è tutta colpa del libero scambio selvaggio! questa crisi nasce dal libero scambio. Quello è solo un lurido sporco liberoscambista! ecc. ecc.

Lo scambio di beni (oggetti o idee) è per sua stessa natura consensuale e fa parte della natura umana. Sì, i libertari amano il libero scambio e faranno di tutto per evitare che lo stato si intrometta tra due liberi individui. Il capitalismo di cui si parla (sempre male) in realtà non è mai esistito e non esiste. Infatti gli stati regolano i commerci e gli scambi e non esiste a tuttora nessun esempio di puro capitalismo di una certa rilevanza.

Il libertarismo è un movimento rivoluzionario?

Sì ma solo nel senso individualista del termine. Il libertarismo è una filosofia di vita prima che politica che punta a svegliare le coscienze del singolo, non delle masse. La rivoluzione è capire quale è il proprio posto nella comunità e imparare a difendersi dai manipolatori delle masse. Il libertarismo è un movimento rivoluzionario del singolo individuo.

Quindi pensate di cambiare il mondo con una rivoluzione culturale?

No. Solo le filosofie politiche socialiste come il comunismo, il cristianesimo e l’islam pensano di poter cambiare il mondo. I libertari non vogliono cambiare il mondo, vogliono essere lasciati in pace dal mondo.

Non si tratta quindi di eremetismo, fuga dal mondo ecc.?

Essere libertari non significa essere asociali. La maggior parte dei libertari ama vivere in comunità ed è pronta a firmare per vivere in una comunità libertaria. Una comunità però dove viene rispettata la possibilità di scelta.

Qual è il rapporto con la religione?

Il sentimento religioso e/o la filosofia di vita di un individuo sono un fatto personale. Il libertarismo è una filosofia amorale e quindi difficilmente può essere associata ad alcuna religione. E’ anche vero che certe religioni se prese alla lettera possono collidere col libertarismo (vedi cattolicesimo e islam).

Ma spesso i libertari se la prendano con la Chiesa!

Sì è vero. Si chiama anticlericalismo. Molti libertari considerano il clericalismo, cioè quella tendenza del clero (cristiano, islamico, ebraico, buddista ecc.) ad utilizzare lo stato come strumento per il proprio interesse economico e di parte, come uno dei più grandi mali dello statalismo. I preti sono parassiti come lo sono i politici, i grandi industriali e chiunque utilizzi lo stato per i propri interessi. In più le grandi religioni organizzate hanno sempre fatto patti con gli stati totalitari per avere potere, denaro e accesso alle nuove generazioni da plasmare. Ma non tutti i libertari si riconoscono nell’anticlericalismo.

Qual è il rapporto con gli Stati Uniti d’America? Perché molti libertari guardano agli USA come esempio?

Storicamente il libertarismo ha parte delle sue radici in USA. Ma i libertari fanno riferimento all’America dei primi fondatori, non a quella attuale, la quale dal punto di vista socialista non ha niente da invidiare ai paesi europei. Non tutti i libertari però sono così “filoamericani”.

Siete consapevoli che quella che volete è un’utopia?

Sì è un’utopia. Ma una volta capito il sistema diabolico è difficile stare fermi a guardare, pur rendendosi conto che lo stato esisterà sempre e che, anche se abolito nel caso di piccole comunità indipendenti, ritornerà sempre nelle sue forme attuali.

Faccio sempre l’esempio del medico: il medico sa che non può sconfiggere la morte, ma continua a curare i malati e cerca in tutti i modi di alleviare le sofferenze e allontanare il più possibile la morte. Ecco, il libertarismo è una medicina che non può sconfiggere la morte ma che l’allontana.


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