Il dilemma della tassazione come furto

cipro_rapinaUno dei capisaldi della teoria libertaria è l’equivalenza tra tassa e furto. Se prendere i soldi senza consenso è furto tra due persone infatti, non si capisce perché una persona che rappresenta un governo non dovrebbe essere considerata alla stregua di un ladro. Inoltre basterebbe fare questo gioco mentale molto semplice per scovare l’inganno. Se il ladro A non riesce a rubare dal conto di B, può semplicemente entrare in politica, mettere una tassa che colpisce in particolare solo A o quelli come lui e aumentarsi lo stipendio pubblico.

Tanto logico e tanto semplice per noi libertari ovviamente ma non per chi libertario non è. Chi è cresciuto in questo mondo è stato indottrinato fin dalla nascita a credere che A non è sempre A ma quando si tratta dello Stato può diventare B. quindi è comprensibile la reazione dell’uomo medio quando gli si dice che la tassa=furto. Un po’ come dire ad un cattolico che l’ostia non è il corpo di Cristo.

Eppure quello che sta succedendo a Cipro in questi giorni dovrebbe far capire anche ai più stolti che la tassa è uguale ad un furto. Infatti se dopo aver firmato un contratto con la banca, quest’ultima vi prende il 10% dei vostri guadagni senza il vostro permesso, tutti lo chiamereste furto. Se ci fosse una terza persona che ordina al banchiere di rubarvi il 10% chiamereste la terza persona ladro. Se invece è lo Stato a farlo? A voi l’ardua scelta morale.

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Un Parlamento senza governo

Interessante questa prospettiva:

7. E non si possono proporre leggi e votarle in Parlamento, tema per tema, senza un governo?
Si può proporle, anche al primo giorno di insediamento: è il Parlamento che propone le leggi e le approva, e il governo ha solo alcuni strumenti legislativi secondari. E fino all’insediamento di un nuovo governo, il governo Monti resta in carica, dimissionario, “per il disbrigo degli affari correnti”. Ma la produzione legislativa del Parlamento prevede la presenza del governo in una serie di passaggi (calendario con i capigruppo, lavori delle commissioni, discussione in aula) con un ruolo attivo che non è negli “affari correnti” di un governo dimissionario.

E perché no? A che serve un governo se c’è già un Parlamento? Ministeri? Quelli lavorano comunque anche senza direttive dai governi. Regioni? Autonome.

Sì lo so ci sono una marea di altre cose che fa il governo (o che dovrebbe fare) ma siamo veramente sicuri che il paese si blocchi? Ovviamente no. E non si blocca neppure senza un Parlamento. Forse Grillo sarà un ottimo strumento per far capire alle persone che tutte quelle istituzioni che diamo per scontate in realtà in realtà sono sovrastrutture superflue che servono per dar da mangiare ai soliti amici degli amici.

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La democrazia tira fuori il peggio dell’uomo

Il pianeta Terra ha vari strati geologici – mantello, litosfera, crosta-,    atmosferici – troposfera, stratosfera, ionosfera- e biologici – biosfera -, ma è stata anche proposta una sfera immateriale come quella del pensiero umano, la noosfera. Da quando la democrazia moderna è stata inventata però se ne è aggiunta un’altra: la pseudosfera, dal greco ψεῦδος, menzogna.

Da quando esiste l’uomo sulla terra infatti non si è mai vista tanta menzogna accumularsi nello strato della noosfera tanta quanta se ne vede durante le elezioni o semplicemente in una seduta al Parlamento. La democrazia si basa sulla bugia, sulla frottola, sull’aria fritta, su chi la spara più grossa. E tutto questo per attirare attenzione, voti, titoli sui giornali. Il fatto è che in democrazia non esiste alcun feedback che possa correggere le menzogne. Chiunque può dire ciò che vuole, chiunque può promettere ciò che vuole perché tanto se non lo farà non ne pagherà le conseguenze. Anzi, spesso è più vantaggioso elettoralmente non fare assolutamente niente delle promesse fatte in campagna elettorale perché tanto la legge o la decisione presa verrebbero usate come un’arma per le prossime elezioni. Meglio mentire, non fare niente e poi dire che è stata colpa di un altro governo o della congiuntura internazionale se il politico non è riuscito a mantenere le sue promesse.

La menzogna è un atto ignobile e il mentitore in qualsiasi altro contesto sociale verrebbe ostracizzato, ma in politica no. In politica dire una cosa e farne un’altra, nascondere la verità, capovolgere la realtà e distorcere il linguaggio vengono considerati come gli strumenti di un’arte, l’oratoria, la più fine e rispettabile delle virtù in democrazia.

E forse è proprio questo il segreto del suo successo: la democrazia giustifica qualsiasi comportamento immorale e alleggerisce la coscienza degli uomini. Ci permette di rubare i soldi al prossimo e chiamarla ridistribuzione, ci permette di fare la guerra e chiamarla missione di pace, di decidere delle vite altrui e chiamarlo governo.

La democrazia tira fuori il peggio dell’uomo.

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Shakespeare doesn’t kill

shake“Sono stati i videogiochi!”, “No sono state le leggi!”, “No sono stati i film violenti!”, “No sono stati i politici!”

Tra i vari colpevoli del massacro del Connecticut nessuna di queste ochette – che mi ricordano tanto le vecchiette del paese che si incontrano per dire banalità – ha nominato chi materialmente ha fatto la strage: Adam Lanza.

Penn Jillette – libertario, illusionista e famoso non credente- tenta in tutti i modi di mettere un po’ di razionalità nel pollaio ma è impossibile. Penn individua varie fallace logiche nei discorsi delle donne in studio:

1) La prima riguarda il metter in prospettiva l’incidente. Efferato, orribile ecc. ma ovviamente una eccezione in un mare di normalità. Esistono emergenze o incidenti che fanno più vittime ma sono killer silenziosi perché i media non ne parlano. A cominciare dal fatto che è 8 volte più probabile essere uccisi per sbaglio da un poliziotto che non da un pazzo come Adam Lanza. Quello che succede è simile all’allarme terrorismo in USA: i morti da terrorismo sono ridicolmente bassi rispetto al denaro, tempo e sicurezza spesi.

2) le persone (in genere le madri più dei padri) incolpano sempre i videogiochi per la violenza dei propri bambini – magari mentre obbligano i loro bambini a mettersi la mano sul cuore al solo sentire l’inno nazionale per le bare che ritornano da qualche guerra inutile voluta dai politici che hanno supportato. Come dice Penn “Shakespeare non ha mai ucciso nessuno” nonostante nelle sue opere ci siano suicidi, omicidi, avvelenamente e tradimenti. Arte è arte e non si può accusare l’artista per le atrocità fatte da un singolo.Penn_Jillette_headshot

3) “Giocava a Call of duty!” Questo è il classico argomento che rendono gli investigatori, i media e queste classiche donnette da paese felicissimi. Chiunque della mia generazione se dovesse avere la casa messa a soqquadro finirebbe nel tritacarne mediatico come violento, satanista, piscopatico solo in base agli oggetti che contiene. Infatti gli investigatori potrebbero trovare qualsiasi appiglio per qualsiasi teoria strampalata semplicemente guardando nella libreria o nell’hard disk di un qualsiasi ragazzo. Il fatto è che videogiochi sparatutto, fumetti, musica heavy metal e tutto il resto sono così comuni e onnipresenti nella nostra società che è facile ma totalmente fallace associarne la loro presenza all’atto criminale. Come dice Penn tutti i ragazzi giocano a Call of duty (decine di milioni in tutto il mondo!) ma solo uno ha fatto una strage. Si potrebbe fare la stessa congettura con qualsiasi oggetto: il ragazzo vestiva i jeans a vita bassa=i jeans a vita bassa spingono i ragazzi ad uccidere!

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Frank Herbert, Dune e le tematiche libertarie

dune-illustratedSto rileggendo per la terza (quarta?) volta Dune di Frank Herbert, questa volta in inglese. Quando lo lessi per la prima volta (avevo 17 anni) non ero ancora libertario ma dev’essere che il germe delle tematiche libertarie era già in me. Solo ora infatti mi rendo conto di quanti riferimenti all’individualismo, all’antidespotismo e al libertarismo esistono in Dune e nel resto della serie. E’ vero, Dune ha uno spettro enorme di temi e sarebbe ridicolo definire Dune un romanzo libertario e Frank Herbert un libertario ma ciò non toglie che ci siano delle frasi incredibilmente attinenti ai temi libertari. Ne butto giù qualcuna di seguito:

“Absolute power does not corrupt absolutely, absolute power attracts the corruptible.”

“Governments, if they endure, always tend increasingly toward aristocratic forms. No government in history has been known to evade this pattern. And as the aristocracy develops, government tends more and more to act exclusively in the interests of the ruling class — whether that class be hereditary royalty, oligarchs of financial empires, or entrenched bureaucracy.”

“The people I distrust most are those who want to improve our lives but have only one course of action.”

“The child who refuses to travel in the father’s harness, this is the symbol of man’s most unique capability. “I do not have to be what my father was. I do not have to obey my father’s rules or even believe everything he believed. It is my strength as a human that I can make my own choices of what to believe and what not to believe, of what to be and what not to be.”

“Beyond a critical point within a finite space, freedom diminishes as numbers increase. This is as true of humans as it is of gas molecules in a sealed flask. The human question is not how many can possibly survive within the system, but what kind of existence is possible for those who so survive.”

“The people who can destroy a thing, they control it.”

“The convoluted wording of legalisms grew up around the necessity to hide from ourselves the violence we intend toward each other. Between depriving a man of one hour from his life and depriving him of his life there exists only a difference of degree. You have done violence to him, consumed his energy.”

“If you think of yourselves as helpless and ineffectual, it is certain that you will create a despotic government to be your master. The wise despot, therefore, maintains among his subjects a popular sense that they are helpless and ineffectual.”

“Power attracts the corruptible. Suspect any who seek it.”

“Constitutions become the ultimate tyranny,” Paul said. “They’re organized power on such a scale as to be overwhelming. The constitution is social power mobilized and it has no conscience. It can crush the highest and the lowest, removing all dignity and individuality. It has an unstable balance point and no limitations.”

“All governments suffer a recurring problem: Power attracts pathological personalities.”

“Bureaucracy destroys initiative. There is little that bureaucrats hate more than innovation, especially innovation that produces better results than the old routines. Improvements always make those at the top of the heap look inept. Who enjoys appearing inept?”

“Every civilization depends on the quality of the individuals it produces. If you over-organize humans, over-legalize them, suppress their urge to greatness– they cannot work and their civilization collapses”

“The child who refuses to travel in the father’s harness, this is the symbol of man’s most unique capability. “I do not have to be what my father was. I do not have to obey my father’s rules or even believe everything he believed. It is my strength as a human that I can make my own choices of what to believe and what not to believe, of what to be and what not to be.”

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Ce ne sarebbe da riempire la Biblioteca di Babele

biblioteca di babele

Spesso dico che mi sarei interessato al libertarismo anche se non fossi diventato libertario. Ed è vero, mi sono interessato intellettualmente a questo mondo ben prima di capirlo e poi abbracciarlo.

La ragione è semplice ma non è intuitiva per chi non conosce tutto quello che gravita intorno all’argomento libertarismo. C’è di tutto e per tutti i gusti: dall’anarchia al concetto di sistema emergente, dalla politica alla religione, dall’bioetica al principio di non aggressione, dal taoismo all’Islanda medievale, dal Seasteading alla Scuola Austriaca, dall’indipendentismo al secessionismo, dai bitcoin ai partiti pirata, dal copyright al Creative Commons, dal black metal individualista al luciferianesimo di LaVey, dall’oggettivismo al transumanesimo.

Dio la lista potrebbe andare avanti all’infinito tanti spunti trovo nella vita di tutti i giorni! Non passa giorno che non veda questi fili invisibili che legano migliaia di argomenti. Si potrebbero scrivere libri legati ai temi qui sopra e comunque legati al libertarismo, si potrebbe riempire la Biblioteca di Babele di Borges di testi su testi di letteratura, saggistica libertaria. Riviste specialistiche potrebbero strabordare dalle edicole.

E invece? E invece ci sono milioni di siti e blog libertari che parlano solo ed esclusivamente di Scuola Austriaca, di golden standard. E non solo, spesso testi copiaincollati da siti americani e tradotti con Google Translate.

E’ frustrante vedere e apprezzare tutti quei collegamenti e poi doversi accontentare di una comunità che copre solo lo 0,01% di questo tema così affascinante.

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“In Libano pagano meglio”

Tra le varie cene delle feste appena passate ho dovuto sorbirmi la compagnia di un militare italiano di stanza in Afghanistan che mi ha raccontato per filo e per segno la vita e il lavoro di cui va tanto fiero.

Quest’uomo ha fatto di tutto per diventare militare “perché lì mi pagano bene e ho un lavoro assicurato; me ne vado in pensione a 50 anni io!”. “Dove mi dicono di andare io vado, certo preferisco dove mi pagano meglio. In Libano per esempio pagano anche più di 185 euro al giorno. In Afghanistan mi devo accontentare di 150.”

Sui TG nazionali sentiamo sempre le solite frasi “I nostri ragazzi!”, “I nostri eroi.”, “Ragazzi con degli ideali.”, “Siamo lì per la libertà.” ecc.

Che eroe! E dimmi cosa fai per guadagnarti tutti questi soldi e il plauso della società?

“Io guido le bombe dei bombardieri col laser. Mi metto sulla torretta del blindato, punto su un obiettivo e poi la bomba segue le frequenza del mio strumento e BOOOM.”

“Ma quelli più fortunati sono quelli dell’aeronautica. Fanno solo le ronde notturne nel campo e si beccano quanto noi. Lì sarei voluto andare. Non fai un cazzo e ti becchi tutti quei soldi. E’ un investimento!”

Sulla pelle degli altri, ricevendo ordini che non puoi contestare dall’alto. Irriconoscibile dalla merda quest’uomo, puzza pure. Se torna dentro una bara gli verranno pure dati tutti gli onori ma la puzza di merda gli rimarrà sempre addosso.

Alla fine lo stato funziona così: paga profumatamente i tuoi schiavi e faranno di tutto per te. Lo sapevano bene i romani che premiavano i soldati in pensione con terre e lauti stipendi. Non è cambiato niente in 2000 anni. Troverai sempre delle merde che premeranno il grilletto del fucile senza chiedersi che cosa stanno facendo. Almeno i talebani combattono per un loro ideale e scelgono liberamente di farlo.

Per il resto, se torni avvolto da una bandiera e con l’assegno in mano della tua vedova…

Amen.

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A Cambrian explosion of governments

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La potenza di un meme

Le idee, si sa, possono cambiare il mondo. Eppure per chi come noi lavora ogni giorno per diffondere il principio di non aggressione le cose non sembrano così rivoluzionarie. Ore e ore di fronte ai libri per informarci; ore e ore di fronte al PC per informare; ore e ore su internet in discussioni senza fine; spesso le famiglie, i partner o gli amici intorno a noi non sospettano quello in cui crediamo, spesso è difficile perfino incominciare a parlarne e ci rinunciamo in partenza.

Eppure esistono storie come questa che ti riempiono il cuore. Il meme più rivoluzionario della storia moderna, quello libertario, ha potuto fare breccia sul mondo reale e ha cambiato la vita di un uomo. Spesso penso alle nostre vite come a lunghe e dritte colonne che vanno verso l’alto: a volte si spezzano, altre volte cambiano direzione in modo repentino, altre volte si incrociano con altre. Senza Ron Paul, senza Mises la colonna di Chris sarebbe continuata nel suo tragitto, avrebbe spezzato altre colonne, avrebbe perpetuato un sistema criminale.

Questo mi conforta: significa che quello che facciamo qui sul web ma anche nella nostra vita personale ha delle ripercussioni anche serie sul mondo reale. Ho “convertito” (passatemi il termine) in passato diversi blogger e anche alcuni amici nella vita reale ma ho sempre visto questa contaminazione memetica come uno sfizio intellettuale. E invece possiamo fare la differenza, anche una frase su un blog, un tweet su Twitter, una vignetta satirica ma pungente postata su Facebook, tutte queste piccole cose hanno un peso alla fine. Esiste un processo di causa-effetto. Come quelle biglie legate a dei fili che si colpiscono l’una con l’altra: ogni volta che ci trasmettiamo un meme questo passa ad altri, come la forza di quelle biglie.

Chiunque sia lì dall’altra parte dello schermo che mi legge e crede nel principio di non aggressione, prenda una tastiera e si metta a scrivere o a condividere qualcosa di libertario. Lasciate il segno in questa vita, spargete il meme più che potete e forse un giorno il mondo sarà un posto migliore.

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Il Tao è anarchico

 

If you want to be a great leader,
you must learn to follow the Tao.
Stop trying to control.
Let go of fixed plans and concepts,
and the world will govern itself.

The more prohibitions you have,
the less virtuous people will be.
The more weapons you have,
the less secure people will be.
The more subsidies you have,
the less self-reliant people will be.

Therefore the Master says:
I let go of the law,
and people become honest.
I let go of economics,
and people become prosperous.
I let go of religion,
and people become serene.
I let go of all desire for the common good,
and the good becomes common as grass.

老子 Lao Tzu (~600 BCE)

Solo da poco mi sono interessato al Taoismo e ho scoperto che è considerato da molti libertari come un antesignano dell’anarchismo individualista. Perfino Rothbard ne scrisse al riguardo definendo Lao-Tzi il primo pensatore libertario. Tra i vari temi del taoismo ci sono i concetti di wu-wei, azione senza azione, e la nozione che il mondo di autoregola e che non ha bisogno di essere controllato. Wiki inglese dedica un capitoletto all’influenza del taoismo sul libertarismo qui. Sicuramente un tema da approfondire.

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